Mercoledì, 4 Agosto 2021
T3 Basilicata

Se la ricerca incontra l'innovazione: le attività progettuali del professore Ruocco

T3 accompagna il professore nel risvolto pratico del progetto Poem, dalla consulenza strategica all'individuazione di partner scientifici

Il concetto di ricerca e quello di innovazione tecnologica e digitale trovano perfetta sinergia nel lavoro di Gianpaolo Ruocco, professore alla Scuola di Ingegneria dell'Università degli Studi della Basilicata e CEO dello Spin-off accademico iBMB Srls. 

Quali linee di ricerca segue il suo gruppo?
Attualmente la maggior parte dello sforzo è focalizzato sul supporto al settore oncologico, a latere lo studio di aerodinamica efficiente nel campo automotive. Un’altra collaborazione che potrebbe ripartire presto è lo studio sull’uso dell'energia elettromagnetica per il condizionamento di materiali di interesse industriale. Il laboratorio della Scuola di Ingegneria di cui sono responsabile, si chiama Mod Pro Lab, dove oltre a ospitare i server computazionali che ci consentono la maggior parte delle nostra attività, vi è anche una sperimentazione relativa a questo tema di ricerca. 

Quali sono i risvolti pratici di queste linee di ricerca?
Sono fortunato a svolgere le mie tre attività istituzionali, ovvero didattica, ricerca e terza missione, nell’ambito comune dei fenomeni di trasporto, la disciplina che io insegno e per cui svolgo la mia attività di ricerca. I fenomeni di trasporto fanno riferimento a tutto ciò che accade attorno a noi e possa essere descritto attraverso leggi matematiche. Portando l’esempio dell’oncologia predittiva, siamo al lavoro per essere in grado di supportare oncologi, industria farmaceutica o industrie che si occupano della creazione di macchine per diagnostica per immagini. Questo porterà dei vantaggi sia nella terapia sia come minimizzazione del costo a carico del servizio sanitario nazionale. I fenomeni di trasporto in ambito automotive e aerodinamico invece possono essere uno strumento importante se ci si riferisce a supporti in grado di efficientare la percorrenza, supporti a profilo variabile che siano posizionati in varie parti della vettura e che consentano di diminuire il consumo di carburante.

Il gruppo di ricerca da quante persone è composto? Ha stretto collaborazioni con altri centri di ricerca?
Il gruppo di ricerca ha avuto negli anni una pesante decurtazione, a causa del bilancio universitario, al momento sono io soltanto, occasionalmente dei tesisti. Mentre gli altri Paesi europei hanno investito nella ricerca, in Italia si è fatto il contrario. La triste consapevolezza è che il lavoro di noi ricercatori senza sostegno andrà perso. Storicamente abbiamo stretto rapporti soprattutto con la Spagna, le Università di Udine, Salerno, Napoli e poi con il CNR di Bari e Pozzuoli.

Come nasce la collaborazione con T3 e come si sviluppa?
Avendo un doppio ruolo nei confronti dei colleghi di T3, mi sono presentato sia ricercatore che Ceo di una startup innovativa, spesso i piani di interazione si sono sovrapposti. La mia personale esperienza che mi ha motivato a fondare questa impresa è la consapevolezza che i fondi di ricerca destinati alle piccole e medie imprese potessero significativamente servire a un avanzamento anche per la nostra ricerca, in altre parole ho capito che in questo particolare momento è più efficiente lavorare da impresa.

Quali sono i progetti in divenire?
Il primo progetto è un’applicazione denominata "Living Foods", rivolta agli utilizzatori di smartphone, che ha la finalità di tenere sotto controllo il budget alimentare domestico. In questo modo il consumatore ha piena consapevolezza dei propri consumi ed è spinto ad adottare comportamenti virtuosi nella gestione del cibo acquistato e conservato a casa. I dati raccolti, inoltre, potrebbero essere utili, per esempio, al sistema della GDO per il posizionamento dei prodotti in vendita, o ai banchi alimentari e agli impianti di trasformazione degli scarti in biogas, per creare una second life dei prodotti.

Ci siamo poi occupati del settore oncologico, un tema estremamente importante: il progetto si chiama POEM - Predictive Oncology via general Engineering Modeling - un modello di combinazione di imaging diagnostico e di dati clinici con la modellazione ingegneristica finalizzato a sviluppare  previsioni semiautomatiche della dinamica istologica in tumori vascolari solidi. Non siamo dunque certamente in grado di fare diagnosi, ma di descrivere in qualunque punto all’interno di un organo malato quello che accade nel tempo, senza alcuna tecnologia invasiva, dato che le cellule del corpo proliferano con precise leggi matematiche.

Grazie ai professionisti di T3, dopo una fase approfondita di consulenza strategica funzionale ad aumentare il livello di maturità della tecnologia, è stata svolta un'importante attività di matching che ha visto la nascita di una collaborazione tra due soggetti scientifici, ovvero iBMB, il mio spin off accademico dell'Università degli Studi della Basilicata e l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture. A seguito di questo incontro abbiamo avviato una collaborazione funzionale a testare la validità del modello sulla base di dati clinici.  T3 Innovation, inoltre, ci ha supportati nell'individuazione soggetti europei per la costituzione di cordate di partenariato utili a candidare call H2020. Inoltre, il materiale fornitomi dai consulenti della struttura, come analisi di mercato, scenario tecnologico, analisi brevettuale, valutazione del TRL e molto altro, è stato prezioso per la presentazione di progetti di varia natura che hanno riscosso un ottimo successo in fase di valutazione.

Siamo stati supportati molto validamente dai consulenti di T3, affinchè le idee progettuali finora descritte non rimanessero soltanto nell’ambito della speculazione scientifica ma potessero crescere. Senza di loro non ci saremmo resi conto di tecnologie abilitanti o indici di performance per fare due esempi, mi riferisco insomma a concetti fondamentali per la strutturazione della tecnologia. La regione Basilicata finora ci ha supportato attraverso T3 e mi auguro che continuerà a farlo. 

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