Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Alitalia-Cai 4 anni dopo: è ancora crisi

I conti della compagnia aerea sono sempre in rosso. Si annunciano nuovi tagli al personale. Previsto anche l'aumento del prezzo dei biglietti della WindJet s.r.l., nuovo ramo d'azienda di Alitalia-Cai

Solo 4 anni fa l'Alitalia per cercare di uscire dalla crisi nera che la attanagliava acquistò l'Air One, compagnia aerea con i conti più in rosso dei suoi. A pagarne le conseguenze furono i cittadini italiani. Lo Stato per salvare i posti di lavoro a rischio decise di prestare all'azienda 300 milioni di euro, soldi che non sono mai stati restituiti dalla vecchia Alitalia. Oggi la storia si ripere: i conti dell'Alitalia sono ancora in rosso e l'azienda ha appena acquisito la Wind Jet, compagnia low cost anch'essa con grossi problemi economici. A pagare saranno un'altra volta i cittadini?

SI ANNUNCIANO TAGLI PERSONALE. Qualche settimana fa la compagnia area è finita nuovamente sulle prime pagine dei giornali poiché si è sparsa la voce di possibili nuovi licenziamenti. Si parla di circa mille posti di lavoro. Nulla di ufficiale però tanto che per cercare di fare chiarezza sulle intenzioni dell'azienda il responsabile della Filt Cgil Mauro Rossi ha invitato l'amministratore delegato Ragnetti ad un incontro urgente. La data dell'incontro non è ancora stata fissata, ma dall'ufficio stampa della Filt Cgil fanno sapere che il confronto dovrebbe esserci entro la fine del mese.
 
"A rischiare il posto di lavoro sarebbero una parte del personale di terra che opera presso l'aeroporto di Roma-Fiumicino e alcuni operatori del call center", ci spiega il  segretario generale della Filt Cgil di Catania Carmelo De Caudo. "Per loro e per alcuni lavoratori prossimi alla pensione si preannuncia la cassa integrazione". 
 
E' andata tutto sommato bene al personale WindJet. Il 24 aprile scorso l'amministratore delegato della compagnia Stefano Rantucci in una lettera inviata ai 504 dipendenti scriveva: "I risultati registrati negli ultimi tre bilanci d'esercizio della Società testimoniano perdite economiche pesantissime. La Società si vede dunque costretta a comunicare la necessità di procedere a un licenziamento collettivo".
 
A maggio però, per fortuna, le cose cambiarono: l'azienda decise prima di bloccare la procedura di mobilità per i 504 lavoratori e poi di ricorrere alla cassa integrazione per 48 mesi. Poco dopo spiegò ai sindacati che il personale di volo (309 posti di lavoro) sarebbe stato ceduto alla newco costituita da Windjet con sede legale a Roma Fiumicino ovvero la WindJet s.r.l.. C'è speranza dunque per alcuni e gli altri? 
 
"L'accordo firmato in ministero lo scorso 19 giugno ha evitato i licenziamenti e stabilito che a finire in cassa integrazione dal 1 agosto fossero solo 62 lavoratori su 504: si tratta di una parte del personale di terra" dichiara De Caudo. "L'accordo prevede inoltre che se l'azienda dovesse decidere di assumere, più avanti, del nuovo personale dovrà attingere dai cassa integrati", continua il segretario della Filt Cgil di Catania.
 
"Il sì dell'Antitrust all'acquisizione  - aggiunge De Caudo - ha poi evitato che i 300 lavoratori dell'indotto che ruota attorno alla WindJet perdessero il lavoro". "Se l'Antrust avesse dato parere negativo la WindJet sarebbe fallita e per loro non ci sarebbe stato molto da fare. Secondo la nuova Riforma del lavoro avrebbe avuto diritto solo all'Aspi".
 
"Dato però che il garante ha imposto all'Alitalia la cessione di alcuni slot sicuramente l'azienda farà altri tagli.  Alcuni voli verranno eliminati e quindi ci sarà bisogno di meno personale. Gli accordi firmati però vietano alla compagnia di tagliare il personale della WindJet s.r.l.", prosegue il segretario. A rischiare saranno quindi i lavoratori Alitalia.
 
SALE IL PREZZO DEI BIGLIETTI. Oltre ai lavoratori a pagare potrebbero essere anche i clienti? Nonostante la società abbia appena lanciato delle nuove tariffe definite così basse da essere concorrenziali con quelle dei treni sulle tratte Roma-Milano-Roma (99 euro a viaggio) la situazione è diversa se si prendono in considerazione quelle siciliane.
 
Prendiamo ad esempio la tratta Roma-Palermo-Roma. I prezzi dei biglietti Alitalia da Roma a Palermo con partenza il secondo fine settimana di settembre ( venerdì 7) e ritorno la domenica successiva sono rispettivamente di 57 euro (biglietti in promozione prendendo il volo delle 21) e  87 euro. Totale 144 euro.
 
