Domenica, 7 Marzo 2021

Carceri: continua l'emergenza

I detenuti sono 66.310, 20.554 in più della capienza regolamentare. Il piano carceri prevede la realizzazione di 11.573 nuovi posti ma la meta è ancora lontana

Non si placa l'emergenza sovraffollamento carceri. E la situazione penitenziaria in generale si fa sempre più incandescente. Venerdì scorso l'ultima tragedia a Solliciano dove un detenuto si è tolto la vita. Ma la lista dei suicidi in carcere è, purtroppo, molto molto lunga. Solo nell'ultima settimana a togliersi la vita sono stati 3 detenuti: oltre a quello di Firenze, uno a Novara e l'altro a Lecce.

Martedì 22 maggio il coordinatore nazionale dei garanti delle carceri  Franco Corleone ha acceso ancora una volta i riflettori sulla problematica, che oramai da anni interessa il BelPaese, dando inizio ad uno sciopero della fame di protesta. "Oggi il carcere fa schifo" e "la situazione è drammatica”, dichiarava all'Ansa. “Nel carcere fiorentino di Sollicciano, ad esempio, siamo stabilmente sopra mille, il doppio della capienza regolamentare”, continuava.

Anche il sindacato autonomo polizia penitenziaria ha più volte lanciato l'allarme. Lo scorso 18 maggio a Roma si sono tenute le celebrazioni del  195esimo anniversario del Corpo, alle quali il Sappe non ha partecipato perchè secondo Donato Capece, segretario generale “non c'è niente da festeggiare”. "7 mila poliziotti penitenziari in meno rispetto agli organici previsti ed il Governo che pensa addirittura di mandarne a casa 4 mila, mezzi che trasportano agenti e detenuti che cadono a pezzi e dirigenti a spasso con berline fuoriserie. Risse, aggressioni, tentati suicidi e tante parole al vento dai vertici dell`Amministrazione penitenziaria e dal mondo della politica. Cosa c`è festeggiare? Basta ipocrisia", affermava Capace in quella occasione.

Il segretario invitava poi le istituzioni e il mondo della politica ad agire perchè “c'è bisogno di una nuova politica dell`esecuzione della pena che ripensi il sistema sanzionatorio”. Secondo Capace la soluzione consisterebbe nell'aumentare il ricorso alle misure alternative alla detenzione, espellere i detenuti stranieri e favorire nuovi circuiti penitenziari, tali ad esempio da permettere ai tantissimi tossicodipendenti oggi in cella di espiare la pena nelle comunità di recupero.

D'accordo Franco Corleone che in una lettera aperta ai colleghi (pubblicata sul suo blog), nella quale propone loro di cercare insieme soluzioni a questa "violenza silenziosa", spiega perchè secondo lui una delle causa del sovraffollamento sarebbe la legge sulla droga, “quella del 1990 aggravata dalla modifica ideologica e ancor più punitiva realizzata con un vulnus costituzionale nel 2006. E’ questa la legge che provoca il maggiore afflusso in carcere”.

“Attraverso misure alternative per i detenuti tossicodipendenti, la modifica della legge Giovanardi e con un'amnistia specifica per il quinto comma dell'art. 73 della legge sulle droghe, cioé per i fatti di lieve entità" si potrebbe arrivare ad avere "nelle carceri  circa il 40% in meno degli attuali detenuti", continua la lettera.  

Giudicate, infine, “modeste le misure proposte dalla ministra Severino come il disegno di legge sulle pene detentive non carcerarie” e “un Piano carcere che prevede programmi di edilizia inutile e dannosa”.

Anche i Radicali, da anni impegnati nella battaglia per un carcere più vivibile, sostengono che l'amnistia sia l'unica soluzione possibile. “Contro questa quotidiana violazione della legalità costituzionale, nei confronti della quale il ministro Severino continua colle sue inutili proposte di piccolissimo cabotaggio, si può giocare solo un provvedimento radicale e strutturale: l'amnistia, il resto del pacchetto Severino di piccole modifiche ai codici servirà solo a riempirsi la bocca per i funerali delle vittime che non verranno neanche degnati di una presenza ministeriale”, hanno dichiarato il senatore Marco Perduca dei radicali e Maurizio Buzzegoli, segretario Associazione Andrea Tamburi commentando la tragedia di Sollicciano.

I dati. Sono 66.310 i detenuti nelle carceri italiane al 30 aprile 2012. È il dato aggiornato reso noto dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Attualmente gli istituti penitenziari attivi sul territorio sono 206 per adulti con una capienza regolamentare di 45.756 detenuti. Ci sarebbero quindi 20.554 persone in più.

A livello regionale, al 30 aprile, è la regione Lombardia a detenere il primato per quel che riguarda il numero dei detenuti con 9.444 detenuti, seguita dalla Sicilia, con 7.151, e la regione Lazio con 6.853 detenuti.

Il decreto "Salva carceri". Il  provvedimento fortemente voluto dal ministro della Giustizia Severino, approvato lo scorso febbraio con trecentottantacinque sì non ha portato ad un notevole miglioramento della situazione. A dirlo sono i numeri: si è passati da 69mila a gennaio 2010 a 66.310 ad aprile 2012. C'è quindi ancora molto da fare. Il provvedimento stabilisce che per l’arrestato in flagranza di reato sia disposta in via prioritaria la custodia dell’arresto presso l’abitazione; dimezza da 96 a 48 ore il termine entro il quale deve avvenire l’udienza di convalida dell’arresto ed estende da 12 a 18 mesi la soglia di pena detentiva, anche residua, per l’accesso alla detenzione domiciliare prevista dalla legge n.199 del 2010.

Il decreto infine stanzia 57.27 milioni di euro per l’adeguamento, il potenziamento e la messa a norma di infrastrutture carcerarie ovvero per finanziare il Piano carceri (approvato con delibera del 26 giugno 2010). Inizialmente il piano prevedeva la realizzazione di  11 nuovi istituti penitenziari, e di 20 padiglioni detentivi per un totale di 9.150 poi diventati  11.573 nuovi posti.

Dal mese di gennaio 2012 è il Prefetto Angelo Sinesio il Commissario delegato per il superamento della situazione conseguente al sovrappopolamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale.  Da quando è in carica fino ad aprile l'Ufficio del Commissario ha provveduto a emettere le linee guida necessarie a "sbloccare" le commissioni giudicatrici delle 8 gare in corso per la realizzazione dei nuovi padiglioni di Lecce, Taranto, Trapani, Milano-Opera, Sulmona, Vicenza, Parma e Siracusa. Entro la fine di maggio dovevano essere comunicati i vincitori dei bandi. Ma in data 31 maggio 2012 sul sito del piano non compare nessun avviso. La cantierizzazione dovrebbe iniziare entro l'autunno del 2012.

Per altri 8 padiglioni (Bologna, Ferrara, Bergamo,  Reggio Emilia, Roma-Rebibbia, Napoli-Secondigliano, Trani e Caltagirone) sono stati validati i progetti e, sempre entro il mese di maggio, era prevista l'emissione dei bandi di gara ma, anche in questo caso, sul sito non sono ancora stati pubblicati i bandi.

Sono stati fatti anche alcuni passi avanti sul fronte dei nuovi istituti penitenziari ma ci vorrà ancora parecchio tempo prima di vederli finiti.
 

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