Storia dell'auto elettrica: 5 fatti poco noti

Scopriamo 5 fatti curiosi e poco conosciuti sulla storia delle auto alimentate a batteria

Prosegue il nostro viaggio nel mondo delle auto elettriche e dopo le interessanti curiosità sulla loro tecnologia, scopriamo oggi cinque fatti poco noti sulla loro storia.

Mezzi nati nell’800, con i primi esemplari già dotati di innovative forme aerodinamiche ed in grado di raggiungere elevate prestazioni.

Storia che ha visto protagonista anche il nostro Paese con innovativi modelli elettrici ed ibridi sviluppati da Fiat già negli anni ’70.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un'auto elettrica?

1. Sul mercato prima delle auto a combustione

La commercializzazione delle aute elettriche iniziò prima di quelle dotate di motore a combustione interna; Charles Jeantaud, costruttore di carrozze a Parigi, fu probabilmente il primo a dedicarsi a questo settore produttivo a partire dal 1881, ben cinque anni prima di Karl Benz con la sua Patent Motorwagen.

2. Record di velocità 

Pochi anni prima del 1900 le auto elettriche detenevano già molti record di velocità. Ricordiamo, in particolare, il veicolo elettrico a forma di siluro di Camille Jenatzy in grado di raggiungere nel 1899 la velocità di massima di 105,88 km/h. Si tratta della prima autovettura in grado di superare la velocità di 100 km/h.

3. P1: il veicolo elettrico di Porsche del 1898

Con la sigla P1 viene identificato il primo veicolo realizzato, nel 1898, da Ferdinand Porsche a emissioni zero. Si tratta di un calesse spinto da un motore elettrico, con una potenza di 5 Cv, posizionato sull’asse posteriore. La velocità massima era di 34 km/h, per una velocità di crociera di 25 km/h e con un'autonomia di circa 80 chilometri.

4. La Fiat elettrica del 1976

La concept car X1/23 è stata la prima city car elettrica di casa Fiat. Presentata nel 1976, questa piccola vettura era spinta da un motore da 13,5 cavalli collegato alle ruote anteriori e alimentato da batterie al nichel-zinco installate al posteriore. La vettura era in grado di raggiungere la velocità massima di 70 km/h con un’autonomia di circa 80 chilometri.

5. La Fiat 131 ibrida del 1979

Concludiamo il nostro viaggio con la Fiat 131 ibrida del 1979; un modello mai arrivato sul mercato che utilizzava un motore a corrente continua da 24 kW al posto del cambio. Il motore termico era derivato da quello della 127, con 903 cm3 di cilindrata e 33 Cv di potenza. Auto dotata anche di frenata rigenerativa controllata elettronicamente, con l'architettura ibrida che consentiva un miglioramento dei consumi del 25%.

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