Giovedì, 21 Ottobre 2021
Gamechangers

Bumble, l’app di incontri che diventa ristorante

Un successo tutto femminile quello di Bumble, app di dating che è diventato recentemente anche un ristorante a New York

Che gli incontri al buio o i “match” su app di dating siano ormai una realtà è fuori discussione.
Un nuovo modo di conoscere il proprio partner ideale, in modo sempre più sicuro e “personalizzabile”.

Tanto personalizzabile da permettere di incontrare il/la partner in un ristorante appositamente dedicato, dover poter degustare un bicchiere di vino o una tazza di caffè e rendere l’impaccio del primo appuntamento un po’ più gradevole.

Bumble Brew, ristorante a New York City

A New York, infatti, esiste un ristorante aperto per chi si è conosciuto all’interno di Bumble, startup fondata nel 2014 da Whitney Wolf Herd, con un passato trascorso nelle fila di Tender, al momento l’app di dating più famosa al mondo.  Il locale si chiama Bumble Brew, ha sede a New York City nella zona di Soho e nasce da una partnership con il ristorante italiano Pasquale Jones. Il menù era inizialmente pensato per essere condiviso, ma l’arrivo della pandemia ha dovuto far riconsiderare i piani. Attualmente è un caffé, ristorante e wine bar.

Bumble Brew presenta uno stile decisamente ispirato alla tonalità di giallo presente nell’app e risponde con coerenza alla filosofia di base: la condivisione di uno spazio tutto dedicato agli utenti e al loro “first date”. Alcuni rumors dichiarano che il locale potrebbe espandere il format in altre città. Un esempio su tutti è forse Austin, città già considerata prima della pandemia da Covid-19 e dove è collocato l’headquarter di Bumble.

Come funziona Bumble

Ma da dove arriva il successo di Bumble? La piattaforma funziona allo stesso modo delle altre app di dating: l’utente visualizza i profili degli altri e ha la possibilità di mettere un like. Nel momento in cui si verifica un like reciproco (ossia un match) l’app invia una notifica a entrambe le persone. Ed è qui che si nota la differenza di Bumble: in caso di match la prima mossa può essere fatta solo dalla donna. All’uomo spetta solo essere, eventualmente, contattato. Decisione che risponde alla volontà di rendere un ambiente molto più sicuro per il pubblico femminile.

 “Al momento Bumble conta 1,7 miliardi di prime mosse fatte dalle donne” ha affermato Whitney Wolf Herd. La decisione di dare alle donne iscritte il potere di decidere o meno il destino della relazione rende più forte il divario tra Bumble e Tinder, creando quindi una forte differenziazione nell’utilizzo delle app di dating. La matrice femminista risuona anche nell’organico della start up: nessun uomo compare nel management di Bumble.
Un successo imprenditoriale tutto al femminile.

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