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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Il Fondo Monetario Internazionale elogia l’Italia per il livello di crescita

La direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, ha lodato l’efficacia dell’operato italiano e il forte livello di crescita del Paese

“Go Italy Go”. Tre parole che incoraggiano e ci rendono orgogliosi di quanto stiamo facendo. Per l’Italia il 2021 non è solo un anno - nei limiti del possibile- da ricordare (per via delle numerose vittorie da parte delle eccellenze sportive o per il coinvolgimento di numerosi cittadini alla campagna vaccinale) ma anche e soprattutto per il plauso ottenuto dal Fondo Monetario Internazionale, che ha promosso il Belpaese a pieni voti per  “il livello di forte crescita e per le riforme e gli investimenti”.

Il plauso da parte di Kristalina Georgieva

A lodare l’efficacia dell’operato italiano e nello specifico del Piano Nazioanle di Ripresa e Resilienza attuato dal governo Draghi, è proprio la direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, che ha a più riprese sottolineato la "robustezza" del Recovery Plan e il "giusto bilanciamento tra riforme e investimenti" che lo caratterizza.

Georgieva ha infine affermato che l'Italia nel 2021 avrà un tasso di crescita più alto della media, 5,8% contro il 5% dell'area euro. Il bilancio 2022 presenta un corretto bilanciamento tra riforme e investimenti, e lo stesso vale per il Recovery plan italiano.

Un’osservazione sulla situazione

Georgieva ha avuto solo da annotare una piccola critica sul bilancio: "Prevede una riduzione delle imposte sul reddito e un aumento della spesa sociale, che è una cosa buona in sè, ma il problema è se sarà sostenibile nel medio termine".

Malgrado ciò, Georgieva si è detta più volte ottimista, dal momento che la direzione del lavoro da parte del Governo Draghi è stata pressoché definita.

Cautela sull’eurozona

Rimane ovviamente molto prudente qualsiasi osservazione sulla situazione generale dell’economia dell’eurozona. Questa cautela è dovuta anche e soprattutto alla nuova ondata di Covid-19 nella sua variante Omicron, che sta inevitabilmente portando a un "indebolimento" dell'economia dell'eurozona nel quarto trimestre dell'anno e molto probabilmente nel primo trimestre del 2022. Ma le aspettative restano sicuramente molto più alte di quanto previsto per lo scorso anno, anche e soprattutto per l’intensificarsi di misure di sostegno per contrastare la pandemia.

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