Sabato, 17 Aprile 2021

Vaccini, lo stop dei presidi: "Senza certificato Asl non si entrerà a scuola"

"Allo stato delle cose", dice l'associazione dei dirigenti scolastici, prevale la legge Lorenzin e non sarà applicata invece la circolare del ministro Grillo

Quando riapriranno le scuole a settembre gli istituti applicheranno la legge Lorenzin perché "non è possibile far prevalere la nuova circolare Grillo" per quanto riguarda i vaccini. Lo riferisce l'Associazione nazionale presidi, dopo l'incontro con il capo di gabinetto del ministero della Salute. "Allo stato delle cose, se non verrà presentato all'inizio dell'anno scolastico il certificato di avvenuta vaccinazione della Asl, non potremo permettere la frequenza dei bimbi a scuola, a nidi e materne", fa sapere l'Anp. Per il momento, quindi, resta in vigore la legge Lorenzin. 

All'incontro hanno partecipato una delegazione dell'Associazione nazionale presidi guidata dal Presidente Antonello Giannelli e una delegazione del ministero presieduta dal Capo di Gabinetto Alfonso Celotto. Giannelli ha fatto presente all’Amministrazione sanitaria "quello che tutti i colleghi già sanno e cioè che essi sono dirigenti dello Stato e Pubblici Ufficiali tenuti a rispettare e a far rispettare la Costituzione, le leggi e i principi di base dell’ordinamento. E che inoltre, per costante giurisprudenza della Cassazione Penale, essi sono anche titolari di posizioni di garanzia dell’incolumità di tutti coloro che frequentano gli ambienti scolastici”.

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"A rischio la salute dei bambini"

"Se il 'decreto Lorenzin' fosse modificato nel senso ipotizzato - afferma l'Anp - la presenza di bambini non vaccinati nelle scuole relative alla fascia di età 0-6 anni metterebbe a rischio la salute dei bambini che non si possono vaccinare e di quelli le cui difese immunitarie sono indebolite anche temporaneamente, a seguito di patologie varie".

No alle classi "differenziali"

Sulla possibilità di classi 'differenziali', composte dai soli bambini vaccinati in cui inserire i bambini immunodepressi, è stato ribadito il "netto dissenso dei presidi, sia perché si porrebbe un grave problema di carattere organizzativo, legato alla composizione delle classi ed alla regola della continuità, sia perché i bambini non sarebbero comunque protetti nei momenti di ricreazione e nei numerosi spazi comuni (mensa, palestra, bagni) e se ne violerebbe, di conseguenza, il diritto alla incolumità". Giannelli ha sottolineato, infatti, che “l’ambiente scolastico è di gran lunga quello più favorevole alla diffusione dei contagi per le caratteristiche dei soggetti presenti, per la loro elevata relazionalità sociale – costituente proprio uno degli obiettivi della scuola stessa – e per le caratteristiche degli ambienti: relativamente poco voluminosi, spesso molto riscaldati e con basso ricambio di aria”.

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Il Presidente dell’Anp ha infine evidenziato che stanno circolando "evidenti travisamenti delle modalità di ricorso allo strumento dell’autocertificazione, peraltro non utilizzabile in campo sanitario se non a seguito di espressa previsione legislativa. Questo rischia, da un lato, di aumentare il carico di lavoro dei dirigenti scolastici (costretti a controllare la veridicità delle dichiarazioni e a denunciarne gli autori in caso di falso) e, dall’altro, di indurre molti genitori a rilasciare con leggerezza dichiarazioni delle quali potrebbero poi dover rispondere all’autorità giudiziaria penale". L’Anp riconosce comunque che "l'amministrazione è stata disponibile al dialogo e alla ricerca di una soluzione condivisa". Un nuovo incontro è previsto prima della fine di agosto.

Grillo: "Dai presidi replica tardiva e surreale"

La presa di posizione dei presidi italiani "è una polemica assolutamente surreale e tardiva" perchè "l'autocertificazione è un atto deciso dal precedente governo, e utilizzato per tutto il 2017, che è stato solo proseguito anche per il 2018". Lo afferma il ministro della Salute, Giulia Grillo, ospite di Omnibus su La7, aggiungendo: "mi sembra dunque surreale ricevere questo ennesimo attacco politico ma ormai - confessa- ho le spalle larghe e mi sono abituata".

"L'autocertificazione - ribadisce - è stata usata per tutto il 2017, e la presa di posizione dei presidi arriva tardi rispetto a una circolare che è più di un mese fa. Non esiste tra l'altro - precisa - alcuna circolare Grillo, ma una circolare Grillo-Bussetti che riprendeva l'autocertificazione utilizzata appunto per tutto il 2017". Misura adottata perchè "in mancanza di un'anagrafe vaccinale nazionale, che la Lorenzin non ha fatto, non volevamo caricare di oneri ulteriori i cittadini. Ribadisco però che autocertificare non significa certificare il falso, perchè sennò - fa nota il ministro - ti becchi sei mesi di carcere". Infine un messaggio ai presidi: "Mi spiace che non sono il loro ministro ma sono sempre disponibile a un confronto e le strutture sanitarie sono a loro disposizione qualora ne avessero bisogno per qualunque necessità".

Vaccini, la risposta di Di Maio

Sulla vicenda è intervenuto questa mattina il vicepremier Luigi Di Maio, intervistato dai microfoni di Rtl 102.5 "I vaccini devono rispettare lo stesso livello di obbligo che c'è in Europa" e "le famiglie che non stanno vaccinando i figli vanno convinte a farlo" ma "dire a quei bambini, che non hanno il vaccino, che non devono andare neanche a scuola, secondo me è uno sbaglio perché i bambini non c'entrano niente".

No vax in classe, bimba trapiantata costretta a restare a casa

Nei giorni scorsi è stata depositata in Procura a Treviso una denuncia contro ignoti da parte di una coppia perché la loro bambina, sana ma con deficit immunitario, era stata costretta  a restare a casa dalla materna per non subire il contagio della varicella contratta da due compagni di classe non vaccinati. 

"I magistrati  - ha detto la mamma della bambina all'Ansa- devono esprimersi in maniera tale, con condanne se serve, perché i dirigenti delle scuole d’infanzia si adeguino alle norme, senza sconti. Più vaccinati ci sono, più i nostri figli sono al sicuro. Non si possono mettere in una classe bambini non vaccinati per motivi medici con altri non vaccinati per motivi ideologici".

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