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Il green va di moda, l'abbigliamento diventa sempre più ecologico

La collezione sostenibile delle Seterie Argenti

Chi ha conosciuto il lavoro delle fabbriche tessili negli anni '70, tessiture, stamperie e tintorie, sa bene quali passi in avanti si siano fatti da allora in tema di sicurezza e sostenibilità. Tanto che, già da diversi anni, in Italia e in tutta Europa sono in vigore normative stringenti in questo senso. Lavorare senza specifiche certificazioni di tracciabilità è praticamente impossibile. Naturalmente tutto questo ha un costo che in quest'era globale, con l'assalto dei mercati asiatici, può anche diventare un problema.

Tuttavia, la conversione green non è un tema nemmeno più in discussione ma un'evidenza con la quale tutte le aziende tessili si devono confrontare. Lo sanno bene, ad esempio, Michele Viganò, amministratore delegato delle Seterie Argenti, storica azienda lariana, e il suo direttore di produzione, nonché responsabile della sostenibilità, Giovanni Binaghi:  "Se pensiamo alla viscosa, Lenzing la più importante azienda al mondo che produce il fiocco viscosa, ricavato da materiale vegetale e realizzato tramite l’utilizzo di composti che si trovano in natura, ha creato il marchio Ecovero che nel tempo si è allargato a qualsiasi prodotto derivato attraverso il marchio FSC®, che identifica i prodotti contenenti legno provenienti da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici". 

seterie argenti

"I costi però sono tutti a carico di chi produce, e per le piccole aziende come la nostra - afferma Viganò - rappresenta una sfida enorme. Soprattutto in un momento di contrazione del consumo come questo.  Eppure, come dimostra la nostra partecipazione a Future Fabric Expo, che si terrà a Londra il 25 e 26 giugno, la più importante fiera del settore dedicata alla sostenibilità, il tema non è rimandabile. Lì porteremo la nostra collezione Argenti Green tutta realizzata con materiali sostenibili e tracciabili". 

D'altronde, soprattutto tra i consumatori più giovani, la richiesta di capi green è sempre più insistente. Il fast fashion ha inflazionato il mercato al punto che il riuso, il riciclo e la riduzione della produzione sono diventati una questione molto discussa. Ne consegue che la sostenibilità nell’industria della moda è diventata una questione con la quale tutti i grandi marchi sono costretti a confrontarsi. 

"Se non sei certificato - aggiunge Viganò - con la maggior parte dei clienti oggi non lavori più. Ma da qui non si torna indietro, nonostante un minor consumo e prezzi sempre più contratti. In definitiva, la transizione ecologica, almeno in Europa, è un cammino lungo, difficile e costoso, soprattutto in questa stagione di grande recessione, ma al tempo stesso assolutamente incontrovertibile. Chiaro però che quando il mercato per ragioni economiche si rivolge ai prodotti più economici la tracciabilità diventa una chimera. Seterie Argenti ha però ben chiaro qual è il proprio futuro, perché promuovere la responsabilità ambientale e produttiva significa investire nel presente per vivere meglio il futuro". 

In altre parole, lo abbiamo già visto in altri settori, soprattutto quello alimentare, il prodotto sano, biologico, non proveniente da allevamenti o coltivazioni intensive, ha paradossalmente un costo spesso non sostenibile per la maggior parte dei consumatori che hanno visto negli anni fortemente ridotto il proprio potere d'acquisto. La battaglia quindi è chiarissima: siamo tutti d'accordo sulla questione green a patto che diventi davvero alla portata di tutti nei fatti.  E non solo nell'ideologia. 
 

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