La tratta è coperta anche dalla WindJet a prezzi molto più bassi. Se si sceglie di volare lo stesso fine settimana preso in esame sopra con la compagnia low cost la spesa totale ammonta a 93 euro con un risparmio di 51 euro.
 
Ora che l'Alitalia ha acquistato la Wind Jet i prezzi cambieranno? Non abbiamo potuto dare una risposta ufficiale a questo quesito dato il silenzio stampa sia dell'Alitalia che della WindJet. Ma dal sindacato tranquillizzano. "L'acquisizione della WindJet s.p.a. rientra nel piano dell'Alitalia di creare 2 sue basi low cost: una centro-settentrinale costituita dalla Cityline, nata quando è stata acquisita l'Air One al momento della cordata che ha portato alla nascita di Alitalia-Cai e che ha base a Venezia e una centro-meridionale costituita dalla neo costituita WindJet s.r.l. con base a Catania. Un aumento dei costi ci sarà ma sarà contenuto. Anche perchè la compagnia deve fare i conti con gli altri competitors presenti sul mercato: Easyjet e Bluexpress in primis. Grazie a questa operazione - conclude il sindacalista - l'Alitalia, oltre a guadagnarsi una posizione di spicco nel mercato delle low cost riduce inoltre il distacco dalla concorrente a livello nazionale la Ryanair".
 
IL PUNTO SUI CONTI DELL'ALITALIA. I dati del secondo trimestre saranno resi noti il prossimo 25 luglio. Le previsioni però non sono rosee e sembra proprio che la picchiata continui. E' stato lo stesso amministratore delegato Andrea Ragnetti in occasione della convention aziendale “Alitalia Day 2012” che si è tenuta a Fiumicino a giugno a parlare di “annus horribilis” e i numeri del primo trimestre sono una conferma delle sue parole: le perdite nette sono aumentate: -131 milioni, in flessione di 43 milioni rispetto all’analogo periodo del 2011. 
 
La società si giustifica chiamando in causa “l’andamento sfavorevole del cambio euro/dollaro sull’esposizione patrimoniale in valuta”, “il costo della benzina in crescita” e i dati Assaeroporti, secondo i quali, nel periodo oggetto d'esame, hanno volato in Italia 21,4 milioni di passeggeri, 300 mila in meno dello stesso periodo del 2011, equivalenti a una perdita di circa 100 mila passeggeri al mese. 
 
Tutto vero ma il risultato non cambia. L’indebitamento finanziario netto dell'Alitalia al 31 marzo 2012 risultava pari a 962 milioni, con una quota per l’indebitamento sulla flotta di aerei di proprietà pari a 686 milioni. Al termine del trimestre, la disponibilità liquida totale - comprendente le linee di credito non utilizzate - risultava pari a 318 milioni. 
 
L’Amministratore Delegato Andrea Ragnetti in occasione della presentazione alla stampa dei dati dichiarava: “Il primo trimestre si chiude con un risultato in peggioramento rispetto a quello dello stesso trimestre del 2011...l’eccellenza operativa sarà cruciale nell’affrontare i prossimi 9 mesi, che si annunciano molto difficili, con una congiuntura economica europea che non accenna a migliorare e una grande tensione sui prezzi del carburante e sul cambio euro-dollaro”. 
 
L'acquisizione della WindJet servirà a risolvere i problemi economici della società? Per dare una risposta a questa domanda bisogna avere la pazienza di aspettare. Quel che è certo è che la similissima operazione di 5 anni fa non è servita a raggiungere lo stesso scopo.
 
Repetita iuvant?
 
IL COMMENTO DELLA COMPAGNIA. L'Alitalia non si pronuncia in merito a quelle che saranno le conseguenze dell'acquisizione della Wind Jet. "E' ancora presto", fanno sapere dall'ufficio stampa. Si limita a giudicare "pesante" il via libera condizionato dell' Antitrust che ha autorizzato l'operazione a patto però che la compagnia ceda alcuni slot (permessi di volo) su tre diverse rotte, per eliminare gli effetti anticoncorrenziali che si sarebbero creati. ''Prendiamo atto della decisione dell' Antitrust che è comunque più pesante di quanto noi ci aspettassimo'', fa sapere una portavoce. 
 
Insomma la società lascia intendere tra le righe che l'inaspettato verdetto del garante costringa l'azienda a ripensare la propria strategia.
 
Soddisfazione invece per i tempi di risposta dell'Antitrust. La decisione dell'Autorità, che aveva avviato l'istruttoria all'inizio di giugno, con 45 giorni di tempo per concluderla, infatti è arrivata prima di quanto temesse il management di Alitalia. Due settimane fa Ragnetti aveva detto di avere ''ben poche speranze'' che la decisione arrivasse per l'estate, avvertendo che entrare più tardi rischiava di compromettere il valore dell'acquisizione perchè i passeggeri di Windjet non prenotano in quanto sono preoccupati del futuro della compagnia siciliana. 
 
Almeno il pericolo fallimento e tutte conseguenze che ne sarebbero scaturite è scampato.
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