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Sabato, 22 Gennaio 2022
Gamechangers

Le idee imprenditoriali più innovative del 2021

Ogni idea è figlia dei tempi che sta attraversando. Ecco perché le idee imprenditoriali più all’avanguardia del 2021 si basano su un argomento decisamente attuale: la sostenibilità

Curiosità, inventiva, attuazione. Possono essere queste le tre fasi di un’idea innovativa. E a ben vedere, data l’oggettiva difficoltà dell’anno appena trascorso per aziende e start up, anche un pizzico di azzardo non ha guastato.

Se per molti dire addio al 2021 equivale a una liberazione, per altre realtà l’anno appena trascorso si è rivelato stimolante e denso di idee imprenditoriali vincenti. Un approccio strettamente legato alla necessità di emergere in maniera decisa dalla pandemia in corso ma anche e soprattutto volenteroso di rispondere al proprio “DNA da Gamechanger”.

Non è facile delineare una vera e propria graduatoria di idee innovative. Interessante però è studiare l’approccio al passo con i tempi che stiamo attraversando. Tempi costellati da argomenti di vitale importanza: emergenza climatica, mobilità sostenibile, riutilizzo di materiali e guerra allo spreco alimentare.

i-Mesh, start-up italiana protagonista di Expo 2020 a Dubai

Economia circolare nel settore food

Così, proprio per ovviare questo problema gastronomico e sociale, esiste un progetto tutto italiano dal nome Biova, che trasforma il pane invenduto in birra artigianale. Una vera e propria start up di circular economy che pone come obiettivo principale quello di agire concretamente per cercare di limitare, se non fermare, lo spreco di questa materia prima.

150 kg di pane recuperato portano a circa 2500 litri di birra, facendo risparmiare all’ambiente circa 1365 kg di CO2. Il motto di questa azienda torinese è: “del pane non si butta via niente”. E come dare torto a Emanuela Barbiano, presidente di questo progetto, quando precisa che loro non sono un birrificio, bensì una start up nata per il recupero di alimenti invenduti, aprendo quindi un ampio spettro di possibilità per il riutilizzo.

Un’altra start up che vuole assolvere al problema del riutilizzo è Zero Impack, che produce contenitori riutilizzabili per il settore del food delivery e del take away. La procedura è semplice: ordina il cibo dal tuo ristorante preferito, ritira la confezione, lava dopo aver consumato e torna a ritirare il cibo quando vuoi, con lo stesso contenitore pulito. In questo modo l’esperienza è sostenibile sia per i ristoratori che per i clienti, creando un modello circolare, dove non vi è spreco di materiale.

Abbigliamento e economia circolare

Anche il mondo dell’abbigliamento ha ormai fatto suo il concetto di circular economy. Due aziende simbolo di questo cambiamento sono senza dubbio Seay e Renoon.

La prima si basa su un modello ideato per ridurre l’impatto ambientale dei capi usati: dopo aver acquistato un capo di abbigliamento green, si scansiona sull’etichetta il QR Code corrispondente, che viene applicato a un altro capo di abbigliamento usato e scelto, da inviare a Seay per il ricilo.

Renoon è invece un’App che filtra da siti e piattaforme capi di moda in base alla loro sostenibilità, permettendo in questo modo ai consumatori di visualizzare una vetrina con sempre più prodotti di qualità realizzati senza impatto sociale o ambientale.

Antifurto smart per moto e e-bike                                 

Un altro progetto italiano interessante è Trackting, start up romana che progetta e produce smart alarm connessi per moto ed e-bike.  Il suo antifurto è Gps: tramite questo sistema di geolocalizzazione è possibile quindi rintracciare il proprietario del veicolo ogni volta che questo viene toccato o spostato.

Un sistema assolutamente flessibile, che può essere utilizzato su più mezzi, spostandolo da un veicolo all'altro senza alcun problema. Questo antifurto digitale è dotato di batteria che dura mesi e si ricarica attraverso la connessione Usb.

Picosats: gamechanger nel settore aerospaziale

Il settore aerospaziale non ha mai conosciuto crisi, eppure anche qui si possono adottare soluzioni sostenibili, con un budget ridotto e una tecnologia all’avanguardia. In una parola: Picosats, un orgoglio tutto italiano, specializzato nello sviluppo di una nuova generazione di satelliti, dalle dimensioni ridotte e un sistema di comunicazione avanzato.

I materiali impiegati nella realizzazione di questi nanosatelliti sono leggeri e mitigano in questo modo il problema dei detriti spaziali, garantendo la piena fusione della struttura al rientro in atmosfera.

Un drone per trasportare

Quante volte vi siete chiesti come fanno le compagnie a trasportare carichi pesantissimi? Oggi la risposta è: con i droni. In Trentino Alto Adige è nata FlyingBasket, azienda che sviluppa e utilizza droni capaci di trasportare carichi dal peso di oltre un quintale, nelle aree montane, isole e in altri luoghi difficili da raggiungere.

FlyingBasket si occupa non solo del trasporto, ma anche della progettazione dei droni, della loro costruzione (accurata e con materiali speciali, dal momento che le condizioni meteo in montagna sono particolari), passando poi per la manutenzione e, ovviamente, delle operazioni di volo.

Pensate a un futuro con “autostrade volanti” dove i carichi vengono trasportati via drone e non più in camion. Con FlyingBasket questa non è più utopia.

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