Lunedì, 26 Luglio 2021
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Allegri, il futuro è bianconero: "Resto"

La percentuale di restare alla Juve è "altissima, ma non ho mai avuto dubbi"

La Juve guarda al futuro, domani si appresta a congedarsi dal campionato, settimo tricolore vinto e festa per Gigi Buffon che celebra l'ultima con la maglia biaconera.

L'addio di Buffon

"Domani, per tutti, ma per Gigi in particolare, è una giornata storica perchè dopo 20 anni lascia la Juventus e quindi domani penseremo a festeggiare. Poi ci penserà lui e saprà cosa fare" è il pensiero di Massimiliano Allegri. 

Allegri annuncia: "Resto"

Il tecnico poi sgombra da equivoci il suo futuro. La percentuale di restare alla Juve è "altissima, ma non ho mai avuto dubbi. La settimana prossima ci incontreremo con la società per pianificare quelli che saranno i programmi e capire cosa la società vuole fare per rendere competitiva la Juventus anche l'anno prossimo, come la società ha sempre fatto". Poi l'omaggio a Buffon: "Vederlo allenarsi è sempre un piacere, vederlo parare ancora di più, perchè rende tutto facile quello che a volte per gli altri spesso è difficile". 

Ormai la Juve è casa sua

Quattro anni di Juve per Allegri, quattro scudetti, quattro aggettivi: "il primo anno è stato l'anno della consapevolezza, la squadra era data come una squadra che non aveva più stimoli, invece è cresciuta molto in autostima, soprattutto a livello europeo, Il secondo quello della tenacia: siamo partiti in fondo alla classifica e si cascava dal giornale. C'è stata una rimonta incredibile, dove la squadra ha fatto 25 vittorie su 26 irripetibile; il terzo quello della costanza perchè siamo partiti e siamo arrivati in testa. Mentre questo è stato quello più bello. Questo è stato quello dell'orgoglio. Perchè abbiamo duellato molto col Napoli ma non si può paragonare una squadra che vince quattro scudetti, quattro coppe Italia, due finali di Champions, con una squadra che ha fatto grandissime cose, grandissimi risultati, ma non ha giocato neanche una finale. Questa quindi è solo mancanza di rispetto, per chi non fa i complimenti a quello che hanno fatto questi straordinari ragazzi". Poi rivendica: "in 4 anni abbiamo cambiato tutte le formazioni del mondo, ho fatto un po' di casino tante volte, ma ogni tanto poi l'abbiamo riaggiustata".

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Lichtsteiner e Asamoah sono ai saluti: "Ogni tanto i giocatori sono scontenti quando vanno in panchina, ma comunque quelli che devono rimanere alla Juventus devono sapere che il 9 luglio, il 7 luglio, quando la Juventus ripartirà saremo pronti per dover fare un'altra annata a livelli importanti, altrimenti è giusto che chiedano di andare via". Meriti personali? "Quelli sono dei ragazzi. Io mi diverto molto, anche nei momenti più difficili... nei momenti difficili mi diverto di più. Nel momento in cui le cose diventano monotone, io lì perdo un po' di quella che è la mia caratteristica credo migliore, quella dell'arrangiarsi nel momento di confusione, di casino e di tensione. Lì è il momento che mi diverto. La cosa che mi fa più arrabbiare è mettere in discussione quello che ha fatto una squadra in questi 4 anni, per non parlare dei 3 precedenti. Nello sport quando si vince bisogna solo fare i complimenti".

"Ambiente straordinario"

"Dopo Napoli, ero praticamente un inadeguato a fare l'allenatore, perchè giustamente avevamo perso e in quel momento tutti avevano dato lo Scudetto al Napoli, perchè aveva un calendario migliore, perchè erano in forte ascesa. Ma lì è stata la settimana più bella della stagione, dove i ragazzi sono stati straordinari, tutto l'ambiente è stato straordinario a mantenere l'equilibrio, avere la convinzione che comunque un colpo loro l'avrebbero perso. E fortunatamente l'hanno perso a Firenze, che era l'unico dove potevano perderlo". Poi racconta la differenza tra le sue Juventus: "Il primo anno, con i tre dietro, la Juve comandava meglio le partite. Il secondo anno, quello della rimonta, siamo stati meno belli ma più solidi. L'anno scorso la squadra vinceva ma si giocava male; poi abbiamo cambiato, con il 4-2-3-1. Quest'anno abbiamo giocato bene, la prima parte del campionato; poi ho cambiato, serviva più solidità e la certezza di voler arrivare in fondo. Sono momenti, quando servono certe cose serve che tu gliele dia".

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