rotate-mobile
Martedì, 7 Dicembre 2021
EWWR

Il Mediterraneo è tra i mari più inquinati dalla plastica

Un recente studio scientifico pubblicato da Frontiers in Marine Science pone al centro della sua analisi questo grave problema 

La recente sensibilità verso il problema della sostenibilità ambientale ha portato ad una crescente consapevolezza e preoccupazione globale sugli impatti dell'inquinamento da plastica sulla salute degli organismi marini, nonché l'impatto sulla salute umana dovuto al consumo di prodotti ittici.
La produzione globale di plastica è aumentata continuamente dagli anni '50, raggiungendo quasi 300 milioni di tonnellate negli ultimi anni. Una quantità significativa di questa plastica finisce nell'ambiente marino, con stime che suggeriscono che più di 250.000 tonnellate galleggiano in mare, mentre quantità crescenti si trovano anche sul fondo marino e sulle coste. 

Il Mar Mediterraneo é uno dei luoghi al mondo più inquinati da detriti micro e macroplastici. Questo è lo scenario che rivela il recente studio scientifico pubblicato da Frontiers in Marine Science. Il problema è da attribuire principalmente ad alcune sue caratteristiche intrinseche:  il suo litorale densamente popolato ospita una serie di attività intensive (come turismo, pesca, navigazione, industria), il che, unito al limitato deflusso delle acque superficiali dovuto al suo essere un bacino semichiuso ne aggrava la problematicità.

Per quanto riguarda l'inquinamento plastico, il Mediterraneo riveste un particolare interesse anche dal punto di vista ecologico, in quanto considerato un hot-spot per la biodiversità, mentre la grande varietà di paesi abitati lungo le sue coste, in termini di status socioeconomico, culture e regimi politici rende l'attuazione di una politica marina comune di gestione ambientale piuttosto impegnativa.

Il gruppo di ricercatori ha fornito un modello computerizzato per tracciare i percorsi e il destino dei frammenti di plastica provenienti da fonti terrestri nel mar Mediterraneo. I risultati mostrano che si possono trovare ovunque, dalle spiagge alla superficie e fino ai fondali. Si stima che nel Mediterraneo attualmente stiano galleggiando circa 3.760 tonnellate di plastica.


Le origini delle microplastiche: la mappa A è riferita alle microplastiche di origine fluviale, la B all'origine da grandi città (le quantità sono espresse in tonnellate per anno). C e D mostrano rispettivamente le microplastiche (numero di particelle al giorno riscontrate) di piccole dimensioni (inferiori a 300 micron, dove un micron è uguale ad un millesimo di millimetro) e quelle di "grandi" dimensioni (superiori a 300 micron).

Il modello presentato dalla ricerca, come spiega l'autore principale, Kostas Tsiaras: «ha mostrato una ragionevole capacità di riprodurre le distribuzioni della plastica osservate nell'ambiente marino e quindi può essere utilizzato per valutare lo stato attuale dell'inquinamento da plastica nel Mediterraneo e stimare l'impatto delle future azioni di pulizia e dei piani di gestione».


Lo studio analizza infine le differenze nella dispersione tra le microplastiche (che rappresentano la classe dimensionale più piccola con dimensioni inferiori  ai 5 mm) e le macroplastiche.
Mentre le microplastiche risultano meno abbondanti sulla superficie del mare a causa del loro affondamento più rapido, le macroplastiche, come i sacchetti di plastica e il polistirolo, possono galleggiare per periodi di tempo anche molto lunghi e percorrono distanze anche molto elevate dal punto in cui arrivano in mare.

Distribuzione delle microplastiche tra 0 e 10 metri di profondità, al variare delle dimensioni. Le quantità di microplastiche sono espresse in numero di particelle per chilometro quadrato (le zone in giallo sono quelle con maggiore presenza di microplastiche).
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il Mediterraneo è tra i mari più inquinati dalla plastica

Today è in caricamento