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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Basket

Viaggio nella crisi della Happy Casa Brindisi, parla Vitucci: "Reagiremo"

Il coach dei pugliesi analizza il momento difficile della sua squadra: fuori dall'Europa e reduce da cinque ko in sei partite di campionato: "Ripartiamo dalle nostre certezze e proviamo correg­gere i nostri errori. Remando, come abbia­mo sempre fatto a Brindisi, tutti sempre nella medesima direzione"

Frank Vitucci e la sua Happy Casa Brindisi non stanno attraversando un momento facile, causa la recente eliminazione dalla Basketball Champions League e i cinque k.o. nelle ultime sei giornate di campionato. Il coach dei pugliesi ha analizzato i problemi della propria formazione: "Probabilmente ci sono degli errori strutturali che abbiamo commesso nella costruzione della squadra, di questo mi assumo la mia parte di responsabilità. Per ora non abbiamo fatto interventi anche perché non si è presentata la soluzione adeguata. Ne parliamo ma nella nostra cartuccera non abbiamo troppi colpi da sparare, quindi non dovremo sbagliare, ma cercare la soluzione giusta, senza farci prendere dalla fretta", ha detto al Corriere dello Sport.

Anche l’ambiente non sta vivendo benissimo questo momento: “C’è incredulità e preoccupazione, perché la nostra mancanza di continuità ha scosso i tifosi. I periodi di difficoltà nel sport esistono e vanno affrontati con coraggio. Così faremo noi”.

Le difficoltà della Happy Casa vengono accentuate da una Serie A decisamente livellata: “È un campionato equilibrato e molto difficile. Ditemi quale può veramente essere la squadra mate­rasso. Le due che sono salite dalla A2 sono false neopromosse: han­no allestito squadre di ottimo livel­lo con budget ragguardevoli. Noi non siamo né Milano né Bologna ma siamo Brindisi, come lo eravamo la scorsa stagione. Certo, leggere le parole di Recalcati (ex ct azzurro, ndr) che ci assegna il ruolo di de­lusione mi fa rabbia. Tanto quan­to l'esultanza esagerata di qualcu­no dei nostri avversari dopo la vit­toria di domenica, segno che tutti vogliono batterci certo. Ma, lo ri­peto, non siamo l'Armani e nep­pure la Segafredo”.

Ora però c’è bisogno di trovare una soluzione: “Per poter pensare di stabilizzar­ci in alto, di ripetere una stagione come quella scorsa, serviva con­fermare e migliorare ma non è stato possibile. Dobbiamo rimboccarci le maniche e metterci a lavorare duro in palestra. Ripartiamo dalle nostre certezze e proviamo correg­gere i nostri errori e crescere mentalmente. Remando, come abbia­mo sempre fatto a Brindisi, tutti sempre nella medesima direzione”.

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