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Disabilità

5 dicembre: ricorre la 37ª Giornata Internazionale del Volontariato

Una data dedicata alla fondamentale figura del volontario e a sensibilizzare la comunità sul tema

Il 5 dicembre ricorre la Giornata Internazionale del Volontariato; per l’edizione 2022, il programma Volontari delle Nazioni Unite (UNV) ha scelto, come tema, “Solidarity through volunteering” (Solidarietà attraverso il volontariato).
Con l’occasione si desidera non solo sensibilizzare il maggior numero di persone a riguardo, ma anche celebrare coloro che, ogni giorno, scelgono di offrire la propria disponibilità in ambito sociale.
In Italia sono oltre 5 milioni i volontari che operano per la comunità, supportando le persone più fragili.
Il loro prezioso impegno riesce a dare sollievo in vari ambiti ed è stato particolarmente importante in questi anni, date le emergenze socio-sanitarie affrontate (e ancora da affrontare).
Durante i periodi più duri della pandemia, i volontari hanno saputo reinventarsi, sopperendo alla mancanza di vicinanza. Si sono occupati di consegnare beni di prima necessità a chi ne aveva bisogno e si sono rivolti al digitale per supportare a distanza le persone più fragili.

Ci sono realtà che da sempre si appoggiano all'insostituibile sostegno di queste figure: tra queste, la Lega del Filo d’Oro, che deve la sua fondazione proprio alla buona volontà di persone con un preciso obiettivo.
È infatti, nata nel 1964 da un progetto di Sabina Santilli, donna sordocieca, supportata da un giovane prete e da una decina di amici, tutti impegnati come volontari con lo scopo di offrire una qualità di vita migliore a chi non vede e non sente.
Questi ‘pionieri’ sono stati in grado non solo di vedere un problema, ma anche di mettersi in gioco per offrire una soluzione.
Per ottenere i risultati prefissati, dunque, è necessario lavorare su più fronti; sono importanti le figure professionali, atte a garantire servizi d’eccellenza, ed è fondamentale l’opera dei volontari, che rappresentano un ‘filo diretto con il mondo’.
Questi ultimi, infatti, diventano gli occhi e le orecchie di chi si trova costretto a vivere nel buio e nel silenzio.

Come si è evoluta la figura del volontario

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L’apporto dei volontari è sempre stato fondamentale, ma l’approccio e la formazione, durante gli anni, sono notevolmente cambiati.
All’inizio dell’attività della Lega del Filo d’Oro, infatti, i volontari procedevano per tentativi ed errori, imparando, direttamente, sul campo come rispondere ai bisogni delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali che assistevano. Oggi, invece, anche grazie all’esperienza pregressa, viene tutto coordinato in maniera più precisa.

Ci sono alcune informazioni che è bene sapere, se si vuole intraprendere il percorso di volontariato.
Per prima cosa, è necessario avere compiuto i 18 anni di età, per candidarsi, ci si può rivolgersi alla Sede della Fondazione più vicina, per fissare un colloquio con il Referente del volontariato (utile per effettuare una reciproca conoscenza e chiarire le aspettative); in seguito, a fronte di un esito positivo, verranno definiti il percorso formativo e la modalità di inserimento.
La formazione, propedeutica al ruolo di volontario, viene svolta almeno una volta l’anno presso tutte le Sedi Territoriali della Lega del Filo d’Oro.

Dopo aver seguito il corso base, i volontari possono scegliere di impegnarsi in maniera diretta o indiretta.

Il volontariato ‘diretto’ comprende tutte quelle attività svolte a contatto con gli utenti, affiancando le persone con sordocecità e pluriminorazione psicosensoriale in occasione di attività individuali o svolte in gruppo.
Di queste ultime fanno parte i Soggiorni Nazionali, preziosi momenti di vacanza che offrono occasioni di crescita e creazione di legami profondi.

Nel caso del volontariato ‘indiretto’, invece, la persona può occuparsi di attività laboratorio, può fare da autista per gli utenti, guidando i mezzi della Lega del Filo d’Oro, oppure può impegnarsi nella promozione di eventi e nella sensibilizzazione della collettività.

Storie di volontariato: Pasquale e Flavia

Per aiutare a comprendere meglio l’esperienza, due volontari della Lega del Filo d’Oro hanno raccontato la loro storia.

Pasquale, volontario presso la Sede di Molfetta, ha visitato per la prima volta il Centro in seguito ad un invito della figlia, che vi lavorava come educatrice.
Pasquale non era entusiasta della partecipazione, perchè collegava la disabilità a tristezza e sofferenza; l’atmosfera che incontrò, però, lo sorprese:

Rimasi colpito positivamente dai loro sorrisi. Ebbi un attimo di smarrimento, non era quel luogo triste che mi aspettavo, c’era un’aria di festa, tutti partecipavano attivamente, dispensavano sorrisi”.

In quel momento, Pasquale decise che, giunto alla pensione, avrebbe fatto il volontario, e così fece, mettendosi completamente a disposizione di chi aveva bisogno di lui.

“Tanti non conoscono la realtà delle persone sordocieche e la Lega del Filo d’Oro, ma se solo venissero a conoscenza delle emozioni che si provano, delle potenzialità che questi ragazzi hanno [...] probabilmente resterebbero legati come me e tanti altri volontari. Essere un volontario di contatto per un sordocieco è come vivere due vite parallele”.

Flavia, invece, fa la volontaria presso la Sede Territoriale di Roma; ha iniziato grazie al servizio civile, seguendo le orme della mamma (volontaria da 30 anni).
Il suo percorso l’ha arricchita molto umanamente, offrendole momenti di gioia quotidiani e insegnandole a guardare il mondo con occhi diversi.
Afferma Flavia:

Fare il volontario alla Lega del Filo d’Oro è un’esperienza che ti cambia la vita, ma soprattutto un'esperienza di cui non si può più fare a meno”.

I volontari, per la Lega del Filo d’Oro, sono il cuore che batte senza fermarsi mai.

Per ottenere maggiori informazioni riguardo al volontariato, è possibile visitare la pagina del sito della Lega del Filo d’Oro, inviare una mail all’indirizzo aav@legadelfilodoro.it o chiamare il numero 071/7245302, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00.

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