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Disabilità
I contributi per una mobilità inclusiva

Diritto alla mobilità: in arrivo contributi ai Comuni per la realizzazione di aree di sosta riservate alle persone disabili

Sono in arrivo dei contributi destinati ai Comuni che realizzeranno o hanno già realizzato spazi riservati alla sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità per favorire la mobilità di chi è in difficoltà

La mobilità è un tema fondamentale per ogni cittadino, ancor di più per chi soffre di disabilità che - seppur con maggiori difficoltà - non può essere privato di questo diritto: l’articolo 20 della Convenzione Onu sui Diritti delle persone con disabilità sancisce l’obbligo, a carico degli Stati aderenti ad essa, di prendere misure efficaci per assicurare la loro mobilità sostenendone la maggiore indipendenza possibile.

Le persone con disabilità hanno diritto a far sì che il mezzo di trasporto venga adattato alle proprie esigenze speciali ma hanno anche diritto a parcheggiare in aree specifiche e a godere di specifici diritti sui mezzi pubblici. Viene incontro a questa esigenza il cosiddetto “contrassegno” per la quale si fa richiesta.

Carta Europea della Disabilità: cos’è e come funziona, tutte le agevolazioni

Il contrassegno disabili: cos'è e come funziona

Il contrassegno oggi in vigore in Italia è quello proposto come modello unico europeo nella raccomandazione del Consiglio Europeo 98/376/CE, in vigore in tutti i paesi dell’Unione, ha il fondo azzurro chiaro e reca il pittogramma dell’uomo su sedia a ruote. Gli unici divieti di circolazione e sosta per i veicoli che espongono il contrassegno, sono quelli validi per tutti: essi non possono parcheggiare in divieto di sosta, non possono intralciare il traffico o circolare dove autorità abbiano stabilito sospensioni o limitazioni alla circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse o per esigenze di carattere militare.

È controversa la questione se i detentori di contrassegno abbiano oppure no diritto a parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu, anche se una sentenza della Corte di Cassazione del 2010, in mancanza di specifiche disposizioni normative, ha stabilito che questo diritto non sussiste. A seguito di questa sentenza ogni Comune ha assunto una propria posizione: alcuni lo concedono e altri non lo fanno, la maggior parte delle realtà locali però si è sempre o si sta mobilitando in quest'ottica per rendere la mobilità dei disabili più semplice: ad agevolare la questione è il nuovo decreto che sancisce una serie di contributi per la realizzazione o il sostegno degli spazi di sosta riservati alle persone con disabilità e donne in gravidanza.

Diritto alla mobilità dei disabili sui mezzi pubblici

Ma anche viaggiare in piena libertà e con il dovuto sostegno sui mezzi pubblici è un diritto di ogni persona con disabilità. Per viaggiare in treno c’è solo una normativa di riferimento, cioè il regolamento (ce) 1371/2007 sui diritti dei passeggeri. Sui treni italiani il servizio di assistenza ai disabili delle Ferrovie dello Stato è abbastanza capillare e attivo anche per le linee regionali e prevede l’accessibilità dei trasporti, sconti ed in alcuni casi gratuità del biglietto per l’accompagnatore. Le ferrovie italiane dedicano all’assistenza delle persone con disabilità il circuito delle sale blu, presenti nelle principali stazioni italiane. Le sale blu forniscono informazioni e soprattutto svolgono, previa prenotazione, assistenza ai passeggeri con disabilità 24 ore su 24. L’assistenza consiste nell’accompagnamento, da parte di un operatore, sul treno alla stazione di partenza, (eventualmente con elevatore per persona con disabilità motoria su treno non accessibile) fino al proprio posto e prelievo dal treno alla stazione d’arrivo, con accompagnamento fino ad un punto della stazione indicato  dal passeggero con disabilità, fino alla sala blu della stazione d’arrivo o fino al parcheggio taxi della stazione.

In aereo, invece, la normativa che regola i diritti dei passeggeri (in Europa) è il regolamento 1667/CE, che tutela espressamente i passeggeri. Nel tutelare i passeggeri con disabilità o mobilità ridotta, si ispira al principio che alle persone con disabilità o a mobilità ridotta devono essere garantiti gli stessi diritti degli altri passeggeri. Le sedie a ruote sono imbarcate nella stiva, per cui, le persone con disabilità motoria, sono imbarcate in aereo su sedie a ruote di bordo. La normativa più adottata in fatto di sicurezza internazionale è la classificazione “IATA” (acronimo inglese per “Organizzazione internazionale dei trasporti aerei”) che stabilisce quali categorie di disabili possano essere imbarcate con l’aiuto di un accompagnatore e quali invece possano salire bordo autonomamente.

I contributi per una mobilità inclusiva 

Come accennato prima e come apprendiamo dal sito ufficiale del Governo, sono in arrivo dei contributi destinati ai Comuni che realizzeranno o hanno già realizzato spazi riservati alla sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità o che hanno previsto la gratuità del parcheggio dei veicoli adibiti al servizio delle persone disabili qualora gli stalli loro riservati risultino già occupati.

Ad annunciarlo è stato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, insieme al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e con il Ministro per le Disabilità, Erika Stefani, firmando il decreto che definisce i criteri e le modalità di erogazione dei contributi.

La mobilità è sostenibile soltanto se inclusiva” ha affermato il Ministro Giovannini. “Agevolare negli spostamenti le persone con disabilità riducendo al minimo i disagi e venendo incontro alle necessità delle persone più fragili significa dare un segnale di attenzione concreto per migliorare la loro qualità della vita - ha aggiunto il Ministro - soprattutto nei centri urbani di maggiori dimensioni, e assicurare il diritto alla mobilità alle persone più vulnerabili”.

Il Ministro Stefani ha sottolineato che “il decreto viene anche incontro all’esigenza di velocizzare la procedura per la concessione ai Comuni dei contributi a loro dedicati per istituire degli spazi di sosta gratuiti, riservati alle persone con disabilità titolari di Contrassegno unificato disabili europeo (Cude) nelle aree a pagamento, qualora risultino indisponibili gli stalli a loro riservati. Questo è sicuramente un ulteriore passo avanti nella direzione di garantire alle persone con disabilità il diritto a una città accessibile. In questo modo i Comuni potranno procedere più celermente per adeguare i loro servizi alle esigenze di tutti i cittadini, compresi coloro che nel loro quotidiano incontrano spesso delle barriere”.

Come accedere ai contributi

Per accedere ai contributi, - leggiamo sempre sul sito del Governo - il sindaco o un suo delegato dovrà registrarsi alla piattaforma informatica ‘Contributo stalli rosa’, accessibile direttamente dal sito del Mims e che sarà resa disponibile entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale. Bisognerà poi compilare l’istanza specificando, a seconda dei casi, gli estremi dell’ordinanza o della delibera, il numero degli stalli da realizzare o realizzati per la sosta dei veicoli adibiti al servizio delle persona con limitata capacità motoria, e la previsione della gratuità della sosta per i veicoli delle persone disabili quando le aree di parcheggio loro riservate sono occupate.

Il contributo è pari a 500 euro per ciascuno stallo realizzato o che si prevede di realizzare. Per la gratuità della sosta è riconosciuto un contributo forfettario di 1.000 euro. Per gli stalli rosa il contributo è riconosciuto fino ad un numero massimo di stalli graduato a seconda della fascia demografica. Si va da un numero massimo di tre stalli per i piccoli Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, che quindi possono ricevere non più di 1.500 euro, fino a un massimo di 600 stalli, con un contributo di 300.000 euro, per i Comuni con un numero di abitanti superiore a un milione.

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