Lunedì, 12 Aprile 2021

Coronavirus e piano infanzia: che cosa ha in mente il governo per l'estate dei più piccoli

Il viceministro Ascani: già da maggio "vorremmo recuperare con piccoli o piccolissimi gruppi la possibilità di far incontrare i bambini negli spazi riaperti come i parchi pubblici e poi da giugno-luglio riorganizzare servizi veri e propri". Spiragli per i centri estivi

Come sarà l'estate dei più piccoli? Cosa verrà messo in campo per sostenere le famiglie nei prossimi mesi, fino a settembre? Non è soltanto questione di dare una mano ai genitori che lavorano (doveroso farlo): ci sono anche le esigenze di socialità dei bambini, passate naturalmente in secondo piano nei mesi in cui la pandemia ha colpito più duro, ma che ora devono essere prese in considerazione.

Per quanto riguarda il "piano infanzia per far recuperare la socialità ai più piccoli, già da maggio, con il consenso del Comitato tecnico scientifico, vorremmo recuperare con piccoli o piccolissimi gruppi la possibilità di far incontrare i bambini negli spazi riaperti come i parchi pubblici e poi da giugno-luglio riorganizzare servizi veri e propri che diano sicurezza alle famiglie dal punto di vista della cura dei figli. Non solo centri estivi ma servizi organizzati anche per i bambini un po' più piccoli". Lo assicura Anna Ascani, viceministra dell'Istruzione, in collegamento con Agorà su Rai3. Ascani ha poi aggiunto che "come ministero abbiamo chiesto che nel decreto economico che si sta scrivendo ci sia un fondo dedicato al sostegno alle scuole paritarie che oggi coprono qualcosa che lo Stato da solo non riesce a fare soprattutto nella fascia 0-6 anni". "Senza quel fondo noi rischiamo a settembre di riaprire senza avere le strutture quindi in queste ore sono in corso interlocuzioni importanti con il ministero dell'Economia".

Istituzioni, amministratori ed esperti lavorano all'ipotesi di due protocolli e di linee guida da sottoporre al Presidente del Consiglio e al Comitato tecnico scientifico, in modo che già da metà-fine maggio si possa, in collaborazione strettissima con gli enti locali, offrire alle famiglie un piano di attività educative per bambini e ragazzi e al tempo stesso sostenere i genitori nella ripresa dell'attività lavorativa. Un primo protocollo dovrebbe permettere da maggio la possibilità di attività in spazi aperti e accessibili a piccoli gruppi contingentati. In valutazione anche l'ipotesi di maggiori risorse agli enti locali e alle famiglie per i servizi educativi.

Il documento successivo dovrebbe invece prevedere indicazioni applicabili dal mese di giugno in riferimento all'attività di centri estivi, in collaborazione con il mondo sportivo, il terzo settore, gli enti locali, che saranno protagonisti di una doverosa risposta di prossimità ai bisogni delle famiglie. Il governo sta seriamente valutando la possibilità di riaprire, sebbene in via sperimentale, asili nido, centri estivi e scuole per l'infanzia.  Ad annunciarlo è stato la scorsa settimana il premier Giuseppe Conte nel corso del suo intervento alla Camera. Queste le parole del presidente del consiglio: "Condivido l'urgenza di ripensare gli spazi educativi in forma dilatata anche con l'utilizzo dove possibile degli spazi di prossimità. Occorrerà valutare l'apertura in via sperimentale di nidi, scuole dell'infanzia, centri estivi e attività dedicate ai nostri bambini". Il governo mantiene sempre un atteggiamento prudente sull'argomento.

Come sarà la scuola da settembre: la didattica a distanza non è la soluzione di tutti i problemi

Continua a leggere su Today.it

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus e piano infanzia: che cosa ha in mente il governo per l'estate dei più piccoli

Today è in caricamento