Sabato, 24 Luglio 2021
Alberto Berlini

Opinioni

Alberto Berlini

Giornalista Today

L'emozione di un abbraccio

Resterà tra le immagini simbolo di Euro 2020: l'abbraccio tra il commissario tecnico degli Azzurri Roberto Mancini e il capodelegazione Gianluca Vialli. La prima volta dopo il gol di Chiesa, il bis dopo il raddoppio di Pessina.  Un abbraccio che ha emozionato gli italiani incollati alla televisione per la partita con l'Austria. Un abbraccio che arriva a più di un anno da quando nel marzo 2020 l'allora presidente del consiglio Giuseppe Conte da quella stessa televisione aveva preannunciato agli italiani l'emergenza coronavirus: "Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e per correre più veloce domani". 

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Ecco forse perché in quell'abbraccio che per troppo tempo ci siamo negati ha risvegliato i sentimenti degli italiani. Ancor più iconico perché arriva tra due personaggi amatissimi, i gemelli del gol come sono ricordati i due bomber che 29 anni fa in quello stesso stadio di Wembley sfiorarono la vittoria della Coppa dei Campioni con la Sampdoria.   

mancini vialli euro 2021-2

Nel 1984 quando Vialli raggiunse Mancini alla Sampdoria: a Genova nessuno poteva aspettarsi che da quell'incontro sarebbe inizata una marcia trionfale verso lo scudetto. Ma quei due ragazzi, appena ventenni, avevano portato qualcosa in quella squadra che nel calcio non ha prezzo: amicizia, rispetto, fedeltà, altruismo, i nostri valori. "Ci sentivamo una famiglia" ebbe a dire Mancini ricordando quelle stagioni. La Sampdoria Campione d’Italia del 1991 è il classico sogno di ogni tifoso innamorato del calcio.

Oggi è pertanto ancora più bello rivederli su quel campo mentre Gianluca Vialli combatte la sua partita più dura, quella contro la malattia. È forse tutto ciò di cui l’Italia oggi ha bisogno: sportivamente per dimenticare la clamorosa esclusione al mondiale del 2018. Ma anche nel cuore di tutti noi per lasciarci alle spalle mesi terribili in cui non abbiamo aspettato altro che riabbracciarci.

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