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Lunedì, 29 Novembre 2021
Stop Violenza Donne

Ecco come l'educazione può diventare uno strumento contro la violenza di genere

Famiglia e scuola, collaborando, possono aiutare gli adolescenti a crescere in maniera sana, senza la necessità di impiegare la violenza

Si sta prendendo sempre maggior consapevolezza, anche grazie ad analisi e dati in merito, di quanto la violenza di genere sia, in Italia, drammaticamente diffusa, trovando terreno fertile già nelle scuole.
L’adolescenza, di per sé, non è un periodo facile da affrontare, ma alla luce di tale condizione, è ancora più importanti che famiglia e scuola vigilino sui ragazzi, supportandoli nella crescita, insegnando loro dei valori che siano in grado di mostrare la violenza per quello che, uno strumento vigliacco e deleterio.
In maniera molto semplice, se i giovani introiettano valori quali rispetto e inclusione, non hanno motivo per esercitare violenza su un’altra persona.

Famiglia, primo posto dove si combatte la violenza di genere

Per aiutare ragazze e ragazzi a non sviluppare una visione distorta della figura femminile, è bene iniziare, precocemente, un dialogo in famiglia, inerente al tema.
Dimostrare che figure maschili e femminili, in ambito familiare, sono intercambiabili, dimostra ai più giovani che non è necessario incasellarsi in un ruolo prefissato e che le varie competenze non sono prerogativa dell’uno o dell’altro sesso.
Può essere utile anche portare esempi di figure femminili forti e di successo (ce ne sono più di quante si possa immaginare).
Importante, poi, sfatare le convinzioni sessiste, che giustificano determinati atteggiamenti nei confronti di bambine, ragazze e donne: se si è persuasi che, queste, non siano abili e in gamba tanto quanto gli uomini, si giustifica il fatto che non abbiano le stesse opportunità (non se le meritano) e diventa, quindi, ‘naturale’ chi si occupino solo di cose che ‘competono’ la sfera femminile.
Convinzioni assurde che, purtroppo, sono ancora ampiamente diffuse.
Ritorna, quindi, il concetto ampio di rispetto che, se presente, per forza di cosa scaccia il concetto della violenza; un ragazzo persuaso del fatto che ogni persona meriti rispetto, indipendentemente dal proprio sesso, non avrà motivo di essere violento.

Scuola, un’ancora educativa

Anche la scuola ha un ruolo fondamentale nella prevenzione della violenza: è infatti qui che, grazie all’educazione, i giovani apprendono a trasformare le emozioni in sentimenti, sviluppando una maturità emotiva.
Soprattutto durante l’adolescenza, periodo durante il quale ci si distacca dalla famiglia (e, quindi, la comunicazione diventa difficile), mentre la società, ancora, non esercita alcuna attrazione, la scuola si rivela un’ancora, dove affrontare le difficili tappe della crescita.
Per questo è fondamentale non solo istruire i ragazzi, ma educarli, aiutandoli (se ancora non riescono a capirlo) a imparare come relazionarsi con gli altri, accettando i ‘no’ che si ricevono lungo il percorso della propria vita (se una ragazza non accetta il corteggiamento, questo va accettato, non si può reagire con la coercizione e la violenza).

In ambito educativo, viene utilizzato un acronimo, utile per tenere a mente l’approccio da impiegare: SEE (stop, empathize, educate).
Quando un ragazzo prende in giro una persona di sesso opposto, ad esempio, bisogna:

Fermare (Stop): Il comportamento errato va bloccato sul nascere.

Empatia (Empathize): È importante aiutare il giovane a vedere le proprie azioni attraverso la persona che ha subito il comportamento negativo (in questo caso, la presa in giro).

Educare (Educate): Se il ragazzo ha agito in tale maniera perché infastidito, è bene offrirgli delle opzioni alternative o aiutarlo a verbalizzare il disagio.

Spesso, in caso di carenze educativo-sociali presenti presso le famiglie, l’intervento della scuola può fare la differenza.

Alternative sociali contro la violenza

Inoltre, i giovani cercando la propria dimensione, il proprio ruolo, nella società così come nella vita, quindi offrire loro una direzione, uno scopo, può aiutarli a incanalare le proprie energie in maniera costruttiva, allontanandoli da manifestazioni violente.
I ragazzi, infatti, sono portati alla sperimentazione e alla ricerca di nuove esperienze, se disponibili; rendere, quindi, fruibili occasioni di interazione e coinvolgimento positive, può far propendere i giovani verso attività prosociali.
L’importante è che le alternative siano presenti e interessanti: non deve trattarsi di attività particolarmente complesse.
Per gli adolescenti, che si approcciano alla società in maniera idealistica, può essere utile partecipare a manifestazioni, incontri e dibattiti inerenti temi attuali (quali ambiente o resistenza pacifica).
Più semplicemente, poi, prendere parti a marce, sfilate, rappresentazioni teatrali, eventi musicali, rappresentano ottime occasioni di mettersi in gioco in maniera sana.

Gli adolescenti sono una grande risorsa e rappresentano la base di quello che sarà la generazione futura.
È importante, quindi, che famiglia e scuola, in maniera congiunta, collaborino alla loro crescita ed educazione, per supportarli nella creazione di relazioni interpersonali basate sul rispetto, dove la violenza non possa trovare spazio.

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