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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Il caso / Venezia

La prof che vieta il top alle studentesse: "Distraete i maschi". Scatta la protesta

Un presunto divieto che non è affatto piaciuto ad alcune ragazze a Venezia, che si sono presentate a scuola con un top sportivo sfidando il freddo e srotolando su un ponte uno striscione: "Cambiate mentalità, non i vestiti"

E' polemica in laguna. "A motoria le ragazze dovrebbero nascondere le proprie forme per non attirare l'attenzione e non distrarre i compagni maschi". E' quanto avrebbe sostenuto una professoressa di educazione fisica del liceo artistico statale Marco Polo di Venezia vietando l'utilizzo del top del alle ragazze. La prof avrebbe poi minacciato di mettere una nota se alle prossime lezioni le ragazze si presenteranno di nuovo con top sportivi, ritenuti dalla prof “inadatti a un contesto scolastico” .Un presunto divieto che non è affatto piaciuto ad alcune di loro che si sono presentate oggi a scuola - come si vede dalle immagini postate dal Collettivo Polo-Las su Instagram - con un top sportivo sfidando il freddo e srotolando su un ponte uno striscione contro la prof: "Cambiate mentalità, non i vestiti".

"Oggi abbiamo dato vita ad una grande iniziativa sotto la nostra scuola per dire una cosa molto chiara: quello che va cambiato è la mentalità delle persone, non il nostro abbigliamento - dicono dal collettivo via social -  Dopo che una professoressa durante la lezione di ginnastica ha obbligato delle ragazze a cambiarsi perché indossavano dei top sportivi non potevamo restare in silenzio! La scuola non dovrebbe educarci a "coprire le nostre forme per non distrarre i ragazzi", anzi, dovrebbe fare esattamente il contrario, educare tutt* a rispettare ogni persona a prescindere dal suo abbigliamento" spiegano le studentesse.

"Per questo - continuano - siamo andat* a scuola tutt* in top sportivo, ci siamo fatti sentire e abbiamo poi dato vita ad una magnifica Assemblea in cui abbiamo discusso di come continuare questo percorso, di come fare in modo che la scuola sia uno spazio sicuro. Viviamo in una città e in una società dove siamo abituat* ad avere paura, quando giriamo per strada la sera, quando siamo in un locale e sappiamo che qualcuno solo per come siamo vestite potrebbe pretendere di avere un rapporto con noi, di poterci fischiare o molestare. Con l'iniziativa di oggi abbiamo voluto ribadire che non siamo più dispost* ad avere paura, vogliamo rendere sicuro ogni spazio che attraversiamo, a partire dalla scuola, per arrivare alle strade e agli spazi della nostra città. La scuola siamo noi, e oggi abbiamo dimostrato quanto siamo forti e che noi abbiamo il potere di cambiarla!", concludono dal collettivo.

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