Venerdì, 5 Marzo 2021

Estate e coronavirus, vacanze in sicurezza per bambini e ragazzi con i consigli degli esperti

Tempo di vacanze, nonostante il coronavirus sia ancora in circolazione. Una serie di regole e consigli da parte degli esperti del Bambin Gesù per un'estate sicura per bambini e ragazzi, per garantire il loro bisogno di socialità ma al tempo stesso proteggerli

Vacanze al tempo del coronavirus? Si e senza rinunciare alla possibilità di stare "insieme", a patto di non abbassare la guardia. In attesa di un vaccino efficace e sicuro che sia in grado di prevenire la malattia Covid-19, gli esperti raccomandano di rispettare le regole di base e mantenere un comportamento responsabile: quindi distanziamento fisico, uso corretto delle mascherine, igiene delle mani e controllo dei sintomi respiratori.

Il magazine digitale "A scuola di salute" dell'Istituto Bambino Gesù per la Salute ha raccolto una serie di indicazioni per un'estate in sicurezza senza sacrificare il bisogno di socialità, soprattutto per bambini e ragazzi.

Vacanze e coronavirus, come gestire il bisogno di stare insieme

Dai tre anni in poi grazie al gioco e al confronto i bambini imparano a collaborare con i compagni, a gestire i conflitti, a scoprire se stessi e a conoscere le basi della convivenza. Per molti di loro il lockdown ha rappresentato un periodo davvero difficile e frustrante, in particolare per i figli unici e per gli adolescenti che più hanno sofferto la mancanza di relazioni sociali. In alcuni casi hanno sviluppato comportamenti aggressivi, una maggiore dipendenza da smartphone e videogiochi, sprezzo delle regole.

Secondo gli psicologi del Bambin Gesù, ora che è terminato l'obbligo di isolamento in casa è importante che i genitori consentano a bambini e ragazzi di incontrare nuovamente i loro amici, soprattutto all’aperto. Allo stesso tempo, però, è fondamentale seguirli e aiutarli in questa nuova fase, condividendo dubbi e timori, confrontandosi sui comportamenti da adottare e dando il buon esempio. Il tutto tenendo bene a mente la parola chiave di questo periodo, cioè "sicurezza". In qualsiasi momento, anche con gli amici, bisogna infatti rispettare le regole più importanti per prevenire la trasmissione del virus (distanza di sicurezza, mascherina, igiene delle mani).

Le regole per prevenire il contagio

Anche in estate continuano ad essere valide le precauzioni per prevenire il contagio. Infatti, il comportamento del nuovo coronavirus ad alte temperature è in fase di studio, ma sulla base delle conoscenze attuali - spiegano gli esperti - nei mesi estivi potrebbe avere meno possibilità di trasmettersi. Tuttavia l’emergenza non è finita e il rischio di contagiarsi aumenta se si sta a stretto contatto (meno di un metro per 15 minuti) con altre persone, sottolineano dal Bambin Gesù. Questo significa che è necessario prendere le precauzioni del caso anche durante la bella stagione, nei luoghi di vacanza al mare, in montagna o in città, come pure negli stabilimenti balneari, piscina e a palestre e quando si viaggia in treno, aereo, bus e metropolitane.

Ecco un ripasso delle regole più importanti: 

Distanza di sicurezza. Mantenere una distanza minima di un metro - meglio due - quando si è in contatto con altre persone, abituando i bambini, nei limiti del possibile, a tenere comportamenti rispettosi degli spazi altrui, specie durante il gioco. È una indicazione che vale sempre, al chiuso e all’aperto, anche quando si fa un bagno in mare: l'acqua marina non è un veicolo di infezione, ma neanche un disinfettante, quindi è importante prestare attenzione a rispettare il distanziamento.

Mascherina. Il Ministero della Salute ha stabilito che deve essere indossata dai bambini dai 6 anni in su. Ma è possibile indossarla già dai due anni di età. Per essere efficace, deve coprire ampiamente il naso e la bocca e va tenuta in tutti i luoghi, specie se schiusi, in cui si ha difficoltà a rispettare la distanza di sicurezza. Durante il gioco all'aria aperta i bambini devono indossarla solo nel caso in cui non riescano a mantenere una distanza di almeno 2 metri.

