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Martedì, 4 Ottobre 2022
T3 Basilicata

Sistemi agroforestali e legname di pregio: la ricerca del gruppo del professore Todaro

Il gruppo di ricerca ha interagito con T3 Innovation in diverse occasioni: per ricerche di anteriorità brevettuale, per matching con aziende del territorio e in merito ad approfondimenti scientifici

Il professore Luigi Todaro, ricercatore alla Scuola di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università degli Studi della Basilicata, vanta un’esperienza trentennale nello studio e sperimentazione in sistemi agroforestali complessi finalizzati alla produzione di legname di pregio. L’attività di ricerca offre innumerevoli risvolti applicativi di natura industriale, per tale ragione, nel corso degli anni, il prof. Todaro ha avuto modo di attivare diverse partnership e collaborazioni anche a livello internazionale. L’abbiamo intervistato per ripercorrere insieme i momenti più significativi della sua attività e per farci raccontare quali sono i progetti in cantiere per il futuro.
 
Prof. Todaro, quali linee di ricerca segue il suo gruppo? 
La nostra attività di ricerca si rivolge principalmente allo studio dei rapporti fra settore foreste, ambiente e prodotti ottenibili, focalizzandosi sulle implicazioni per la gestione sostenibile delle foreste e sulla definizione di metodi per la valorizzazione delle produzioni legnose. In particolare possiamo distinguere tre filoni principali: il primo si basa sull’impiego di metodi avanzati per il miglioramento e l’ottimizzazione delle utilizzazioni forestali, mi riferisco per esempio all’uso di immagini satellitari per la gestione del territorio che integra attività di prevenzione e monitoraggio delle risorse, o l’utilizzo di macchinari per l’esbosco del legname.

Un ulteriore ambito della nostra ricerca si concentra sulla conversione degli scarti agricoli legnosi provenienti da foreste o da frutteti in materie prime utilizzabili nei diversi settori industriali, in particolare per la produzione di pannelli truciolati da poter utilizzare nel settore edile e nel settore arredamento. Il nostro obiettivo è quello di proporre alle aziende della filiera legno (industriali, forestali, agrarie, alimentari), prodotti in grado di garantire un'elevata attenzione all'origine dei componenti utilizzati, un elevato grado di sostenibilità e rispetto per l’ambiente.

Il terzo filone della nostra attività si concentra sugli effetti dei trattamenti termo-igrometrici sulle proprietà chimiche, fisiche e meccaniche del legno. Abbiamo sottoposto a termotrattamento, un procedimento naturale di essiccazione del legno finalizzato al miglioramento delle proprietà fisiche e meccaniche, alcuni residui legnosi di provenienza lucana (cerro, castagno, pino, pioppo, ontano, faggio e cedro). Le sperimentazioni condotte hanno evidenziato che tali trattamenti possono migliorare sensibilmente la qualità del legno come per esempio la nervosità, la discromia e la durabilità di alcune specie. 

In termini pratici, quali vantaggi hanno le sue attività di ricerca nel comparto produttivo?
La possibilità di utilizzare tecnologie innovative come il termovuoto per il miglioramento delle caratteristiche tecnologiche del legno consente di creare prodotti industriali con peculiarità differenti rispetto a quelli attualmente presenti nel mercato, incrementando così il valore competitivo, con importanti ricadute sul tessuto produttivo regionale. Aspetti innovativi legati al legno consentono, inoltre, di ottenere prodotti secondari con un elevato potenziale economico, come gli estrattivi. Gli estrattivi naturali potenzialmente ricavabili dal legno, prima che questo sia utilizzato in vari settori industriali o per produrre energia, hanno infatti una grande rilevanza dal punto di vista scientifico. Il “naturale-biologico” è diventato oggetto di grande interesse, sia da parte del consumatore che da parte degli operatori del settore industriale del legno (ad esempio per la formulazione di vernici e adesivi), estendendosi anche ad altri ambiti applicativi, come per esempio quello cosmetico e nutraceutico.

Quante persone compongono il suo gruppo di ricerca? Ha già attive relazioni nazionali o internazionali con gruppi con cui collabora?
Il nostro team di ricerca è costituito da me e dal Prof. Nicola Moretti, dalle dottorande di ricerca Maria Roberta Bruno e Valentina Lo Giudice e dai collaboratori esterni Paola Cetera e Angelo Rita. Il gruppo dispone di due laboratori dove vengono svolte le attività di ricerca, le tesi sperimentali e le esercitazioni dei corsi di laurea. Inoltre, per l’attività di ricerca spesso ci avvaliamo del supporto di ditte esterne che si occupano di lavorazione del legno e di laboratori afferenti a diversi Dipartimenti Unibas. 

Al momento sono attive diverse collaborazioni internazionali dell’ambito della ricerca, ufficializzate da accordi Erasmus con l’Università di Praga (Rep. Ceca), Zagabria (Croazia), Brasov (Romania) e Postdam (Polonia). Nelle diverse sedi 4 dottorandi di ricerca operanti nel settore del legno svolgono il loro percorso formativo in collaborazione tra le sedi.

In questo suo percorso, come T3 Innovation le è stato utile e su quali aspetti?
Il mio gruppo di ricerca ha interagito con T3 Innovation in diverse occasioni: abbiamo richiesto il supporto degli Innovation Advisor della struttura per effettuare ricerche di anteriorità brevettuale i cui risultati sono particolarmente incoraggianti, infatti non essendo state riscontrate antecedenze brevettuali, il nostro gruppo di ricerca ha la possibilità di intraprendere un percorso di tutela della proprietà intellettuale. In due occasioni, inoltre, siamo stati intercettati come partner tecnico-scientifici e coinvolti in matching con aziende del territorio per la possibile nascita di progetti sulla valorizzazione degli scarti di natura legnosa. Infine siamo stati coinvolti nella realizzazione di un approfondimento scientifico sui prodotti secondari del legno, come garanzia di sostenibilità e valorizzazione della materia prima legnosa, all’interno di un’interessante pubblicazione realizzata da T3 Innovation sul tema della Bioeconomia.

Come vede la sua attività nel prossimo futuro? Quali sono i prossimi step che intende perseguire?
La crescente richiesta di materie prime legnose del settore industriale, impone l’acquisto d’ingenti quantitativi di legname importati da paesi Europei ed extra Europei, poiché i boschi italiani, pur avendo un’estensione notevole, producono prevalentemente assortimenti di scarso valore commerciale. Occorre una concreta programmazione dei principali attori del sistema (Istituzioni Locali ed Industria), volta alla valorizzazione di specie forestali che presentano caratteristiche tecnologiche idonee all’utilizzo industriale. 

In quest’ultimo decennio il gruppo di studio di Tecnologia del Legno dell’Università degli Studi della Basilicata, in stretta collaborazione con altri Enti di Ricerca ed aziende private, ha focalizzato le sue ricerche sulla valorizzazione di alcune latifoglie e conifere. I prossimi step di tale gruppo di lavoro saranno indirizzati su tre linee programmatiche essenziali: sinergia con gli enti programmatori tramite azioni mirate alla cura dei boschi così da innalzare nel tempo gli standard qualitativi e tecnologici delle specie legnose dell’Italia Meridionale; migliorare i rapporti con le aziende del tessuto produttivo appartenenti ai settori foresta-legno e  legno-arredo; proseguire nell’attività di ricerca su scarti legnosi provenienti sia da foreste sia da frutteti, aventi un bassissimo valore economico, al fine di creare prodotti industriali di pregio.
 

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