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Martedì, 25 Gennaio 2022
Marco Drogo

Opinioni

Marco Drogo

Web Editor Today e TorinoToday Today

Alberto Tomba incantava gli italiani: ma grazie alle ragazze stanno tornando i tempi d’oro

“Non c'è nulla che possa regalare le stesse emozioni dello sci. Il bello è quando esci al mattino dopo una nevicata notturna, e sali sulla montagna e vai nella neve fresca. Sei a duemila metri e respiri l’aria pura, sei in mezzo alla natura. Non so dire, ma sento che ogni volta qualcosa mi rinasce dentro”. Firmato  Alberto Tomba.

Una vera e propria rinascita. È quella che riesce a portare un campione al suo sport. Arriva all’improvviso in una domenica vincente dove il talento trova finalmente quel risultato atteso per anni.

Tomba la bomba esplose con un’energia prorompente grazie al suo stile unico nelle prove tecniche e il suo essere così aggressivo in pista quanto estroverso fuori.

La prima vittoria la ottenne il 27 novembre 1987 partendo con il pettorale numero 25 nello slalom gigante e annunciò che avrebbe vinto anche due giorni dopo nello slalom speciale: impresa che riuscì contro il grande Ingemar Stenmark. Fu l'inizio di una leggenda che si diffuse in ogni angolo del globo dove divennero celebri le seconde manche vinte in recupero o le gare dominate in entrambe le manche.

Tomba fu un vero e proprio personaggio che dal 1986 al 1998 riuscì a incantare gli italiani con 50 vittorie in Coppa del Mondo tra cui la vittoria della coppa di cristallo nel 1995 e otto coppe di specialità, due ori olimpici in slalom gigante a Calgary 1988 e ad Albertville 1992, che lo fecero diventare il primo atleta a vincere nella stessa specialità dello sci alpino per due edizioni consecutive, l'oro olimpico in slalom speciale a Calgary 1988 e due ori, in slalom gigante e in slalom speciale, ai Mondiali del 1996 a Sierra Nevada.

Guardare lo sci, che vantava un seguito di milioni di spettatori e praticarlo sempre di più, provando a emulare in qualche modo le gesta del campione nato in città a Bologna e capace di conquistare le montagne, divenne sempre più abituale tra gli italiani che la domenica seguivano le imprese di Alberto e che interruppero anche il Festival di Sanremo per vedere il suo trionfo olimpico.

Grazie a lui l’Italia tornava a vivere, in una ribalta decisamente più mediatica, la sua dimensione di potenza degli sci in cui anni prima aveva vantato grandi campioni come Gustav Thoeni, 4 volte vincitore della Coppa del Mondo tra il 1971 e il 1975, Pierino Gros, Claudia Giordani, Maria Rosa Quario, Daniela Zini, Paoletta Magoni.

Negli anni d'oro di Alberto brillò la stella di Deborah Compagnoni che fu la prima atleta nella storia dello sci alpino ad aver vinto 3 medaglie d’oro in 3 edizioni diverse delle Olimpiadi (supergigante a Albertville 1992, gigante a Lillehammer 1994 e Nagano 1998) e l’Italia si esaltò anche per le vittorie a tutta velocità di Kristian Ghedina e di Isolde Kostner. 

Da qualche anno l'Italia è tornata a sognare con le azzurre dello sci che, sperando che siano di ispirazione anche per i colleghi uomini, stanno ottenendo grandi risultati che stanno meritando sempre maggior attenzione e ne dovrebbero avere ancora di più. 

Sofia Goggia quest'anno, grazie anche alla riforma del calendario che prevede lo stesso numero di gare per le discipline veloci e quelle tecniche, non nasconde le sue ambizioni e vuole puntare alla Coppa del mondo, a bissare la medaglia d'oro ottenuta in discesa libera a Pyeongchang 2018 e a disputare delle grandi Olimpiadi a Pechino 2022 dove sarà portabandiera.

Obiettivi importanti proprio come quelli di Federica Brignone che nel 2020 è diventata la prima donna italiana a vincere la Coppa del Mondo.

 Le due atlete di punta dello sci italiano sono pronte a trainare il resto del movimento per rendere indimenticabile il 2022. L’appuntamento olimpico potrà far tornare a far brillare lo sci di un meraviglioso color oro che incanterebbe nuovamente l’Italia.
 

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