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Sabato, 28 Maggio 2022
Calcioscommesse

Chiesti 15 mesi di squalifica per Antonio Conte. La Juve: "Dittatori"

Il procuratore federale ha dichiarato "caduta definitivamente" ogni ipotesi di patteggiamento per l'allenatore della Juventus e il suo vice. Pesante la richiesta di condanna che farebbe tornare il mister in panchina solo nel 2014

Caduta definitivamente l'ipotesi di patteggiamento per il tecnico della Juventus Antonio Conte e per il suo vice Angelo Alessio. E' quanto ha dichiarato il procuratore federale Stefano Palazzi nel corso del processo sul Calcioscommesse.

Pesante la richiesta di condanna: 1 anno e 3 mesi di squalifica.

Mercoledì la Commissione Disciplinare aveva definito "non congrua" la richiesta di patteggiamento per l'allenatore della Juventus Antonio Conte.

Gli avvocati dell'allenatore avevano richiesto, al procuratore federale Stefano Palazzi, patteggiando, una pena di 3 mesi più 200 mila euro di multa.

L'istanza di patteggiamento di Conte è stata però respinta così come quelle di Savorani, Alessio (il secondo di Conte), D'Urbano, Poloni e Passoni. Motivazione: "Non sono congrue le pene".

Accolto il patteggiamento per Carobbio (4 mesi), Da Costa (3 mesi e 30 mila), Faggiano (4 mesi inibizione), Gervasoni (3 mesi), Larrondo (mesi 3 e 20 giorni + 30mila euro), Sala (2 anni), Stellini (2 anni + 50mila), Torino (-1 punto + 30mila euro), Varese (-1 punto + 30mila euro).

Guarda i video delle partite incriminate

Albinoleffe - Siena 1-0

Novara - Siena 2-2

LA REAZIONE DELLA JUVE - Un sistema "dittatoriale", del tutto "non adeguato", "paradossale" e "inaccettabile". E' il durissimo sfogo del presidente della Juventus Andrea Agnelli dopo la richiesta del procuratore Palazzi di 15 mesi di squalifica per l'allenatore bianconero Antonio Conte nell'ambito del processo calciopoli. "Constato che la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la sua giustizia sportiva - dichiara Agnelli sul sito della Juve - continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale".

"Per molto tempo e con grande senso di responsabilità - prosegue Agnelli - la Juventus e i suoi tesserati hanno mantenuto un atteggiamento sereno e coerente rispetto alle Istituzioni e rispetto ad atteggiamenti che, fin da subito, suggerivano che fosse in atto un nuovo attacco ai suoi danni e ai danni dei suoi tesserati. Le risultanze dei vari deferimenti dimostrano enormi contraddizioni e volgono alla tutela esclusivamente di chi gli illeciti li ha commessi. Questo è paradossale e non puo' essere accettato".

E ancora: "La decisione di ieri della Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC - si legge sul portale - che ha opposto un non motivato rifiuto al patteggiamento già ponderato e sottoscritto dal Procuratore Federale, è la testimonianza della totale inadeguatezza del sistema giuridico sportivo e della Federazione in seno a cui opera. Rilevo nuovamente l'incapacità di interpretare le moderne esigenze del professionismo di alto livello. Anche avendo scelto, contro ogni istinto di giustizia e con una logica di puro compromesso, la strada del patteggiamento per poter limitare i danni di una giustizia sportiva vetusta e contraddittoria, ci si scontra con un sistema dittatoriale che priva le Società e i suoi tesserati di qualsivoglia diritto alla difesa e all'onorabilità. La rispettabilità dei singoli è messa a repentaglio ed è quindi a loro che spetta la parola finale sulle decisioni da assumere, con la consapevolezza che la Juventus li sosterrà in tutti i gradi di giudizio. Sarà una stagione complessa ed impegnativa, ma la concentrazione sulle prestazioni in campo della Squadra da parte di tutto il nostro ambiente rimane alta con l'obiettivo di confermarci vincenti a maggio 2013".

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