Lavaggio delle mani. È un’azione in grado di ridurre significativamente le possibilità di contagio, per questo motivo va compiuta il più frequentemente possibile usando acqua e sapone o un disinfettante a base di alcol. È importante che i bambini si lavino subito le mani se toccano superfici su cui altre persone hanno appoggiato le mani (giochi o attrezzi per il gioco, altalene, scivoli). Sebbene il virus non riesca a sopravvivere a lungo sulle superfici, specialmente all'aperto dove si degrada più rapidamente, queste possono essere veicolo di infezione. Il contagio avviene tramite goccioline di saliva ed è favorito dal contatto stretto, ma ci si può contagiare anche toccandosi occhi, naso e bocca senza essersi lavati le mani.

Controllo dei sintomi. In caso di febbre, mal di gola, raffreddore, tosse, difficoltà a respirare, perdita di gusto e olfatto l’indicazione è di restare in casa evitando il contatto con altre persone e di chiamare il proprio medico, sempre e rapidamente. Quando possibile, tossire o starnutire nel gomito oppure in un fazzoletto usa e getta che dovrà essere immediatamente buttato in un contenitore con un coperchio.

Estate, via libera agli sport all'aperto (ma attenzione al sole)

Con la bella stagione, via liberta anche a tutte le attività all'aperto che garantiscono una distanza adeguata dagli altri come corsa, camminata, bicicletta ed esercizi aerobici. Gli sport più gettonati nei mesi estivi sono il nuoto, per chi va in vacanza al mare, e le passeggiate, per le famiglie che scelgono la montagna, come ricordano i medici del Bambin Gesù.

Il nuoto, spesso consigliato ai più piccoli poiché “completo”, è un’attività che porta molti benefici (migliora la resistenza del cuore, la respirazione, la coordinazione dei movimenti, stimola in maniera equilibrata tutte le masse muscolari) ed è adatta anche per bambini con problemi di salute (asmatici, con problemi al cuore, muscolari o alle articolazioni). Il contatto con l’acqua può essere favorito fin dai primi mesi di vita; le vere e proprie lezioni di nuoto sono invece consigliate a partire dai 4 anni. Anche durante il bagno di bambini che sanno nuotare, è fondamentale che ci sia sempre la supervisione di un adulto.

Passeggiare in montagna è una delle attività più divertenti per i bambini, oltre ad essere un’occasione per scoprire cose diverse e interessanti. Richiede però un’organizzazione precisa: pianificazione del tragitto, del tempo, dell’equipaggiamento adatto a fronteggiare i possibili rischi di un’escursione (disidratazione, scottature, colpi di calore, ipotermia). I medici dello sport del Bambino Gesù suggeriscono comportamenti prudenti, in particolare quando si affrontano alte quote, che vanno raggiunte gradualmente per evitare i disturbi del cosiddetto “mal d’altitudine” (stanchezza, inappetenza, nausea, vomito) e per evitare che i bambini si smarriscano durante una passeggiata. In questo caso il consiglio è di dare al bambino un fischietto per segnalare la propria presenza in caso di necessità e di invitarlo a fermarsi in un punto (ad esempio abbracciando l’albero più vicino) in attesa di essere raggiunto dall’accompagnatore.

Attenzione però al sole, che può giocare brutti scherzi. Esporsi al sole nelle ore meno calde della giornata è la prima regola della corretta “abbronzatura”. La cute deve essere comunque protetta utilizzando creme con filtri solari. Ovviamente per i bambini più piccoli o con la pelle molto chiara bisogna avere un'attenzione particolare, perché possono andare incontro a eritemi cutanei più facilmente degli altri. Un’esposizione ai raggi solari "intelligente" evita anche fastidiose congiuntiviti e i colpi di calore.

Prese le precauzioni per un’esposizione senza rischi, il sole è un buon alleato dei bambini: è attraverso i raggi solari (in particolare le radiazioni ultraviolette), infatti, che la pelle produce la vitamina D, indispensabile per il deposito del calcio nelle ossa e per conferire loro solidità e resistenza. La comunità scientifica si sta interrogando sul ruolo di questa vitamina anche per la prevenzione o addirittura per il trattamento del COVID-19, ma al momento non ci sono riscontri certi. In fase di studio anche l’opportunità di assumere integratori di vitamina D per prevenire un’eventuale carenza legata al lockdown (come raccomandato, ad esempio, dall’Agenzia di Sanità Pubblica inglese). Secondo gli specialisti del Bambino Gesù, in attesa di prove scientifiche più consistenti, in questi mesi estivi l’assunzione di vitamina D non è raccomandata se i bambini vengono portati regolarmente al sole e all’aria aperta.

ESTATE E COVID_LE REGOLE DELLA PREVENZIONE

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