Il coronavirus frena il turismo: un italiano su quattro ha rinunciato alle vacanze

Secondo un'indagine di Coldiretti il 25% degli italiani ha rinunciato alla partenza. Pesante il dato di luglio: -23% rispetto allo scorso anno

Foto di repertorio

Niente vacanze per un italiano su quattro: gli effetti dell'emergenza coronavirus sul settore turistico iniziano a vedersi. Nel mese di luglio hanno deciso di partire 13,5 milioni di persone,  con un pesante calo del 23% rispetto allo scorso anno a causa delle incertezze, paure e difficoltà economiche.

E' il dato preoccupante che emerge  dall'analisi Coldiretti/Ixe' nell'ultimo week end del mese segnato dal primo 'bollino rosso' della stagione che comunque registra una netta preferenza degli italiani verso le mete nazionali sia per il desiderio di sostenere il turismo nazionale ma anche per i limiti e le incertezze ancora presenti per le mete estere più gettonate. .

Coronavirus, un italiano su quattro rinuncia alle vacanze

Il 25% degli italiani dunque, ha scelto una destinazione vicino casa, all'interno della propria regione di residenza. E se la spiaggia - spiega Coldiretti - resta la meta preferita, tiene il turismo in montagna e quello di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane, in alternativa alle destinazioni turistiche più battute, mentre crollano le presenze nelle città.

La maggioranza degli italiani in viaggio ha scelto di riaprire le seconde case di proprietà, o di alloggiare in quelle di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono nell'ordine anche campeggi con i camper molto gettonati mentre sono in sofferenza gli alberghi. Segnali positivi ci sono sicuramente per le oltre 24 mila aziende agrituristiche italiane, conclude Coldiretti.

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