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Domenica, 16 Giugno 2024
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Armenia-Italia, le pagelle degli Azzurri: De Rossi è il migliore

Si fatica, nonostante una partenza lanciata e un vantaggio quasi immediato

Tre gol, tre punti e qualche brivido di troppo. L'Italia torna dall'Armenia con il bottino pieno e compie un passo verso i Mondiali di Brasile 2014. Il successo per 3-1, con il gol di Pirlo e la doppietta giallorossa firmata De Rossi-Osvaldo, regala alla selezione del ct Prandelli benzina per la classifica ma non cancella dubbi e problemi: per un'ora abbondante, gli azzurri soffrono contro avversari veloci e capaci di trovare spazi contro una retroguardia non impeccabile.

PAGELLE ITALIA 

 

BUFFON 7: serata di parate strepitose. Salva in angolo subito parando la gran botta di Ozbiliz, poi nella ripresa ha l'istinto del gatto per togliere dalla porta la girata al volo di Manoyan. Impossibile, tra le due prodezze, chiedergli di bloccare anche il tiro vincente di Mikhtaryan
MAGGIO 6: trattenuto dietro, non allunga mai la falcata nonostante il suo lato non sia quello preferito dalle discese armene. Dallo scontro fortuito con Ozbiliz nasce l'azione del pari dell'Armenia, ma la discesa più bella della serata la fa lui per l'assist che El Shaarawy spreca, un attimo prima del 3-1 
BARZAGLI 6: pecca nel recupero a destra sul pari di Mkhitaryan, dopo una partita di precisione negli anticipi e nei disimpegni. Per il resto ordinaria amministrazione
BONUCCI 5: dalla sua parte si fatica parecchio. È costretto a stendere Mkhitaryan al limite, beccandosi il giallo, poi reclama un rigore per una trattenuta in area in proiezione offensiva, e probabilmente ha ragione. Ma rischia di combinarla grossa nel finale lasciandosi scappare in area Mkhitaryan
CRISCITO 5.5: spinge fino alla linea di fondo e offre a Montolivo la palla da cui nasce il rigore azzurro. Ma soffre anche parecchio, è dal suo lato che l'Armenia fa male all'Italia, complice anche un Marchisio sotto tono. Buono l'inserimento a inizio ripresa col quale sfiora il gol 
DE ROSSI 7: inizio lento, tipo diesel, poi però diventa prezioso in copertura e rilancio. Risolve col dinamismo una serata che sembrava essere di non eccessiva brillantezza e gira la partita col gol decisivo nel momento critico. Corona la rivincita dopo le polemiche 'romanistè con l'assist per il terzo gol di Osvaldo: quasi un messaggio a Zeman.
PIRLO 6.5: un gol su rigore e un assist per il 2-1. Mkhitaryan lo va spesso a disturbare, lui arretra qualche metro e smista tanti palloni e qualche lancio in meno. Ma quando lo fa è sempre preciso. Mirabile la punizione sotto l'incrocio che in apertura di incontro costringe Berezovski a un gran volo, poi dal dischetto non perdona. Dal 29' st GIACCHERINI sv. 
MARCHISIO 6: serata sottotono, e tutta l'Italia ne risente. Sulla sinistra del suo centrocampo, dove non tampona e i triangoli armeni creano sempre superiorità numerica; e negli inserimenti, spuntando le armi d'attacco. Nel secondo tempo ci mette qualcosa in più.
MONTOLIVO 6.5: corre, lotta, imposta, conclude. Lui invece è in serata, anche se gli manca la zampata finale. Come in chiusura di primo tempo, quando un pallone di Pirlo lo pesca solo in area e lui apre troppo il destro sottoporta. Dal 43' st CANDREVA sv. 
GIOVINCO 5: comincia benino, contribuendo con la sua mobilità a mettere in crisi la difesa avversaria. Ma con i minuti invece di crescere sparisce: e sbaglia anche l'aggancio sottoporta su assist di Osvaldo. La sintesi della sua serata in un minuto tra 6' e 7' della ripresa: prima il tiro sparato alto sottoporta, poi il passaggio sbagliato che dà il via a un pericoloso contropiede. Dal 15' st EL SHAARAWY 6: entra, sfiora il gol, si muove bene. Ma si mangia anche la palla del 3-1 sotto rete. 
OSVALDO 6: una bella girata in area in apertura di partita, poi tanta corsa e poca concretezza. Non dà la profondità che Prandelli chiedeva, sparisce dalla partita ma poi riappare con la girata di testa che chiude il discorso. 
All. PRANDELLI 6: Chiedeva una svolta che non è arrivata, ma era stato lucido nell'individuare nel ritmo il segreto per vincere la gara. Per 10 minuti quello dell'Italia era stato superiore e la partita poteva anche essere chiusa lì, poi sprecato lo sprecabile e ripresisi dall'emozione gli armeni, tanta sofferenza: dalla quale gli azzurri sono usciti quando lui ha inserito El Shaarawy e la squadra ha ritrovato verve e profondità. Martedì contro la Danimarca però potrebbe essere tutta un'altra storia

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