Giovedì, 29 Luglio 2021
Sport

ANIF: lo sport che cambia

ANIF – Eurowellness (Associazione Nazionale Impianti sport e Fitness) è l'associazione di categoria leader per gli impianti sportivi in Italia

Il match con il Rimini Wellness, la fiera leader in salute, sport e benessere è oramai un must degli appuntamenti annuali di fitness e wellness per ANIF – Eurowellness (Associazione Nazionale Impianti sport e Fitness), associazione di categoria leader per gli impianti sportivi in Italia.

Il Rimini Wellness che si è tenuto sulla riviera romagnola a Rimini Fiera è stato un appuntamento must non solo per gli addetti al settore ma anche per gli appassionati che hanno visitato gli stand, una fiera dove il fitness si vive e si osserva senza perdere il mood “active”. È una filosofia questa che ANIF porta avanti dal 1996, 20 anni compiuti il 21 ottobre 2016, dedicati allo sport, dilettantistico e non. Da allora, il presidente Giampaolo Duregon, il vice Gianfranco Mazzia e lo staff dell’Associazione si occupano di rappresentare e tutelare, sul piano gestionale, normativo, amministrativo e fiscale, titolari e responsabili di centri sportivi. 

La mission di ANIF va oltre: negli anni si è affermata come interlocutore di riferimento con le istituzioni incaricate di promuovere l’attività sportiva come prevenzione e tutela della salute dei cittadini, concetto oramai condiviso sul piano medico, sociale e sportivo come la stessa OMS non si stanca di dichiarare. L’attività di sensibilizzazione sociale e istituzionale sul benessere e la prevenzione delle malattie croniche è una parte essenziale della mission, che ANIF promuove in Italia e all’estero, attraverso la partnership con EuropeActive, organizzazione volta alla promozione di fitness e salute in Europa. 

Anche quest’anno ANIF ha tenuto il convegno al Rimini Wellness, un evento seguito da decisori, trainer, manager e imprenditori in Italia grazie alla presenza di speaker prestigiosi, tra cui, attesissimo, Luca Lotti, Ministro dello Sport. E' stata la legge per la riforma dello sport dilettantistico e i relativi aggiornamenti parlamentari, il tema centrale. 

La legge, proposta da ANIF e depositata presso la VII° Commissione della Camera con la firma dell’On. Daniela Sbrollini, il 28 giugno 2016, nasce dal dialogo con i vertici istituzionali, costruito negli anni, ed è stato veicolo di affermazione di istanze cruciali nel settore. Il lungo lavoro di dialogo formale con Agenzia della Entrate, Ministeri del Lavoro, delle Finanze e della Salute, ENPALS, INPS, SIAE e Confindustria ha visto emergere un’esigenza da sempre negata al mondo dello sport dilettantistico, al lordo di leggi che si sono avvicendate senza riuscire dare cittadinanza chiara allo sport in Italia, in bilico tra profit e no profit.

Fare chiarezza è l’obiettivo di questa legge quadro per lo sport che mira a due obiettivi chiave.
Fornire un quadro normativo chiaro per le società e associazioni sportive che le tuteli nella gestione della propria attività sportiva di base, agonistica, olimpica ed amatoriale, in quanto finalizzata soprattutto al benessere psico-fisico del cittadino. 
Permettere anche allo sport di contribuire all’erario statale attraverso il pagamento di tasse, seppur con aliquote privilegiate, con il doppio beneficio del gettito e del risparmio sanitario generato da una popolazione sana e attiva. 
Il perno della legge è: il riconoscimento della SSD, Società ordinaria sportiva dilettantistica con fini di lucro, in aggiunta alle ASD e SSD, già esistenti. È una srl che, per l’alto valore sociale, didattico, salutistico, sportivo delle attività svolte, beneficerebbe di alcune agevolazioni tributarie, di entità inferiore a quelle di cui godono le attuali associazioni sportive e società sportive dilettantistiche, ma senza il vincolo della indivisibilità degli utili. 

Inoltre questa legge tutela istruttori ed operatori dello sport, in genere, con contratti a tempo determinato normati e versamenti dei contributi previdenziali. Senza dimenticare una ricaduta strategica sul sistema – paese: l’emersione del sommerso e del lavoro nero, come ha ricordato al convegno ANIF del 12 dicembre 2016 l’On. Daniela Sbrollini, Responsabile del Settore Sport del Partito Democratico e Vicepresidente della XII° Commissione della Camera, Affari Sociali e Sanitari. 

La legge ribadisce inoltre un elemento fondamentale, di tutela per lo sport dilettantistico, spesso eluso dagli organi di controllo: il riconoscimento del CONI e l’iscrizione nel relativo Registro come esclusiva certificazione dell’attività svolta da società e associazioni sportive, una tutela definitiva dal mancato riconoscimento del loro status giuridico.
 

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