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Lunedì, 4 Marzo 2024
EARTH DAY

Chi sono i ragazzi del Fridays for Future

La storia di studenti e studentesse di tutto il mondo e lottano in nome del clima, anche a costo di perdere un giorno di scuola

C’è chi li chiama Generazione Greta, ricalcando l’appartenenza alla ormai consolidata Generazione Z. Sono i ragazzi di Fridays for Future, movimento ambientalista nato nel 2018 in Svezia in seguito agli scioperi per il clima di Greta Thunberg. Decidono spontaneamente di non frequentare le lezioni il venerdì per partecipare a manifestazioni e cortei in cui chiedono risposte concrete ai grandi leader mondiali per prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico.

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Com’è nato il Fridays for Future

Per tutti i giorni del mese di agosto nel 2018, la quindicenne Greta ha organizzato un’azione di protesta sedendosi al di fuori del Riksdag, il parlamento nazionale del Regno di Svezia. Le sue proteste nascevano in seguito agli incendi scoppiati in Svezia ed erano mirate a chiedere al governo svedese di ridurre le emissioni di anidride carbonica, come stabilito dagli Accordi di Parigi nel 2015.

Nel settembre del 2018 Greta ha annunciato che avrebbe continuato a manifestare ogni venerdì fino a quando la Svezia non si fosse allineata con gli Accordi di Parigi. Nel mentre lo slogan “Fridays for Future” ha iniziato a girare per tutte le piazze del mondo, dove sono stati organizzati numerosi scioperi per il clima rigorosamente di venerdì. Almeno 270 città di paesi come Australia, Austria, Belgio, Italia, Canada, Paesi Bassi, Germania, Finlandia, Danimarca, Giappone, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti hanno visto i ragazzi delle scuole superiori, direttamente coinvolti nel cambiamento climatico, scendere in piazza.

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Il caso italiano

L’Italia conta tuttora una grande partecipazione di giovani e adulti. Nel 2019 la penisola si è classificata come uno dei 3 paesi con la più alta densità di persone scese in piazza per il clima. Nel 2021, si è verificata un’azione del movimento in diverse città d’Italia, da Torino a Milano, malgrado le restrizioni dovute alla zona rossa.

Quest’anno la richiesta dei manifestanti, presenti in 679 piazze, è stata duplice: da un lato fermare il cambiamento climatico, dall’altro opporsi alla guerra in Ucraina e a tutte le guerre del mondo. In particolare, i ragazzi e le ragazze di Fridays for Future hanno espressamente chiesto ai governi e ai potenti della terra “di smettere di stanziare fondi per armi e munizioni e investire piuttosto più fondi per avviare la transizione ecologica”.

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