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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Efficienza energetica, prima “fonte” di energia del Paese

In tempi di crisi come questo occorre risparmiare o meglio ancora razionalizzare tutte le risorse che abbiamo, in modo particolare proprio quelle energetiche. Efficienza energetica diventa allora la parola chiave

Parlare di energia diventa ogni giorno sempre più importante specialmente in un contesto come quello italiano fortemente dipendente dall’estero per i suoi approvvigionamenti. Il quadro della situazione italiana ce lo dà l’Enea nel suo Rapporto annuale Energia e Ambiente 2012: «le importazioni nette totali coprono l’82,6% del fabbisogno energetico nazionale, quelle di petrolio e gas quasi il 69%. Nel 2010 il peso della fattura energetica del nostro Paese è stato pari a 53.866 milioni di euro (+27,1% rispetto al 2009) e la sua incidenza sul valore nominale del PIL pari a 3,4%. Le più recenti stime dell’Unione Petrolifera, relative al 2011, collocano la fattura energetica italiana su valori che oltrepassano i 60 miliardi di euro (Fonte Enea)». L’importanza di questi numeri si è vista il 28 settembre 2003, giornata in cui il nostro Paese è rimasto completamente al buio a causa di un albero caduto su una linea elettrica svizzera che, neanche a farlo a posta, porta energia anche a noi. Questo ancora oggi viene ricordato come il più grande black- out elettrico della Penisola. Un fatto che sicuramente è servito per accendere i riflettori su un problema che andava il prima possibile risolto: la dipendenza italiana per l’approvvigionamento energetico.
 

Affinché l’energia non rappresenti più per il nostro Paese un fattore economico di svantaggio competitivo e di appesantimento del bilancio familiare, per modernizzare l’intero comparto e soprattutto per ridurre la dipendenza italiana dall’estero è stata approvata dall’ ex Ministro dello Sviluppo economico delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera e dall’ ex Ministro dell’Ambiente Corrado Clini la strategia energetica nazionale. L’ultima strategia nazionale risaliva a ben 20 anni fa. Sicuramente un passo importante per il nostro Paese che in questo modo per la prima volta mette al centro delle sue politiche energetiche quella dell’efficienza energetica e del potenziamento delle fonti rinnovabili. Maggiore sicurezza, minore dipendenza di approvvigionamento e maggiore flessibilità del sistema sono alcuni dei punti cardini della Strategia attuabili attraverso la riduzione della fattura energetica di circa 14 miliardi di euro l’anno (rispetto ai 62 miliardi attuali) e della dipendenza dall’estero dall’84 al 67%.
 

A questa hanno fatto seguito il nuovo conto termico e il potenziamento dei certificati bianchi, due provvedimenti decisi dal Governo Monti lo scorso dicembre. Attraverso i primi si proponeva di incentivare la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di accelerare i progetti di riqualificazione energetica degli edifici pubblici. I secondi, che sono dei titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici, vogliono, invece, fissare gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che dovranno essere perseguiti dal 2013 al 2016. Anche perché la direttiva europea Res (Fonti di Energia Rinnovabile) del 2009 parla chiaro: nero su bianco, si impone all’Italia di raggiungere il 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020.
 

In tempi di crisi come questo occorre risparmiare o meglio ancora razionalizzare tutte le risorse che abbiamo, in modo particolare proprio quelle energetiche. Con questo obiettivo è nata la Smart Energy Expo (VEDI ARTICOLO), prima ed unica fiera italiana sull’energia e sull’efficienza energetica che si svolgerà a Verona dal 9 all’11 ottobre. Verona per tre giorni sarà il luogo dove tutti i protagonisti dell’efficienza energetica si incontreranno per analizzare lo stato dell’arte di questo fondamentale mercato e per cercare di creare un network dove condividere best practice ma anche per rinsaldare e moltiplicare le relazioni per rilanciare questo business. Diventa sempre più importante puntare su questo settore, strategico per l’intero sistema-Paese, che oggi fattura circa 5 miliardi di euro e rappresenta quasi il 5% del Pil nazionale.

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