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Lunedì, 17 Giugno 2024
Earth Day Italia

Un brindisi... alla faccia della CO2

È italiano e parte dal comparto vitivinicolo: al via il primo registro per la valorizzazione dei crediti di carbonio di aziende del settore agroalimentare

È italianissimo e si chiama “CO2 RESA”, nome che, sciolto l’acronimo, sta per “registro emissioni settore agroalimentare”. Si tratta del primo esempio in Europa di un registro per la valorizzazione dei crediti di carbonio sul mercato volontario dell’agroalimentare. Il progetto, istituito dall’ente di certificazione Csqa, mette in rete tutte le aziende che dagli ultimi due anni a questa parte si sono impegnate in azioni volte a ridurre le quantità di gas climalteranti emesse per la propria produzione nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale.

A inaugurare la buona prassi è il settore vitivinicolo - il comparto dell’agroalimentare più attento a una gestione sostenibile delle emissioni -, attraverso la sinergia con Valoritalia, società leader nel controllo del 70% della produzione di vino italiano a Denominazione di Origine.
“Il vero punto di forza – spiega il direttore generale di Csqa, Pietro Bonato – è garantire la possibilità di acquistare crediti generati da progetti di mitigazione 100% made in Italy, provenienti dal settore agroalimentare italiano. Un’ottima credenziale, specialmente per i compratori esteri”.

Lo scambio virtuoso fa infatti sì che, una volta contabilizzate le emissioni risparmiate all’ambiente, le aziende possano accedere al mercato volontario delle emissioni di carbonio e siano in grado di vendere i crediti maturati grazie al taglio della CO2 ad altre aziende che vogliano compensare le proprie emissioni di gas serra. E “CO2 RESA” diventa in questo modo la garanzia di tracciabilità dei crediti registrati, che vengono identificati in modo univoco contrastando il rischio di conteggi plurimi e greenwashing.

“Il progetto - commenta il presidente di EarthDay Italia Pierluigi Sassi – incidendo su un settore come quello agroalimentare, che incide per il 18,8% sul totale delle emissioni nazionali di anidride carbonica, può essere un contributo concreto al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto e serve a ribadire che la sostenibilità è ormai anche una vera e propria scelta strategica per le imprese. È, in più, particolarmente una bella notizia che un’iniziativa così innovativa sia al contempo 100% made in Italy e strumento di valorizzazione del made in Italy nel mondo”.

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