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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Efficienza energetica: l’Ue presenta la sua roadmap

L’impegno c’è, ma molti sono ancora gli ostacoli: solo in autunno la Commissione europea renderà note le misure degli Stati membri

L’Unione europea è in prima linea nell’impegno a proposito delle questioni ambientali, ma quella verso gli obiettivi fissati sembra davvero una corsa ad ostacoli.

Per quanto riguarda il settore energia, l’impegno degli Stati membri è quello di ridurre del 20% il consumo di energia primaria entro il 2020, ma l’attuazione di misure efficaci è affare tutt’altro che semplice.

Così, è della settimana scorsa la dichiarazione del commissario Ue all’energia, Gunther Oettinger per spiegare che ancora è prematuro proporre misure sull’efficienza energetica e “infrangerebbe le regole di cooperazione fra gli Stati Ue”. Oettinger prende comunque impegni per quanto riguarda la roadmap del processo: la Commissione europea presenterà il prossimo autunno le nuove misure.

“Quella dell’efficienza energetica - spiega il commissario - è una direttiva ancora recente, attualmente recepita e applicata dagli Stati membri” ha spiegato Oettinger, che attende le relazioni dei 28 Paesi membri in primavera, “con i risparmi ottenuti e i piani d'azione previsti” a livello nazionale, per poi rendere note le misure complessive dell’Ue in autunno.

Sulla base di queste relazioni e di questi progressi dei singoli Stati membri verrà infatti messa a punto una relazione intermedia che in autunno sarà il fondamento delle misure per l’efficienza energetica per il decennio successivo, provvedimenti capaci di incidere sulle politiche ambientali di tutti i Paesi europei.

Anche se dobbiamo ancora attendere per conoscere queste misure, è evidente che favorendo il miglioramento dell'efficienza energetica, l’Unione dà un contributo decisivo alla competitività, alla sicurezza degli approvvigionamenti e al rispetto degli impegni assunti nel quadro del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici.

Le possibilità di riduzione esistenti sono notevoli, in particolare nei settori ad elevato consumo di energia, quali il settore dell'edilizia, delle industrie manifatturiere, della conversione dell'energia e dei trasporti. E per mettere a segno l’ambizioso obiettivo di ridurre del 20% il consumo annuo di energia primaria entro il 2020, sono imprescindibili ma non bastano norme minime di rendimento energetico e regole in materia di etichettatura, applicabili ai prodotti, ai servizi e alle infrastrutture. Tutti dobbiamo fare la nostra parte: i responsabili politici, gli operatori del mercato, ma anche, e soprattutto, la cittadinanza. Serve lo sforzo di ciascuno, nessuno escluso.

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