Domenica, 18 Aprile 2021

Perchè il settore Aerospazio è cruciale per i destini industriali dell’Italia e dell’Europa

Di seguito l’editoriale del quinto numero della rivista "Knowledge Transfer Review" di T3 Innovation, dedicata all'Aerospazio, a cura di Bruno Carapella

A seguito dell’importante evento sul tema aerospazio tenutosi a Potenza il 13 settembre scorso, che ha visto protagonisti ospiti di rilievo internazionale come l’astronauta ESA Samantha Cristoforetti, Giovanni Caprara, responsabile della redazione scientifica del Corriere della Sera e Serafino D’Angelantonio, Presidente e CEO di Airbus Italia, proponiamo l’editoriale del quinto numero della rivista "Knowledge Transfer Review" di T3 Innovation a cura di Bruno Carapella, esperto internazionale di innovazione sociale, organizzativa e sviluppo territoriale. Partendo da una panoramica sui principali tratti che caratterizzano il settore aeronautico/aerospaziale, il lettore viene introdotto all’approfondimento di interessanti aspetti del settore aerospace sullo stato “as is”, le sfide, i trend tecnologici e le best practices nazionali e internazionali ad esso legate.

L’industria aerospaziale è ritenuta, ovunque, nel mondo, un comparto di valenza strategica e di rilevanza nazionale. Infatti, è considerata un settore trainante per l’economia, non solo in via diretta, per esempio nel settore delle telecomunicazioni e dell'osservazione della Terra, ma anche in via indiretta, per l’impatto economico positivo che le produzioni di missili e satelliti hanno in vari settori tecnologici di punta, ad esempio nanotecnologie e nuovi materiali.

I risultati che emergono dalle analisi comparate sono molto significativi in tal senso: livello e integrazione delle tecnologie ed effetti indotti di relativi spill-over, intensità degli investimenti in R&S, importanza delle collaborazioni internazionali, qualificazione e specializzazione delle risorse umane, propensione all'export che contribuisce al saldo positivo della bilancia commerciale, effetto moltiplicatore degli investimenti sull'economia. A tale proposito, alcuni studi economici internazionali come Oxford Economics, hanno evidenziato l'effetto moltiplicatore degli investimenti in ambito aerospace: infatti, per ogni euro investito nel comparto, si determina una crescita di ricavi e addetti, incluso l’indotto, pari a due volte e mezzo.

Negli ultimi trent’anni, sull’industria aeronautica/aerospaziale si sono scatenati nazionalismi e protezionismi di ogni sorta. Salvo poi verificare che la supply chain di questo settore è quanto di più globalizzato esista e che la catena del valore non si presta a relazioni gerarchiche quanto ad una struttura reticolare propria del network internazionale.

In questo ambito, possiamo disegnare alcuni tratti comuni che caratterizzano il settore aeronautico/aerospaziale a livello internazionale: l’esistenza di un mercato ristretto, di un break even complesso e di investimenti in R&S corposi induce i produttori a costruire alleanze o a strutturare relazioni e reti; la dimensione degli investimenti e la problematicità del cash flow sono accentuati dai tempi di ritorno degli investimenti mediamente lunghi; il confine tra produzioni destinate alla difesa e produzioni per uso civile è labile, soprattutto se pensiamo alla ricerca applicata e ai componenti di base. Questo genera nel settore una forte dipendenza dalla public demand; le attività spaziali sono per loro natura interdisciplinari, internazionali, multisettoriali e sulla frontiera della conoscenza.

Dal 1960 in poi, il nostro Paese ha assunto un ruolo importante nel settore aeronautico prima, e aerospaziale poi, in ambito europeo. L’Italia ha avuto una posizione preminente nello scenario europeo e mondiale. Siamo stati il terzo Paese, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, a lanciare in orbita un satellite nel 1964 dalla base “San Marco” in Kenya. E ancora, l’Italia è uno dei pochi Paesi che hanno capacità di sviluppare satelliti, di metterli in orbita e gestire i servizi connessi. Siamo tutt’ora il quarto produttore europeo e il settimo nel ranking mondiale. Inoltre, l’Italia è tra i Paesi fondatori dell’ESA e partecipa ai programmi con un contributo scientifico, industriale e monetario.

Le nostre aziende, a cominciare dal gruppo Leonardo-Finmeccanica, rappresentano una realtà importante del mercato europeo e mondiale capace di competere per know how e qualità sui mercati internazionali. Il comparto occupa oltre 50.000 addetti e ricercatori diretti (oltre a tecnici e ricercatori impegnati in consociate estere di proprietà italiana), producendo un volume di affari complessivo pari a 16 miliardi di euro l’anno. Si tratta prevalentemente di aziende di piccole-medie dimensioni ad elevato contenuto tecnologico.

Le imprese del settore investono molto in innovazione, ricerca e sviluppo, circa il 13% dei ricavi; questo significa anche che è elevato il numero dei brevetti registrati, mediamente, negli ultimi 10 anni, 8,5 per impresa rispetto a una media di 1,5 registrato dalle imprese italiane del manifatturiero e dei beni per investimento. Inoltre, è del tutto evidente l’importanza che l’industria aerospaziale e l’elettronica high tech, di supporto in Italia, assume nello sviluppo delle middle technology ad uso industriale. In altri termini, la partita dell’aerospazio è cruciale per i destini industriali dell’Italia e dell’Europa.
In questo senso, la priorità definita dalla Smart Specialization Strategy della Regione Basilicata appare coerente e necessaria. Le industrie high-tech non crescono come fiori nel deserto, ma necessitano di politiche e investimenti pubblici in grado di orientare, favorire e costruire le precondizioni per lo sviluppo.

Per queste ragioni, è auspicabile che il sistema della ricerca e dell’industria aerospaziale lucano migliori la sua capacità di integrazione regionale e rafforzi la competitività, pur con le oggettive differenze, con le traiettorie e gli sviluppi dei distretti della Campania e della Puglia, per consentire all’industria aerospaziale del Mezzogiorno di costruire un network integrato di competenze, alta specializzazione e factories in grado di competere sugli scenari globali.

Per approfondire tutte le tematiche trattate nella rivista  "Knowledge Transfer Review" dedicata all’Aerospazio è possibile scaricare il PDF gratuito QUI.


 

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