Venerdì, 30 Luglio 2021
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Juve, biglietti e criminalità: Andrea Agnelli inibito per 12 mesi dal tribunale della Figc

Un anno di inibizione e ammenda di 300 mila euro per la Juve. E' la sentenza del Tribunale della Federcalcio nel processo al presidente Agnelli per i rapporti non consentiti con i tifosi. La Procura federale aveva chiesto 30 mesi e 2 turni a porte chiuse

Il tribunale Federale, sezione disciplinare, della Federazione Italiana Giuoco Calcio ha condannato Andrea Agnelli, presidente della Juventus, a un anno di inibizione e 20mila euro di ammenda. La sentenza si riferisce al processo al dirigente juventino per i rapporti non consentiti con i tifosi ultrà. Per la Juvenuts, ammenda di 300mila euro. L'inchiesta nata sul bagarinaggio e sui legami con la 'ndrangheta

Juventus, processo ultrà: la sentenza

 Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, "nulla ha fatto per evitare il perpetrarsi di gravissime condotte. L'intero management era votato a ricucire i rapporti con gli ultras e ad addolcire ogni confronto con i Club, al punto da favorire concretamente ed espressamente le continue richieste di agevolazioni così da rendersi disponibili a scendere a patti pur di non urtare la suscettibilità dei tifosi, il cui livore avrebbe comportato multe e sanzioni alla Juventus.

Rapporti non ortodossi per garantire ordine pubblico

Secondo quanto scritto nella sentenza l'inchiesta ha appurato come agli ultras venivano destinati "biglietti e abbonamenti, anche a credito e senza previa presentazione dei documenti di identità dei presunti titolari, in violazione delle disposizioni di norme di pubblica sicurezza".

Una circostanza definita "preoccupante, anche in ragione del fatto che non sono stati fenomeni sporadici e occasionali". "Le vicende contestate assurgono a vero e proprio 'modus operandi' - scrive la sezione disciplinare del tribunale federale nazionale - per un lunghissimo arco di tempo ed hanno trovato la loro conclusione non già a seguito di un volontario cambio di rotta societario, ma esclusivamente per l'avvenuta conoscenza delle attività di indagine della Procura della Repubblica di Torino.

Escluso invece che la dirigenza fosse a conoscenza della circostanza che i beneficiari dei ticket fossero dediti al bagarinaggio ovvero fossero esponenti della criminalità organizzata.

Oltre tutto la nuova struttura (Juventus Stadium) - spiega il Tribunale - necessitava di un preconfezionato ordine gestionale delle curve al cui interno avrebbero dovuto albergare tutti i tifosi più "caldi", in modo tale da avere la immediata percezione di cosa stesse accadendo sugli spalti.

Rigettate le eccezioni preliminari ha accolto parzialmente il deferimento proposto dal Procuratore Federale e, per l'effetto, in parziale ridefinizione delle richieste formulate ha disposto le seguenti sanzioni: Andrea Angelli, anni 1 di inibizione e 20mila euro di ammenda; Francesco Calvo, anni 1 di inibizione e 20mila euro di ammenda; Stefano Merulla, anni 1 di inibizione e 20mila euro di ammenda; Alessandro Nicola D'Angelo, anni 1 e tre mesi di inibizione e 20mila euro di ammenda".

Così la sentenza del tribunale Federale in una nota della Figc. La Procura federale aveva chiesto 30 mesi di inibizione per il presidente e due turni a porte chiuse per la società.

"Confidavamo nel proscioglimento del presidente, ovviamente la sentenza ci delude, anche se ha ridimensionato le accuse della Procura" ha detto Franco Coppi, legale del presidente della Juventus. "Certamente presenteremo l'appello, ora parlerò della sentenza con il mio collega Chiappero e con il presidente Agnelli".

Giuseppe Pecoraro, procuratore federale della Figc accusa Agnelli: "La responsabilità è in primo luogo del presidente della società"

Leggi anche: "Capo ultrà della Juventus suicida era infiltrato dei servizi segreti"

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