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Domenica, 29 Maggio 2022
Foreste

Cambiamento climatico: perché per contrastarlo sono fondamentali le foreste

Il riscaldamento globale è una delle maggiori minacce che l'umanità abbia mai conosciuto. Le foreste possono essere parte della soluzione

Le foreste e il clima sono intrinsecamente legati: la perdita e il degrado delle foreste sono, infatti, sia una causa che un effetto del cambiamento climatico. Se da una parte alberi e foreste aiutano ad attenuare queste alterazioni, sottraendo biossido di carbonio dall’atmosfera e trasformandolo attraverso la fotosintesi in carbonio, che poi “immagazzinano” sotto forma di legno e vegetazione (tramite il processo denominato “sequestro del carbonio”), dall’altra i settori dell'agricoltura, della silvicoltura, dell'allevamento e lo sfruttamento del suolo, rappresentano circa un quarto di tutte le emissioni globali di gas serra.

Poiché la deforestazione e il degrado forestale hanno un impatto così significativo sui cambiamenti climatici, la riduzione della perdita di foreste può avere molteplici vantaggi per gli ecosistemi e le persone.
Tra questi la riduzione delle emissioni di gas serra, il sequestro del carbonio e il mantenimento di foreste intatte e funzionanti che hanno le migliori possibilità di resistere ai cambiamenti climatici, realizzando così un circolo virtuoso. 

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Le foreste: strumenti naturali per contrastare il cambiamento climatico 

In virtù del legame tra foreste e clima, per contrastare "naturalmente" il cambiamento climatico, diventa importantissima la lotta alla deforestazione, a cui si aggiunge l’afforestazione (ovvero la messa a dimora di piante dove non ve ne sono mai state) e la riforestazione (il rimboschimento di aree deforestate).
Specialmente nelle zone tropicali, dove la vegetazione cresce rapidamente e quindi elimina più velocemente il carbonio dall’atmosfera, piantare alberi può rimuovere dall’aria grandi quantità di carbonio in un tempo relativamente breve. Qui le foreste possono accumulare nella loro biomassa e nel legno fino a 15 tonnellate di carbonio per ettaro l’anno.  

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Costruire con il legno e sfruttare la bioenergia

Anche la legna raccolta è un serbatoio di assorbimento del carbonio (il legno utilizzato per le costruzioni o per i mobili, lo immagazzina efficacemente per secoli). Solitamente i materiali da costruzione ad alto contenuto energetico usati al posto del legno, come le materie plastiche, l’alluminio o il cemento, richiedono grandi quantitativi di combustibili fossili nella lavorazione. Sostituirli con il legno presenta ulteriori vantaggi in termini di riduzione delle emissioni di carbonio.  
Analogamente, l’utilizzo di combustibili legnosi al posto del petrolio, del carbone e del gas naturale contribuisce a mitigare il climate change. Sebbene la legna da ardere e la biomassa forestale rilascino nell’aria biossido di carbonio, se questi combustibili provengono da foreste gestite in modo sostenibile, tali emissioni possono essere compensate dalla riforestazione. Anzi, se gestite opportunamente, le foreste possono fornire bioenergia senza apportare alcun gas serra nell’atmosfera.

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