Giovedì, 29 Ottobre 2020
Economia

Green economy, la lettera dei Ceo per progettare insieme l'Europa del futuro

Tra i firmatari della lettera alle istituzioni europee ci sono l'amministratore delegato di Enel Francesco Starace, ma anche l'ad di Volkswagen, Herbert Diess e Jean-Pascal Tricoire ceo di Schneider Electric. Una lettera di spunti e riflessioni per progettare insieme l'Europa del futuro

I Ceo europei, amministratori delegati e presidenti di società europee, scrivono una lettera aperta ai rappresentanti dell’Unione (consiglio europeo, parlamento europeo, commissione europea). Tra i firmatari della lettera ci sono l'amministratore delegato di Enel Francesco Starace, ma anche l'ad di Volkswagen, Herbert Diess e Jean-Pascal Tricoire ceo di Schneider Electric. Una lettera con consigli e richieste per progettare insieme l'Europa del futuro. Buone intenzioni ma anche pratiche concrete per segnare un cambio di passo in uno dei periodi più delicati della storia recente.

"Noi di CEO Initiative for Europe's Recovery, Reform and Resilience, rappresentiamo multinazionali in diversi settori che impiegano un totale di 1,7 milioni di persone che generano più di 600 miliardi di euro di entrate. Le nostre aziende si impegnano a rispettare gli accordi sul cambiamento climatico di Parigi e hanno adottato i propri piani di decarbonizzazione". Mentre l'Europa sta affrontando una sfida senza precedenti a causa della pandemia di Covid-19, i Ceo spiegano di essere pronti a sostenere con forza la "Next Generation EU" della Commissione europea per politiche economiche di breve e lungo termine. L'obiettivo? "Costruire un'Europa resiliente, digitalizzata, prospera e sostenibile" e farlo "per le generazioni future". Una lunga serie di principi dovrebbe guidare le scelte dell'UE, ad esempio "dare la priorità alle misure che hanno effetti positivi immediati sull'occupazione, contribuire allo sviluppo sostenibile in linea con gli obiettivi ambientali del Green Deal europeo per il 2030 e il 2050".

Secondo i Ceo, tra le altre cose, sarebbe necessario "rimuovere le barriere esistenti agli investimenti del settore privato nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio e zero emissioni, energie rinnovabili, efficienza energetica e nell'economia circolare"; "incoraggiare lo sviluppo di tecnologie digitali e la finanza sostenibile come strumento per la transizione verso un'economia a zero emissioni e rcolare". I Ceo europei si dicono pronti "a contribuire per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo". I manager chiedono quindi di rimuovere gli ostacoli esistenti agli investimenti del settore privato, il tutto nell'ambito di riforme fiscali e un sistema olistico di tariffazione del CO2 come elemento centrale di un sistema futuro, garantendo nel contempo una transizione socialmente giusta per i cittadini europei. Si chiede anche di promuovere la domanda di soluzioni sostenibili, innovative e digitali, abbracciando le tecnologie digitali e la finanza sostenibile come strumento per la transizione verso le zero emissioni. La Commissione europea propugna un'Europa a impatto climatico zero entro il 2050. I Ceo europei sono prontissime a contribuire "con la nostra quota" per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo.

"In linea con i nostri modelli di business, esperienza e impegni, abbiamo identificato queste aree d'azione del Green Deal europeo, rese possibili dalla digitalizzazione, a cui saremmo lieti contribuire con proposte costruttive al fine di renderlo un successo: 1. Decarbonizzazione e prezzi del carbonio. 2. Innovazioni a basse emissioni e zero emissioni 3. Economia circolare 4. Finanza sostenibile". "Per queste aree d'azione - si legge ancora - elaboreremo raccomandazioni specifiche [...]  Riteniamo che il Green Deal debba basarsi su un quadro politico industriale intelligente che guidi il cambiamento strutturale e sia abbinato a condizioni abilitanti per una trasformazione industriale". Indispensabili a tale scopo sono riforme fiscali e un sistema equilibrato e generale di tariffazione della CO2.

I Ceo ritengono anche che i ricavi delle tasse nazionali sull'ambiente dovrebbero essere indirizzati soprattutto verso innovazione sostenibile e decarbonizzazione industriale. "Per quanto riguarda la promozione dell'elettrificazione efficiente in termini di costi, è importante potenziare l'intelligenza delle reti elettriche, e potenziare lo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici". C'è tanto da fare. Molte aziende sono pronte a fare la loro parte e sono in prima linea.

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