Mercoledì, 14 Aprile 2021

Coronavirus e sanificazione delle strade: sono utili o dannose?

La sanificazione di piazze, strade e marciapiedi è davvero utile per combattere il Covid?

Negli ultimi mesi, per combattere la diffusione del Coronavirus, molti Comuni italiani hanno potenziato i servizi di lavaggio delle strade, con l’aggiunta di sostanze disinfettanti.

Queste operazioni di sanificazione delle strade sono davvero utili?

Per rispondere a questo quesito riportiamo le dichiarazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, che con parere del 18 marzo 2020 ha fornito indicazioni generali sulla “Disinfezione degli ambienti esterni e utilizzo di disinfettanti (ipoclorito di sodio) su superfici stradali e pavimentazione urbana per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da Sars Cov 2”. 

Scendendo nel dettaglio, l’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato: “nel confermare l’opportunità di procedere alla ordinaria pulizia delle strade con saponi e detergenti convenzionali, assicurando tuttavia di evitare la produzione di polveri e aerosol, valuta la ‘disinfezione’ quale misura la cui utilità non è accertata, in quanto non esiste allo stato attuale, alcuna evidenza che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del Covid 19”.  Inoltre è importante sottolineare che esistono informazioni contrastanti circa l’utilizzo di ipoclorito di sodio e la sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne (strade) e in aria”.

“Spruzzare disinfettante nelle strade, come è stato fatto in alcuni Paesi, non serve a eliminare il nuovo coronavirus e mette a rischio la salute”, ha anche dichiarato l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in un documento riguardante la pulizia e la sanificazione delle superfici.

E’ anche opportuno ricordare che strade e marciapiedi non sono considerati luoghi in cui si annida il Coronavirus ed, inoltre, l’azione del disinfettante può essere annullata dalla sporcizia.

In aggiunta, l’utilizzo di ipoclorito di sodio (candeggina) può anche creare vari problemi alla nostra salute. Si tratta, infatti, di una sostanza dannosa per la pelle, per gli occhi e per le mucose e potenzialmente in grado di liberare sostanze pericolose nell’ambiente. L’ipoclorito di sodio può anche reagire con il materiale organico presente sulle strade, causando la formazione di sottoprodotti cancerogeni che potrebbero essere inalati.

Riportiamo, infine, la dichiarazione dell’ARPA Piemonte: “l’ipoclorito di sodio, componente principale della candeggina, è inoltre una sostanza inquinante che può nel tempo contaminare anche le acque di falda, direttamente o attraverso i suoi prodotti di degradazione”.

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