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Martedì, 5 Marzo 2024
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Digital Transformation

A che punto siamo con l’euro digitale: i pro e i contro della futura moneta virtuale

I pagamenti col denaro contante si sono sempre più ridotti lasciando spazio alle monete virtuali: l’euro digitale rappresenta un futuro sempre più vicino

Il mondo dei pagamenti nel corso degli anni è diventato sempre più vario. Se per molto tempo il contante è stata la modalità più utilizzata, negli ultimi decenni, e in particolare durante il periodo della pandemia, il pos ha avuto una notevole impennata. Ma queste non solo le uniche forme di “moneta”, recentemente sono apparse le criptovalute. Sono sostanzialmente delle valute digitali, create per dare la possibilità di avere un metodo di pagamento alternativo quando si effettuano transazioni online. 

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Questa moneta virtuale ha attirato l’interesse di molte aziende private e in particolare dei governi come ad esempio l’Unione Europea che ha deciso di avviare la sperimentazione dell’euro digitale. Di cosa si tratta? La CBDC (Valuta Digitale della Banca Centrale) sarebbe l’equivalente elettronico dell’euro fisico (banconote e monete), con lo stesso valore della moneta cartacea. La valuta potrebbe essere utilizzata per pagare in modo veloce all’interno dell’Unione Europea in maniera estremamente sicura perché la validità legale le viene garantita dalla Banca Centrale Europea.

Come funziona l’euro digitale

Ma come funziona e come si gestisce l’euro digitale? Questa moneta virtuale consente ai cittadini di aprire un conto bancario online presso la Bce. Il compito dell’apertura dei conti verrà affidato alle singole banche nazionali oppure alle fintech che metteranno a disposizione dei loro clienti dei portafogli virtuali. Al tempo stesso verrà posto un limite agli euro digitali che le singole persone possono possedere oppure si imporrà un tasso oltre una certa soglia finanziaria per evitare che ci sia la tentazione di svuotare i conti delle banche commerciali. 

Spiegato in questa maniera, potrebbe sembrare molto simile alle criptovalute. In realtà i conti saranno sempre controllati e gestiti dalla banca central​e del paese, dal governo oppure da altre compagnie regolamentate. Le monete digitali che verranno depositate su questi conti potranno essere utilizzate per pagare piccoli importi mediante dispositivi che funzionano col Bluetooth o altre comunicazioni wireless come l’NFC (la tecnologia Near Field Communication).

Perché la BCE punta sull’euro digitale

Semplice da utilizzare, priva di rischi e funzionale: sono queste le caratteristiche a cui punta la Banca Centrale Europea nel creare l’euro digitale, una moneta pensata per stare al passo con i tempi e le nuova modalità di pagamento. C’è ormai la consapevolezza che il contante abbia i giorni contati e quindi la BCE vuole evitare che i pagamenti digitali siano un’esclusiva del settore privato. Non meno importante è l’obiettivo di creare una valuta “green”. L’euro digitale, infatti, avrebbe il vantaggio di un minore impatto ambientale rispetto agli attuali sistemi di pagamento.

Il cambiamento climatico fa meno paura se utilizziamo l’Intelligenza Artificiale 

C’è poi un dettaglio che non va trascurato. Come evidenziato nel rapporto della Banca Centrale Europea sull’euro digitale, la sua introduzione porrebbe limite alle attività monetarie illecite e al tempo stesso renderebbe la valuta più stabile in caso di creazione di monete digitali da parte di banche centrali straniere. A questo va di pari passo la possibilità della moneta virtuale di contrastare gli attacchi che possono mettere a rischio la stabilità e la disponibilità della moneta “tradizionale”. L’euro digitale entrerebbe in campo al posto dei sistemi di pagamento attuali, per effettuare appunto versamenti quotidiani.

Nonostante ci siano molti sostenitori di questa moneta e dei vantaggi che potrebbe assicurare, ci sono ancora dei dubbi. La domanda più frequente che gli esperti si pongono è se realmente questa valuta virtuale sia in grado di assicurare l’anonimato. Garantire ai membri dell’Unione Europea la privacy durante le attività finanziarie proprio come succede con i pagamenti in contanti è un punto importante che per molti non deve essere tralasciato e sottovalutato.

Quando entrerà in circolazione l’euro digitale

Se già ci si sta immaginando di aprire un conto ed effettuare pagamenti con l’euro digitale, bisogna sapere che in realtà questa moneta non arriverà prima del 2026. Questo perché prima di decidere se metterla in circolazione bisogna effettuare una fase di sperimentazione che può durare alcuni anni. In questo periodo si deve capire se la moneta è in grado di rispondere alle esigenze di chi la utilizza e se gli istituti finanziari sono in grado di fornire la valuta virtuale e in che modalità.

La moneta digitale sempre più diffusa nel mondo

L’idea di realizzare una moneta digitale non ha stuzzicato la curiosità solo dell’Unione Europea, ma anche di altre potenze mondiali come Cina e Stati Uniti. Mentre in America c’è l’idea e la volontà di creare un dollaro digitale realizzato direttamente dalla Federal Reserve, per quanto riguarda l’ex impero celeste si è arrivati già alla sperimentazione. La nazione asiatica dal 2020 sta effettuando dei test con l’e-yuan sul 15% della popolazione che vive in 12 grandi città.

Nonostante i dubbi e le perplessità, l’unica cosa certa è che i passi verso la realizzazione e l’introduzione di monete virtuali emesse da istituti bancari governativi sono una realtà che si sta facendo sempre più largo.

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