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Martedì, 18 Gennaio 2022
Earth Day Italia

Stessa spiaggia stesso mare. Stesso abbandono?

Con le partenze di agosto torna il problema dell'abbandono dei nostri amici a quattro zampe. Tra nuovi servizi e campagne di sensibilizzazione scopriamo com'è la situazione

Si avvicinano le tanto agognate vacanze estive, iniziano a riempirsi le valige e le vetture sognando il mare, il sole o il fresco della montagna. Eppure questi mesi si trasformano molte volte in incubi per i nostri animali domestici.

La LAV ha lanciato la campagna 2013 di sensibilizzazione per chiedere l’attuazione della legge 189/2004 che punisce l’abbandono di animali con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda fino a 10.000 euro. I dati riportati dalla LAV ci dicono che ogni anno in Italia sono abbandonati in media 130 mila animali tra cani e gatti (circa 80.000 gatti e 50.000 cani). 
Ci siamo fermati a riflettere, a pensare a come una società complessa, evoluta e socialmente responsabile possa premettere questo. È davvero così complesso portare in vacanza “tutta” la famiglia? 


Ritenendo che molte volte per comprendere meglio una situazione sia necessario solamente guardarla da un’altra prospettiva abbiamo deciso di parlare con chi la questione la segue da vicino. 
Responsabili, operatori e veterinari delle città Italiane ci hanno raccontato la situazione dei canili da Nord a Sud del nostro Paese permettendoci di capire i motivi dell’abbandono. 


Possiamo raccontarvi, con gioia, che in molte città l’abbandono estivo dei nostri amici sembra aver subito una diminuzione; la disponibilità e la presenza sempre più diffusa di servizi a loro dedicati ha permesso infatti di trovare delle ottime soluzioni per la vacanza.
Pensioni per cani, hotel attrezzati, agriturismi e Bau beach sono solo alcuni dei servizi che le città propongono. Se poi riteniamo che il nostro amico possa patire il viaggio o siamo davvero impossibilitati a portarlo con noi ma non vogliamo che soffra il distacco dall’ambiente cui è abituato possiamo contattare i Dog e Cat sitter certificati che vengono direttamente a casa nostra per sfamare e coccolare il nostro cucciolo.

Tutte queste informazioni sono facilmente fruibili via web sui siti comunali, sui siti dei canili e delle associazioni animaliste presenti e operative nelle diverse città e per chi meno avvezzo allo zapping col computer non mancano affissioni, pagine gialle e volantini diffusi su tutto il territorio. 

Insomma sembra che per alcuni aspetti non esistano più scuse per abbandonare i “Quattro Zampe”, ma allora perché i dati raccontano il contrario? 
Le nostre ricerche ci hanno permesso di delineare le caratteristiche dell’ “abbandono moderno” che sembra colpire principalmente i cuccioli sprovvisti di microchip e i cani “malati” i cui costi sanitari raggiungono costi anche abbastanza elevati
Al fine di limitare la presenza di cucciolate numerose ed indesiderate sempre più Comuni hanno avviato campagne di sterilizzazione rivolte a tutti i cani recuperati e contemporaneamente intensificato gli incentivi veterinari/sanitari necessari per le cure di quelli adulti malati. Misure necessarie, che sicuramente hanno permesso di contenere una situazione che purtroppo però permane complicata. 
Un altro pericoloso segnale ci arriva dalle chiacchierate con gli operatori dei canili: sempre più persone infatti, perdono il lavoro o versano in condizioni economiche precarie e non hanno la possibilità di farsi carico anche dei costi di un animale domestico. Le amministrazioni riservano degli incentivi a coloro quando vengono accertate le condizioni di indigenza, ma si tratta di ben poca cosa confronto alla richiesta. 
Insomma, le conseguenze della crisi economica italiana le patiscono anche gli animali domestici. L’augurio da fare, anche a nome loro, è che l’Italia possa riemergere da questa recessione e tornare un Paese più vivibile per tutti. 

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