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Domenica, 22 Maggio 2022
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Dalla vetta più alta del monte Braulio ai cunicoli sotto la città: Bormio come non l’avete mia vista

Un bel sorso di Braulio e via, che il viaggio verso valle abbia inizio!

Visitare Bormio, la perla della Valtellina, può trasformarsi in un vero e proprio viaggio immersivo in un territorio capace di riservare mille sorprese e che sa mostrare tanti volti diversi, in grado di attivare in modo unico e caratteristico tutti i sensi di chi decide di affrontarlo.

Dalla cima del monte Braulio – già, proprio quello che dà il nome a uno degli amari più famosi d’Italia – fino alle profondità sotterranee della città a fondo valle, in questa zona si possono vivere esperienze e sensazioni davvero speciali. 

Sport e natura: l’anima alpina di Bormio vi conquisterà

In montagna, ad esempio, si può dar sfogo al proprio spirito sportivo in spericolate discese sulle tante piste da sci, tra le quali la celebre Pista dello Stelvio, dove hanno gareggiato fior fior di campioni durante la Coppa del Mondo. Ma tra i sentieri che si abbarbicano sulle pendici si possono anche fare escursioni di trekking o in sella a una mountain bike o ancora tenersi occupati affrontando lunghe ma meno faticose passeggiate alla ricerca di piante officinali che qui abbondano. Ginepro, genziana, assenzio, achillea moscata, erbe e radici, sono solo alcune delle specie e tipologie vegetali che riempiono questo vero e proprio giardino botanico a cielo aperto, a disposizione di chi è alla ricerca di aromi assolutamente particolari.

Comfort e relax: secoli di pace dei sensi

Scendendo verso valle, poi, le possibilità per il tempo libero si moltiplicano decisamente, tra ristoranti tipici dove gustare prodotti locali della Valtellina, hotel di lusso e i caratteristici bagni termali per cui Bormio è famosa in tutta Europa: i Bagni Vecchi e i Bagni Nuovi. I primi, risalenti addirittura all’epoca romana, sono stati apprezzati durante i secoli da artisti, letterati, aristocratici e persino regine. I secondi, moderni e altrettanto confortevoli, sono apprezzati oggi per il magnifico paesaggio dello Stelvio che li circonda.

Ma lasciandosi dietro le fatiche dello sport e le cure di calde acque ristoratrici, si prosegue nel viaggio e ci si rende conto che, arrivati a valle e senza neanche rendercene conto, siamo tornati, in qualche modo, al punto di partenza: a quel piccolo sorso di Braulio che ha dato il via al nostro cammino.

Bormio sotterranea: cantine, botti di rovere e segreti mai rivelati

In questo percorso siamo stati sciatori, esploratori e sì, anche i più classici dei turisti, ma ora ci trasformeremo in qualcosa di decisamente impensabile: come moderni speleologi, infatti, scendiamo ancora, ma questa volta ci addentriamo sotto la superficie di Bormio, negli antichi cunicoli sotterranei, serviti in passato per fuggire dagli invasori d’oltralpe.

E, in modo assolutamente inaspettato, sarà proprio qui che scopriremo il segreto meglio custodito di tutta la Valtellina: le Cantine Braulio occupano, infatti, gli antichi cunicoli, oggi ammodernati per far posto a una sfilza infinita di enormi botti di rovere di Slavonia, colme della preziosa essenza liquida, dal colore ambrato, che è uno dei simboli di Bormio e della valle. Lì dentro, al riparo da sole, pioggia o neve, invecchia l’Amaro Braulio, frutto di una ricetta segreta, mai completamente rivelata al pubblico.

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Di questa eccellenza locale, infatti, si conoscono solo quattro ingredienti, piante raccolte sin dalle sue origini proprio sulla vetta del monte Braulio: ginepro, genziana, assenzio e achillea moscata. Il resto...è top secret!

Amaro Braulio: eccellenza della Valtellina da cinque generazioni

Certo, una visita alle Cantine rivelerà ai più curiosi ben altre informazioni, relative alle diverse fasi di produzione di questa miscela dalla qualità premium. Qui si potrà scoprire il lavoro di artigiani che nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, da oltre 140 anni, si impegnano per dar vita al Braulio e si arriverà a conoscere la storia di una famiglia valtellinese D.O.C., i Peloni, che ne custodisce i segreti da ben cinque generazioni.

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E sempre qui, tra botti di rovere e palati esigenti, si potrà decidere di acquistare un gustoso souvenir, con tanto di confezione originale, di questa esperienza in Valtellina: la scelta è tra il Braulio Classico, invecchiato in botti di rovere per almeno 15 mesi, e il Braulio Riserva, che “riposa”, invece, in botti di rovere di Slavonia per ben 24 mesi.

Nella botte grande ci sono tradizioni e sapori tutti da scoprire

E allora, a chi dice che nella botte piccola c’è il vino buono, qui a Bormio rispondono invece con botti extra large. Perché solo contenitori di tal dimensione sono in grado di contenere l’anima di un intero territorio, con le sue erbe, le montagne e le sorgenti di acqua cristallina, e lo spirito di chi lo ha popolato negli anni e ha messo impegno e passione artigiana nel creare una storia e una tradizione assolutamente originale.

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Insomma, in quelle botti di rovere, celate sotto hotel di lusso, tecnologici impianti da sci e terme millenarie, da domani ci sarete anche voi, perché è proprio lì che lascerete più che volentieri una parte del vostro cuore, intenta a sorseggiare un bicchiere al sapor di Valtellina.

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