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Energia

Gli ambiziosi progetti di Cipro che vuole diventare leader nella produzione di gas naturale

I primi stabilimenti dell’isola potrebbero entrare in funzione a partire dal 2026 sfruttando i blocchi offshore del Mediterraneo

Spiagge e turismo, ma non solo. Cipro vuole andare decisamente oltre quella che è la sua tipica vocazione economica: l’isola del Mediterraneo è intenzionata a produrre gas naturale per la prima volta nella sua storia, con i flussi commercializzabili che sono destinati a scorrere a partire dal 2026.

Come se non bastasse questo progetto, il paese vuole prendere parte all’iniziativa che prevede la costruzione di cavo elettrico di elevata potenza in grado di collegare l’Europa continentale con la parte Est del Mediterraneo. Come si spiega questo forte interesse nei confronti del settore? La risposta è presto detta.

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Le scoperte più proficue

La produzione di gas naturale consentirebbe a Cipro, così come a molte altre nazioni dell’Europa meridionale, di sganciarsi dalle scorte della Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Nicosia parte con un buon vantaggio da questo punto di vista, anche se si parla poco dell’isola e delle sue risorse. In effetti, la prima scoperta di gas naturale da queste parti risale al 2011, anche se le prime commercializzazioni riguarderanno una scoperta più recente (risalente per la precisione a due anni fa).

I numeri spiegano molto bene quello che dovrebbe essere il progetto cipriota. “Cronos”, questo il nome dell’iniziativa economica, dovrebbe garantire quasi 71 miliardi di metri cubi di gas che poi verrebbe consegnato direttamente agli impianti gestiti dall’Eni in Egitto, a una settantina di chilometri di distanza. Tra l’altro, il paese può contare su cinque pozzi da esplorare che contengono già più del consumo annuale di tutto il continente europeo.

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Alleanze e futuri sfruttamenti

Il comparto del gas naturale richiede sempre più legami ben saldi e Cipro ne è una chiara testimonianza. L’isola mediterranea viene considerata parte, insieme alla Grecia e ad Israele, di una delle alleanze più stabili e promettenti. Un’alleanza che attualmente, però, non può non risentire del conflitto in Medio Oriente.

La cooperazione dal punto di vista energetico è l’elemento che accomuna le tre nazioni, con l’obiettivo principale di sfruttare nel migliore dei modi e in maniera congiunta le infrastrutture. Non a caso, proprio Nicosia, Tel Aviv e Atene si incontrano regolarmente per aggiornare le discussioni sul gas, tanto che si parla di un possibile allargamento anche agli Stati Uniti e ad alcuni Stati arabi.

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È dal 2007, dunque ormai quasi 20 anni, che Cipro rilascia delle licenze esplorative per gran parte dei 13 blocchi offshore che si trovano a Sud dell’isola. C’è comunque da dire che diversi paesi si sono fatti avanti per sfruttare questi giacimenti senza licenza, una possibilità a cui Cipro potrebbe dare il proprio beneplacito. Tra l’altro, le nuove licenze esplorative potrebbero non essere necessarie in presenza di alcune situazioni di fatto, come ad esempio nel caso in cui la nazione richiedente si trovi in una zona simile e contigua dal punto di vista geologico.

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