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Sabato, 27 Novembre 2021
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Federambiente, cresce il costo medio della raccolta differenziata

Ad affermarlo lo studio “Analisi dei costi della raccolta differenziata” realizzato da Bain & Company per Federambiente

Diminuisce nel Bel Paese la produzione di rifiuti e cresce la raccolta differenziata, che ormai sfiora il 40% del totale: ad affermarlo l’edizione 2013 dello studio intitolato “Analisi dei costi della raccolta differenziata” realizzato da Bain & Company per Federambiente e presentato ieri a Roma nel corso di un convegno. A cinque anni dalla prima edizione, l’associazione che riunisce imprese, aziende e consorzi che gestiscono servizi pubblici d'igiene e risanamento ambientale ha aggiornato i dati sul complesso delle raccolte differenziate di rifiuti urbani e assimilati.

E i dati sono molto positivi: per quanto riguarda i rifiuti urbani, questi, tra il 2007 e il 2012 sono complessivamente diminuiti dell’8%. Diversamente, quelli raccolti separatamente sono cresciuti di 3 milioni di tonnellate, con un incremento del ben 45%. Parallelamente, si continua a leggere nello studio, sono cresciuti anche i costi della raccolta differenziata: il “porta a porta” è sicuramente il primo fattore che ha influito sull’impennata dei costi, visto che questo metodo di raccolta costa sensibilmente di più del tradizionale. «Oggi, è scritto nello studio, raccogliere una tonnellata di rifiuti urbani differenziati costerebbe mediamente 198 euro rispetto ai 134 di cinque anni fa; il recupero d’efficienza che le imprese sono riuscite a realizzare consente però di risparmiare 15 euro a tonnellata, portando il costo medio effettivo a 183 euro a tonnellata».

“Lo sviluppo di una raccolta differenziata efficiente e di qualità rappresenta un asset fondamentale per il miglioramento della competitività del nostro sistema Paese, in un quadro di sostenibilità economica – ha detto Sandro Orneli, partner Bain & Company, che ha illustrato i contenuti dello studio. Auspichiamo che le evidenze emerse possano rappresentare un contributo per la definizione di una nuova politica industriale nazionale, che coinvolga istituzioni e aziende, nell’adozione di un sistema di costi standard accompagnato da un piano strategico d’investimenti su tutte le filiere del settore”.

“Lo studio – gli ha fatto eco il presidente di Federambiente, Daniele Fortini, rivela numeri inconfutabili che dimostrano il peso che gli italiani sostengono per risparmiare risorse naturali riciclando i rifiuti. Auspichiamo che il principio ‘chi inquina paga’ non valga soltanto per le famiglie e i commercianti. Resta poi il fatto che la raccolta differenziata è uno strumento per favorire il riciclo dei rifiuti: non è e non può essere l’obiettivo, che è e resta l’effettivo recupero di materia”.

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