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Nel futuro del nostro pianeta, c’è un continente che ritornerà verde e rigoglioso

Cosa sono gli “Earth smiles”, come aiutano a raccogliere l’acqua piovana, a combattere la desertificazione e il cambiamento climatico

In un periodo storico in cui il cambiamento climatico e la salvaguardia dell’ambiente sono sotto i riflettori, c’è chi si sta occupando di progetti di ripristino e conservazione del paesaggio, raggiungendo risultati sorprendenti. L’intero lavoro è concentrato nel continente più antico del mondo, l’Africa, in particolare in Tanzania.

Si chiama Justdiggit ed è un’organizzazione no profit – con sede nei Paesi Bassi – che opera principalmente nelle aree aride e vulnerabili dell’Africa, in cui l’erosione del suolo avanza di anno in anno. La sua missione è combattere la desertificazione e il riscaldamento globale attraverso la conservazione e il rinverdimento di alcune aree del continente, con l’obiettivo di rendere l’Africa di nuovo verde e fresca entro il 2030.

L’intero processo avviene grazie alla collaborazione con le comunità e i partner locali, realizzando progetti come:

  • la raccolta dell’acqua piovana
  • la rigenerazione naturale
  • la creazione di consapevolezza sul potenziale del ripristino del paesaggio, ispirando e mobilitando quanti più agricoltori possibile in tutta l'Africa

Il ritorno a una vegetazione rigogliosa garantisce una vita migliore a milioni di persone e animali.

Occhi puntati sui water bunds e la raccolta dell’acqua piovana 

I cosiddetti water bunds – o come i fondatori di Justdiggit amano chiamarli, gli Earth smiles - sono tra le tecniche più utilizzate in agricoltura. Si tratta di bacini di raccolta dell’acqua piovana che, una volta scavati, aiutano a trattenere l’acqua e a prevenire l’erosione del suolo.

Vengono generalmente realizzati su terreni in pendenza e presentano una forma semicircolare – che assomiglia, appunto, a un sorriso – con dei cumuli di terra lungo le linee di contorno. Sono lunghi 2,5 metri e larghi 5. Il lato della terra che “sorride” è rivolto verso la discesa, con l’obiettivo non solo di catturare l'acqua piovana, ma anche rallentare il flusso dell’acqua che scorre tra i bacini.

Parallelamente ai water bunds, migliaia di agricoltori adottano la tecnica del Treerecovery (o rigenerazione naturale), partendo da ceppi di alberi presenti in territori agricoli, nei pascoli e nelle foreste degradate. Attraverso un processo di selezione, potatura e protezioni, questi alberi dimenticati vengono rigenerati.

La combinazione di entrambe le tecniche non solo garantisce un rinverdimento e un ripristino della biodiversità, ma genera nel tempo un effetto climatico positivo: grazie a un maggiore ombreggiamento, si raffredda la temperatura dell’area, mentre la vegetazione che traspira l’umidità, raffredda l’aria circostante e porta ad un aumento dell’umidità dell’aria.

Risultati e prospettive

I risultati raggiunti finora sono sorprendenti. Ad oggi, solo nella regione di Dodoma, cuore della Tanzania, in cui sorge l’omonima capitale, grazie al programma di raccolta dell’acqua piovana affiancato alla rigenerazione naturale gestita dagli agricoltori, sono stati scavati più di 10.000 water bunds e ripristinati 194.400 ettari di terreno, permettendo la crescita di 9,6 milioni di nuovi alberi.

L’intero processo intende continuare ad espandersi, con l’obiettivo di rinverdire il più possibile il continente, fornire riparo e protezione del suolo e ad assicurare alle comunità locali un “coinvolgimento sostenibile e un impatto sociale ed economico positivo nella regione”.

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