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Martedì, 21 Maggio 2024
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Digital Transformation

Cos'è il Design Thinking e come sta rivoluzionando il mondo della moda

Il digital ha conquistato anche il settore della moda, che ha fatto propri gli elementi cardine del Design Thinking

Per alcuni la moda rappresenta una vera e propria espressione artistica che ha il suo compimento nella creazione di abiti e accessori, per altri invece è qualcosa di frivolo. In realtà il fashion è un settore in grado di adattarsi ai differenti periodi storici e, nel corso degli anni, ha imparato a sfruttare le varie tendenze a suo favore. Questo settore sempre attento alle richieste delle persone, è stato in grado di adeguarsi ad una nuova sensibilità più vicina a un mondo sostenibile, lontano da ogni forma di spreco.

Se la moda è da sempre sinonimo di innovazione, non poteva fare a meno del digitale per abbracciare e fare proprie le nuove richieste dei clienti. Questa filosofia si sposa alla perfezione con un approccio aziendale che negli ultimi anni ha conquistato sempre più settori, fashion in primis. Stiamo parlando del Design Thinking, una strategia che mette al centro le esigenze del cliente finale. Per capire come una metodologia così complessa sia riuscita ad andare d’accordo con il mondo della moda bisogna approfondirne le caratteristiche principali.

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Cos’è il Design Thinking

Sintetizzando al massimo, sono cinque le fasi che contraddistinguono il Design Thinking:

  • Enfasi: in questo caso si cerca di intuire le esigenze degli utenti finali e di entrare in sintonia con loro
  • Definizione: problemi, opportunità e bisogni degli utenti vengono definiti nel dettaglio
  • Ideazione: le idee e le soluzioni vengono messe nero su bianco
  • Prototipo: le soluzioni vengono realizzate nel concreto
  • Prova: si testano le idee

Nonostante sembri un approccio semplice, ha avuto un successo crescente grazie soprattutto alla trasformazione digitale che ha velocizzato ogni processo decisionale, spingendo le aziende a rimanere al passo con i tempi. Con il Design Thinking si dà spazio al cliente non solo come consumatore finale, ma si tengono in considerazione anche le sue esigenze emotive. Il merito maggiore di questa metodologia, però, è quello di aver puntato con decisione sulla creatività perché con il digitale sono aumentati i canali di diffusione, rendendo indispensabile proporre un’idea vincente e che al tempo stesso rispecchi chi la crea e chi la riceve.

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Il successo del Design Thinking nella moda

Nella società odierna l’attenzione viene sempre più riposta verso il rispetto dell’ambiente e le scelte sostenibili. Per un lungo periodo il settore della moda è stato visto come uno di quelli che ha contribuito all’inquinamento: i prodotti utilizzati aumentavano le emissioni di gas serra e non erano riciclabili.

L’impiego crescente della tecnologia ha permesso di ridurre gli sprechi e allo stesso tempo l’adozione del Design Thinking ha spinto a produrre in maniera mirata. Di conseguenza si è ottenuta una produzione ottimizzata che comporta un risparmio importante per le aziende che viene poi reinvestito in altri settori.

Un ultimo, ma non meno importante motivo del successo del Design Thinking è la maggiore inclusività del settore della moda perché i software sono in grado di adattare ogni capo al singolo consumatore.

Moda, un settore più digitale

Come si è visto, nel settore della moda il Design Thinking e il digitale vanno di pari passo, ma come si è arrivati a questo connubio? Fino agli anni quaranta la moda era relegata a un gruppo ristretto di persone con un guardaroba ricco di abiti fatti su misura dalle sapienti mani di un sarto e che venivano utilizzati solo per le occasioni speciali.

Con l’arrivo dell’industrializzazione e delle grandi marche il mercato ha avuto un cambiamento profondo e quello che inizialmente era un settore pensato per pochi, negli anni ottanta e novanta ha accontentato i gusti della massa. Le ultime tendenze, spesso fugaci, hanno dettato la moda e la voglia delle persone di realizzare acquisti compulsivi. Le aziende per accontentare la domanda producevano grandi quantità di merce che nel giro di pochi mesi diventavano obsolete tanto da essere dimenticate nei magazzini o gettate. L’evoluzione del settore è poi proseguita fino ai giorni nostri, con una maggiore sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali che ha portato ad evitare questi sprechi, ma anche un avvicinamento progressivo al mondo digitale.

La pandemia ha accelerato questo processo, portando a un nuovo modo di fare business nella moda: il lockdown ha influenzato gli acquisti non fisici, tanto che sempre più marchi del fashion hanno sviluppato progetti basati sul 3D e sulla realtà aumentata, sfruttando la grande popolarità dei social network. L’obiettivo è diventato quello di dar vita a prodotti che siano immediatamente disponibili per il consumatore finale. Un esempio emblematico è il tessuto digitale. Di cosa si tratta? Il cliente attraverso appositi software sceglie il tessuto di suo gradimento, lo invia all’azienda che cerca di soddisfare le sue richieste. In questo modo i consumi si abbattono e si ha a disposizione un’alternativa sostenibile perché il tessuto viene creato nella sua versione digitale, riducendo l’inquinamento.

È soltanto una delle tante evoluzioni della moda, ma è chiaro che la strada intrapresa dal settore verso il digitale non verrà abbandonata perché è parte integrante di ogni aspetto della società. L’apporto del Design Thinking, poi, è destinato a dare nuova linfa all’e-fashion.

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