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Energia

Impianto agrivoltaico, quali sono i costi di installazione e i vantaggi

L’intero sistema è piuttosto complesso visto che coinvolge più settori, ma i benefici sono innegabili

Un sistema integrato fra produzione energetica e produzione agricola: è questa la definizione “classica” dell’agrivoltaico, parola con cui si identifica l’utilizzo del terreno sia per la produzione di energia fotovoltaica sia per la realizzazione di attività agricole e di allevamento. È insomma un sistema che viene considerato innovativo perché riesce ad apportare benefici di un certo spessore sia al settore primario che alla comunità in generale. Ci sono però delle domande a cui bisogna rispondere con precisione in questo caso, visto che sono quelle che vengono subito in mente quando si parla di agrivoltaico: quali sono i suoi costi? Quali invece i vantaggi?

Le diverse tipologie di agrivoltaico

Le due risposte sono importanti, ma prima di tutto occorre definire con precisione il sistema agrivoltaico. Spesso viene associato a una comune installazione di pannelli fotovoltaici nei campi, ma in realtà è molto di più. In effetti, le esigenze dei coltivatori vengono studiate nel dettaglio così da far andare di pari passo la produzione energetica e la crescita dei prodotti della terra. Si tratta in poche parole di un sistema integrato che tiene sott’occhio diversi aspetti:

  • La preservazione dei terreni agricoli
  • Il miglioramento delle coltivazioni
  • La produzione di energia elettrica

Inoltre, esistono tre diversi tipi di sistema agrivoltaico:

  • Sospeso: i pannelli fotovoltaici sono installati ad altezze precise per non incidere negativamente sull’estensione dell’area coltivabile
  • A interfila: i pannelli sono montati parallelamente l’uno dall’altro e la coltivazione avviene proprio tra questi spazi
  • Orientabile: i pannelli vengono sistemati in strutture basculanti sfruttando dei sensori per muoverli verso il sole

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I costi

I costi del sistema sono sostanzialmente variabili, dato che dipendono dalla grandezza effettiva dell’area coltivata e che deve essere trasformata per l’appunto in agrivoltaico. Altri elementi da considerare in questo ambito, poi, sono:

  • La progettazione dell’impianto fotovoltaico
  • Attrezzature fotovoltaiche e loro installazione
  • Sistema di accumulo a batteria
  • Manutenzione (soggetta a costi ciclici)

Normalmente, prendendo spunto dalle tariffe medie che sono in vigore, si spendono circa 20mila euro ogni 20 kW di potenza installata. Questo vuol dire che più l’impianto è complesso e maggiori saranno le spese da sostenere. L’UE ha istituito un sistema di finanziamento molto particolare proprio per rendere più semplice questo passaggio.

Nel dettaglio, esiste un sistema di erogazione dei fondi che ha come obiettivo il maggior sviluppo possibile del settore. Nel caso dell’Italia, questi fondi sono quelli del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Ci sono anche delle date ben precise da rispettare: il progetto comunitario ha come fine quello di installare 1.04 GW di impianti agrivoltaici entro il 30 giugno del 2026, mentre nel nostro paese i finanziamenti concessi da Bruxelles per tutto il 2024 sono molto vicini ai 2 miliardi di euro (1,7 miliardi per la precisione). 

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La distribuzione dei fondi

I fondi vengono distribuiti tramite un sistema di gare di selezione che valutano tutti quei progetti che vengono considerati tra i più meritevoli. Quelli selezionati ricevono poi fino al 40% degli incentivi, tenendo conto che la partecipazione al bando viene consentita nel caso in cui si tratti di aziende agricole, associazioni e imprese. Tra l’altro, il costo massimo d’investimento deve essere inferiore ai 1500 euro per KW installato, senza dimenticare che il terreno dovrà riservare il 70% della superficie a produzione agricola. 

I vantaggi principali

A conti fatti, quali sono i benefici principali dell’agrivoltaico? L’approccio che viene sfruttato in questo caso è di tipo agronomico e questo significa che il rendimento delle colture non può che aumentare a parità di produzione energetica. In aggiunta, il sistema è legato a una migliore gestione delle risorse idriche che si traduce in minori sprechi. Tra gli altri vantaggi si possono citare:

  • Massimizzazione dello spazio: il terreno viene sfruttato in modo efficiente, a tutto vantaggio della produzione di cibo ed energia
  • Minore impatto ambientale: la parola d’ordine dell’agrivoltaico è “sostenibilità”, visto che vengono ridotte le emissioni di gas serra utilizzando in modo combinato il suolo per fini agricoli ed energetici
  • Fonti di reddito diversificate: chi sfrutta un impianto agrivoltaico può affidarsi anche a una ulteriore fonte di reddito, vale a dire quella che deriva dalla produzione di energia solare

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