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Lunedì, 4 Luglio 2022
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Diversity management: di cosa si tratta e perché è così importante

Valorizzare i propri talenti e creare un luogo di lavoro positivo e inclusivo. Questo (e molto altro) è il diversity management, una realtà sempre più in alcuni paesi europei

La cosiddetta cultura dell’inclusione piace a una buona parte delle aziende: circa il 60% delle imprese italiane – secondo un’indagine realizzata da PageGroup - afferma di aver aumentato o rafforzato il proprio diversity management negli ultimi due anni. Due anni molto difficili, come ben sappiamo, capaci di ristabilire le regole del mercato nonché le priorità di ogni singola attività.

Oggi il diversity management trova applicazione in tutti i settori del lavoro. Tanto da aver portato alcuni esperti a descriverla come la chiave per la crescita nel mercato globale.

Cos’è il diversity management

Possiamo descrivere il diversity management in più modi. Esso consiste nel valorizzare e proteggere ogni dipendente, utilizzando gli strumenti specifici per integrare le proprie risorse e trarre il meglio dalla propria diversità. Il fine ultimo è quello di supportare un ambiente di lavoro inclusivo, dove diversi talenti possano finalmente convivere legittimando le proprie soft skills.

È quindi una serie di azioni, tutte volte a promuovere una maggiore inclusione di dipendenti di diversa estrazione nella struttura dell'organizzazione.

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I risultati del diversity management

Se, come annunciato, un buon 60% di aziende italiane ha rivelato di aumentare il proprio diversity management, c’è anche un 22,7% che dichiara di non averlo fatto ma è intenzionato ad agire in tal senso nel prossimo futuro. Il 17% invece si è dichiarato non interessato al diverstity management.

I risultati sono visibili a occhio nudo. Più della metà delle aziende intervistate (circa il 59,1%) dichiara di aver riportato un miglioramento della propria immagine e una maggior capacità di attrarre talenti (52,3%), di aver un ambiente di lavoro più stimolante (54,5%) e una maggiore soddisfazione e fidelizzazione dei dipendenti (38,6%).

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Per l’Italia però la strada è ancora in salita, soprattutto se si pensa al confronto con Paesi quali Spagna e  Portogallo, dove il diversity management è sulla bocca di quasi tutte le aziende. Solo poco meno dell’8% delle aziende nella penisola iberica ha dichiarato di non volersi occupare in futuro del diversity management. Segno che c’è ancora da lavorare su una cultura dell’inclusione a lavoro. Ma le premesse fanno ben sperare.

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