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Venerdì, 27 Gennaio 2023
IL LUTTO

Rebellin, il campione che ha corso più di tutti

L'ex ct della nazionale italiana Davide Cassani ricorda così il ciclista veronese morto questa mattina in un incidente: "Era la passione per il ciclismo fatta persona"

"Ho corso insieme a lui per due anni, lui debuttò insieme a Marco Pantani e si è visto subito che andava forte. Nel '93 arrivai terzo a una gara in Veneto, i primi erano due ragazzi che conoscevo poco: Armstrong e Rebellin".

Davide Cassani è tra i primi a commentare la tragedia che ha sconvolto il mondo del ciclismo. Oggi, mercoledì 30 novembre, Davide Rebellin, 51 anni, è morto in strada, a Montebello Vicentino, investito da un camion che dalle prime ricostruzioni sembra non si sia fermato, forse non accorgendosi dell'impatto. "Incredibile e atroce perdere la vita così, travolto da un camion un mese dopo aver smesso di correre da professionista", dice Cassani all'Adnkronos. Poi si sofferma su quello che ha animato una carriera straordinaria, che è durata per più di 30 anni. "Davide era la passione per il ciclismo fatta persona".

La carriera

Davide Rebellin, nato il 9 agosto 1971, aveva iniziato la sua carriera nell'agosto del 1992, dove era stato fondamentale per il suo appoggio al compagno Fabio Casartelli che vinse la medaglia d'oro. Nella sua prima esperienza da pro con la GB-MG era stato compagno di squadra di alcuni nomi mitici del nostro ciclismo come Franco Chioccioli, Mario Cipollini e Franco Ballerini.

Il 2004 fu per lui un vero e proprio anno magico. In 8 giorni salì alla ribalta delle cronache sportive per aver vinto la Amstel Gold Race, la Freccia Vallone, vinta tre volte in carriera, e la Liegi-Bastogne-Liegi. Nel suo palmares spiccano anche una tappa al Giro d'Italia, dove fu anche maglia rosa e successi di tappa alla Vuelta, alla Tirreno-Adriatico e alla Parigi-Nizza.

Nel 2008 era stato anche medaglia d'argento alle Olimpiadi di Pechino, un risultato che gli era stato tolto per la positività al Cera, accusa da cui venne assolto sette anni dopo. Furono due gli anni di squalifica inflitti a Rebellin, ma, il 30 aprile 2015, il ciclista venne assolto dal Tribunale di Padova dalle accuse di doping ed evasione fiscale in quanto "il fatto non sussiste" per la giustizia ordinaria.

Il ricordo di Zaia

"Con Davide Rebellin il ciclismo veneto perde una delle sue figure storiche, un esempio di atleta e di uomo andato ben oltre la sua pur strepitosa carriera agonistica. Spero che il suo esempio di passione possa essere seguito dai ragazzi che, a vario livello, si cimentano con lo sport del pedale. Lo sport veneto per antonomasia".

Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ricorda il campione veronese morto oggi in un incidente stradale mentre era in sella alla sua bicicletta. "Il dramma di Davide lascia un segno profondo in tutti noi, in chi ama lo sport, in chi ha visto in lui il campione da sostenere sempre e comunque. Alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo le mie più sentite condoglianze", prosegue Zaia.

"Rebellin, nonostante i suoi 51 anni si era ritirato da poco dal professionismo, esempio più unico che raro di longevità. Anche così ci ha dato il segno del suo immenso amore per quella bicicletta con la quale ha scritto pagine indimenticabili del ciclismo internazionale, nazionale e veneto".

"Non ci sembrava il momento giusto. Questo è un momento che ci deve far riflettere su ciò che sta accadendo sulle strade in Italia, e avere un momento di ricordo", ha detto il direttore del Giro d'Italia, Mauro Vegni, che oggi doveva presentare la nuova Maglia Rosa per il Giro 2023. L'evento è stato annullato.

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