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Blackout Los Angeles 1994: una grande nube argentata allarmò le persone accorse in strada

Oltre l’83% della popolazione mondiale vive sotto cieli “oscurati” dall’inquinamento luminoso, che nasconde la maggior parte delle stelle.

Era il 17 gennaio 1994, esattamente 30 anni fa, quando una forte scossa di terremoto – di magnitudo 6.7 – colpì la città di Los Angeles. Erano le 4.30 del mattino e gli abitanti della capitale mondiale dell’industria cinematografica, si riversarono in strada per mettersi in salvo.

Il sisma, oltre al grande spavento, aveva causato un blackout e la città era rimasta completamente al buio, creando un panorama quasi irreale. Case e lampioni spenti, e poche automobili che circolavano a quell’ora tarda, uno scenario tipico dei migliori film di fantascienza.

Nell’oscurità più totale, moltissimi cittadini videro qualcosa nel cielo che li spaventò a tal punto da intasare i centralini del 911, coinvolgendo polizia ed esperti astronomici: una gigantesca nube argentata era posizionata proprio sopra le loro teste. In realtà non si trattava di qualcosa di misterioso né tantomeno minaccioso, stavano semplicemente osservando per la prima volta la Via Lattea.

Quando un cielo terso e il naso all’insù non bastano per ammirare le meraviglie che la natura ci regala ogni notte

Per quanto l’episodio possa far sorridere, poiché a procurare l’allarme furono le stelle che compongono la galassia del nostro Sistema Solare, al contempo ci porta inevitabilmente a riflettere.

Se pensiamo che solo l’illuminazione pubblica è nata poco più di 100 anni fa, quanto può essere alto il tasso di inquinamento luminoso ai giorni nostri – specialmente in un centro urbano – da essere in grado di oscurare un’intera galassia, che sarebbe tranquillamente visibile ad occhio nudo?

La vicenda che ha coinvolto la capitale californiana è solo l’esempio di un fenomeno che in realtà coinvolge l’intero nostro pianeta. L’innovazione tecnologica ha senza dubbio portato a una riduzione del consumo energetico e al risparmio di milioni di euro e di dollari in tutto il mondo, tuttavia, ha peggiorato tale situazione. In uno studio condotto nel 2016 dal Light Pollution Science and Technology Institute di Thiene, in Italia, i dati hanno infatti dimostrato che oltre l’83% della popolazione mondiale vive sotto cieli “oscurati” dall’inquinamento luminoso, che nasconde la maggior parte delle stelle.

L’abbagliamento delle luci artificiali ha altresì alterato il ritmo circadiano di alcune specie di animali, nonché il ciclo naturale della fotosintesi clorofilliana delle piante.

Che sia per perderci in un meraviglioso cielo stellato, o per salvaguardare il nostro amato pianeta, dovremmo imparare, giorno dopo giorno, a spegnere la luce, utilizzandola solo dove e quando risulta realmente indispensabile.

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