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Martedì, 30 Novembre 2021
Il caso

'Balotellate' poco etiche: 'tweet' polemico contro la Gazzetta e litigio con un cameraman di Mediaset

Davanti a cinquecento tifosi che aspettavano gli azzurri, l'attaccante del Milan ha rotto il radiomicrofono di un operatore tv: è salito sull'autobus solo dopo l'intervento della polizia

Un'altra 'Balotellata' che non può non passare inosservata. Nel tardo pomeriggio di ieri al momento dell'arrivo alla stazione ferroviaria di Napoli, Mario Balotelli si è reso protagonista di un nuovo brutto episodio, che ha inevitabilmente innervosito lo staff dell'Italia.
  
All'arrivo del Frecciarossa diretto a Salerno 500 tifosi hanno osannato tutti gli Azzurri. Soprattutto SuperMario. Non a caso campeggiava uno striscione che recitava così: "Balotelli sei la nostra bandiera, un sogno che si avvera". Mario però, infastidito dalle tante telecamere che stavano registrando, si è avvicinato all'operatore di Mediaset e, dopo aver tentato inutilmente di buttargli a terra la telecamera aggrappandosi ad una cinghia, è riuscito con il radiomicrofono, rendendolo così inutilizzabile. 

Che Balo fosse nervoso lo si era visto già ieri i mattina, quando aveva risposto con stizza alla proposta de La Gazzetta dello Sport di diventare un simbolo per la lotta alla Camorra: "Io vengo a Napoli perché il calcio è bello, tutti devono giocarlo dove vogliono e poi c'è la partita", hanno creato più di qualche imbarazzo.  

Il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete stigmatizza il tweet scritto dall'azzurro come 'simbolo' dell'anticamorra così: ''Più cautela sarebbe necessaria, ogni comunicazione viene valutata in tanti modi. Balotelli sta vivendo un momento impegnativo, però alla fine bisogno capire la pressione mediatica su lui è eccessiva''. 'Non può scrivere parole che viene interpretato in tanti modi'' dice il n.1 della Figc a 'Radio Anch'io lo sport', che non nasconde che ''solo luiè' nell'occhio del ciclone''.

''Noi siamo convinti - prosegue Abete - che Mario condivida i nostri stessi valori, al di là dell'errore di comunicazione fatto ieri. Balotelli dalle due facce, fra spogliatoio e media? Bisogna anche capire che è un ragazzo di 23 anni che puo' crescere e migliorare, ma che deve affrontare un peso mediato altissimo. Mario è un ragazzo dal carattere forte, attivo e reattivo. Ha grande personalità sia dentro che fuori dal campo''.

Questo però non toglie che il tweet di ieri sarebbe stato da evitare: ''Sono simboli della battaglia anticamorra - spiega Abete - è gente che ci ha speso una vita. Accostamenti mediatici e diventare paladino quando altri ci hanno speso una vita e' un po' eccessivo''. 

Balotelli ''deve crescere anche come uomo, i campioni sono campioni a 360 gradi, la dimensione di maturità non è solo sportiva, serve dimensione positiva come fanno Pirlo, Buffon e altri. Speriamo che la trasformazione avvenga nel più breve tempo possibile. Per Mario un'influenza, una botta assume dimensione dieci volte maggiore di altri, c'è sopraesposizione anche all'interno del gruppo, e questo non giova alla Nazionale. Ogni squadra, e anche la nazionale, deve avere comportamenti idonei''. Il Mondiale è alle porte: Prandelli riuscira a far entrare Balotelli nei canoni del suo codice etico?
 

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