Martedì, 2 Marzo 2021

È esplosa la podcast mania: ecco come una voce può fare la differenza nel digital advertising

Un’opportunità per costruirsi un pubblico tutta da scoprire per start up e imprenditori del futuro

Si è parlato anche di podcast al Digital Innovation Days 2020, tenutosi, rigorosamente online nelle giornate del 29-30-31 ottobre. Già, perché il mondo digitale, oggi, non è solo ciò a cui ci hanno abituato i vari Facebook, Instagram e Youtube, non è solo parola scritta, immagini e video, ma sta riscoprendo un altro mezzo di comunicazione che è sempre stato lì a disposizione, letteralmente sulla bocca di tutti: la voce. La nuova podcast mania, che da un anno a questa parte sta sempre più prendendo piede in Italia, dà la possibilità di fruire contenuti digitali semplicemente ascoltandoli, lasciandosi accompagnare in una storia dal ritmo di una voce accattivante.

Un boom che trova riscontro nelle scelte strategiche delle grandi piattaforme di streaming musicale, tipo Spotyfi, o di quelle più orientate verso la letteratura come Amazon, le quali stanno investendo capitali per affiancare alle sezioni di musica e libri, per cui sono conosciute e apprezzate, una sezione non musicale né prettamente scritta, quella dedicata ai podcast appunto. Eppure, anche in questo caso ci sarà qualcuno che legge e qualcun altro che ascolta.

I vantaggi del podcast come strumento di advertising digitale

Il bello del podcast? Chiunque può crearne uno, perché chiunque può raccontare una storia capace di scatenare un’emozione. E allora perché non sfruttare questo potenziale per creare il cosiddetto engagement? Perché non può essere un’azienda a sfruttare questo mezzo per il proprio tornaconto di business e di marketing?

In effetti, in altri Paesi il podcast è già un mezzo più che affermato nel mondo dell’advertising digitale, mentre in Italia, come detto, è un territorio nuovo, decisamente poco esplorato e troppo sottovalutato. Gli imprenditori italiani sembrano ancora legati a vecchie logiche di marketing, che vedono nello slogan scritto nero su bianco e nell’immagine del prodotto le loro roccaforti di comunicazione. Ma la verità è che non si rendono conto di un fatto molto semplice: fare podcast può essere un sistema più semplice, immediato e conveniente di coinvolgere il pubblico e ingaggiare potenziali clienti. In fondo, basta un microfono.

Già, niente telecamere, niente casting, né attori o comparse, niente location da affittare...un podcast è tutto nella voce di chi racconta, nella storia e nel ritmo della narrazione. E allora, se un’azienda vuole investirci qualche soldo in più, meglio investirlo in uno storyteller che sappia usare la voce, magari un giornalista o un attore che sappiano lavorare sulle pause e sul tono della lettura, meglio investirlo su storie emozionali che sappiano descrivere i valori aziendali senza diventare una mera marchetta, ma che trattino l’argomento di interesse per l’azienda in modo laterale, non invasivo. A questo scopo, creare contenuti seriali sembra essere il metodo migliore: così come nelle arti visive stanno spopolando le serie tv che spesso “costringono” l’utente al cosiddetto binge watching, allo stesso modo, creare un podcast composto da episodi verticali e collegati tra loro da un fil rouge ben definito, può mantenere vivo l’interesse di chi ascolta, in attesa della prossima puntata.

Un’occasione d’oro per le start up: podcast e grandi piattaforme digitali

Sono due le possibilità che si aprono per un’azienda nel voler sfruttare il mezzo podcast: utilizzarlo come supporto per una pubblicità più tradizionale, accostando o prima o dopo la puntata il proprio messaggio promozionale del tipo “Questo podcast è sponsorizzato da…” così da cavalcarne il successo di pubblico, un po’ come avviene da sempre con le trasmissioni radiofoniche per intenderci. In alternativa, e qui si vede la lungimiranza, l’azienda può usare il mezzo in modo più sottile e strutturato, creando essa stessa un podcast che permetta di raccontarsi. In che modo? Focalizzando, ad esempio, il podcast su una tematica legata al settore dell’azienda e utilizzarlo per raccontare emozioni, valori e esperienze dirette, dando loro la forma di storie verticali caratterizzate proprio da serialità e collegamenti, così da attirare quella fetta di pubblico che è il target naturale del brand e che sarà più propensa a fidelizzarsi.

Ma se la prima possibilità sarà inesorabilmente sfruttata dalle aziende old school, legate ai vecchi paradigmi del marketing e incapaci di vedere il reale potenziale di un podcast ben costruito, la seconda, proprio per l’innovazione che reca con sé, può diventare un marchio distintivo nell’advertising delle nuove start up, un trampolino di lancio per giovani con idee all’avanguardia, sicuramente più avvezzi al mondo digitale e a tutte le nuove possibilità che questo offre, un terreno di sperimentazione per nuovi imprenditori pronti a “rischiare” investendo su un mezzo solo all’apparenza poco apprezzato, ma che oggi in realtà, proprio grazie al supporto e agli ingenti investimenti delle grandi piattaforme digitali, dà invece la possibilità di raggiungere e coinvolgere un ampio pubblico. 

Il podcast fatto bene deve generare valore per chi ascolta

Un pubblico che è sempre più in movimento e non ha più né tempo né voglia di fermarsi a leggere una storia compressa nel ridotto spazio di uno schermo di smartphone, ma che apprezza invece quando c’è qualcuno, dall’altro capo degli auricolari, che sa raccontare la stessa storia tanto bene. Un pubblico che sa apprezzare la comodità di un mezzo fruito in differita, in cui, se viene citato un prodotto interessante, basta mettere in pausa, andarlo a cercare in rete, eventualmente metterlo nel carrello e tornare come se niente fosse a riascoltare quella voce dal punto in cui la si era lasciata. Risultato per l’azienda: l’ascoltatore fedele al podcast e al suo modo di raccontare la data tematica sotto tante sfaccettature diverse è diventato senza neanche rendersene conto un consumatore convertito all’acquisto.

Ma cosa rende un podcast un mezzo veramente coinvolgente e attraente per il pubblico? La capacità di unire alla storia, alla voce, al ritmo, qualcos’altro, quel tocco in più che riesca a dare reale valore all’ascoltatore. Un perfetto esempio ce lo fornisce un famoso podcast investigativo, “Darknet Diaries”, nel quale in ogni puntata si raccontano storie vere di crimini informatici e al contempo si dà al pubblico la possibilità di imparare qualcosa su come sventarli, o come non cadere vittima della truffa informatica di turno. In questo caso, l’unione di una storia interessante ben raccontata e dell’utilità derivata dalla formazione/educazione, regala un valore in più a chi ascolta. 

Ora provate a vederla dal punto di vista aziendale e dai possibili ritorni economici in termini di clienti fidelizzati: immaginate se un podcast del genere fosse creato da una start up che si occupa di sicurezza informatica. 

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