Domenica, 17 Ottobre 2021
T3 Basilicata

Attività, cure e ricerca: i molteplici aspetti del Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata

Alessandro Sgambato è il nuovo direttore scientifico dell’IRCCS - CROB di Rionero in Vulture, istituto di riferimento della rete oncologica della Basilicata

A pochi mesi dalla sua nomina a Direttore Scientifico dell’IRCCS - CROB di Rionero in Vulture, istituto di riferimento della rete oncologica della Basilicata, Alessandro Sgambato racconta la sua attività.

Quale pensa possa o debba essere il futuro di una struttura ritenuta punto di riferimento nel sistema salute della regione Basilicata?
Il Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (CROB) di Rionero in Vulture rappresenta l’unico Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) della regione Basilicata avendo ottenuto tale riconoscimento nel 2008. Nel 2015, inoltre, il Centro ha ricevuto anche l’accreditamento come Clinical Cancer Center da parte di OECI, l’Organizzazione Europea degli Istituti sul Cancro.

Questi traguardi hanno rappresentato un importante e prestigioso riconoscimento per il CROB e per i suoi professionisti impegnati a garantire la miglior qualità possibile nella gestione del paziente oncologico in tutte le fasi della malattia. Per me, quindi, la nomina a Direttore Scientifico del CROB ha rappresentato un grande onore e insieme una grande responsabilità. Il futuro del Centro, se non si vuole rischiare di perdere il "riconoscimento del carattere scientifico" da parte del Ministero della Salute e/o l’accreditamento OECI, è di esercitare in pieno il suo ruolo di Centro di Riferimento regionale per le patologie oncologiche e che trovi finalmente realizzazione la Rete Oncologica di Basilicata.

Le prospettive terapeutiche e la caratterizzazione molecolare dei tumori solidi, la realizzazione di farmaci e tecnologie diagnostiche innovative e l’individuazione di nuove strategie diagnostico/terapeutiche sono solo alcune delle linee di ricerca condotte dall’IRCCS - CROB che hanno consentito all’Istituto di raggiungere la notorietà scientifica attuale.

Su quali settori scientifici si concentrerà l’attività di ricerca dell’istituto nei prossimi anni?
L’attività di ricerca del CROB proseguirà nei prossimi anni in questa direzione con l’obiettivo di portare sempre più le implicazioni della caratterizzazione genetico-molecolare dei tumori nella routine clinica garantendo ai singoli pazienti la terapia ottimale per la propria malattia. Il Centro è impegnato in diversi progetti in quest’ambito all’interno di Alleanza Contro il Cancro, la Rete degli IRCCS oncologici fondata nel 2002 dal Ministero della Salute. Contemporaneamente, continueranno gli studi tesi a identificare i meccanismi molecolari responsabili dello sviluppo tumorale e, parallelamente, i fattori di rischio che possono permettere di identificare precocemente i soggetti a rischio. Un altro ambito nel quale prevediamo di impegnarci nel prossimo futuro, è quello della cosiddetta Radiomica che si pone come obiettivo di convertire in dati numerici diversi tipi di immagini (come TC, RM, TC-PET, fluoroangiografie o ecografie) per estrapolare informazioni utili per i pazienti. 

Quale relazione esiste tra l’attività di ricerca condotta e l’attività clinica che abitudinariamente viene condotta nell’Istituto? Le due cose sono profittevolmente contaminate?
È ben risaputo che dove si fa ricerca la cura è migliore ed è lo stesso Ministero, che agli IRCCS si affida per portare l’innovazione nella pratica clinica, a vigilare per garantire che la ricerca degli IRCCS sia finalizzata all’interesse pubblico con una diretta ricaduta sull'assistenza del malato. Non dimentichiamo che il CROB è innanzitutto un luogo di “ricovero e cura” e la ricerca che qui si svolge è una ricerca di tipo “traslazionale” che mira a rispondere a quesiti ed esigenze cliniche e i cui risultati sono rapidamente implementati nella pratica clinica. Il Centro, inoltre, svolge un'intensa attività di “ricerca clinica” partecipando a sperimentazioni e studi clinici che favoriscono il coinvolgimento dei pazienti e il loro accesso ai farmaci più innovativi. 

Ritiene che le nuove tecnologie digitali giocheranno un ruolo nell’immediato futuro sul settore salute, in particolare quello oncologico?
Le nuove tecnologie digitali stanno già giocando, e lo faranno sempre più, un ruolo importante nel settore della salute. Si pensi allo sviluppo della telemedicina e la possibilità di utilizzare sensori per il monitoraggio remoto dei pazienti, alla robotica e automazione in sala operatoria che ormai permettono anche l'intervento in remoto dei chirurghi. L’automazione svolge un ruolo importante anche nei laboratori di ricerca e in quelli di diagnostica, permettendo la condivisione in rete dei dati di un paziente compreso il cosiddetto “vetrino digitalizzato” con la possibilità di condivisione delle informazioni tra gli operatori sanitari a distanza.

Esistono margini di miglioramento sull’impatto che le attività condotte dall’IRCCS - CROB possono avere sul territorio e sulle politiche regionali?Sicuramente. Ma dipende molto dal ruolo che la Regione vorrà concretamente attribuire al CROB all’interno del Sistema Sanitario Regionale. L’auspicio è che si possa realizzare al più presto la Rete Oncologica di Basilicata con l’affidamento al Centro del coordinamento di tutte le attività ad elevata qualificazione e della organizzazione dell’oncologia sul territorio. L’implementazione della Rete Oncologica permetterebbe la realizzazione di una rete di servizi in grado di prendere in carico il paziente fin da prima della diagnosi oncologica e seguirlo in modo efficace per tutto l’iter diagnostico-terapeutico. Una simile organizzazione garantirebbe a tutti i cittadini lucani equità di accesso alle cure oncologiche consentendo di abbattere i tempi di attesa diagnostici e terapeutici e di limitare la migrazione sanitaria. 

Ritiene sia possibile o utile valorizzare ulteriormente le eccellenze di ricerca e le singole professionalità che lei coordina? In questa direzione, in che modo vede la collaborazione tra IRCCS - CROB e T3 Innovation?
Io spero sicuramente di riuscire a valorizzare ulteriormente le professionalità presenti al CROB e, in quest’ottica, stiamo attivando delle convenzioni con altri Istituti di ricerca sia nazionali che stranieri. La collaborazione con T3 Innovation è utile per supportare e rafforzare le attività di ricerca condotte al CROB anche attraverso il trasferimento tecnologico. Inoltre, T3 Innovation può supportare i ricercatori del Centro a partecipare a bandi di ricerca nazionali ed internazionali e a trovare potenziali partner interessati a collaborare nell’attività di ricerca o allo sfruttamento di un brevetto.

Infine, T3 Innovation sta fornendo un importante supporto per la gestione documentale di tutti i dati relativi alle ricerche in corso dando ai ricercatori la possibilità di archiviare e consultare i documenti e i dati prodotti in modo ottimale. Questo consente anche un miglior monitoraggio in tempo reale di tutte le attività di ricerca e la possibilità di attuare immediatamente eventuali correttivi.

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