Venerdì, 6 Agosto 2021
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Finale Berrettini-Djokovic: video e sintesi partita highlights. Il serbo nella storia

20esimo slam per il numero 1 del mondo, che si candida a diventare il più grande di sempre. Ma il pubblico di Wimbledon l'ha fischiato

Berrettini nel match contro Djokovic (foto Ansa)

Troppo forte Novak Djokovic. Concentrato, tignoso, feroce nel pizzicare il gesso delle righe. Puramente il migliore. Un generoso e centrato Matteo Berrettini (tds n.7) è stato battuto per 6-7, 6-4, 6-4, 6-3 nella finale di Wimbledon domenica 11 luglio dal numero 1 del mondo. Che con questa vittoria ai Championships sale a 20 slam. E' sullo stesso gradino di Federer e Nadal, ma con diversi anni in meno e una forma fisica impressionante. Già dal prossimo Us Open potrà tentare il sorpasso e avere, davvero, lo scettro di più grande di tutti i tempi. Inoltre, cercherà di vincere i 4 tornei più importanti al mondo nello stesso anno, cosa mai riuscita agli altri 2 Fab Three. 

Il match è stato equilibrato in larghi squarci, ben giocato da Berrettini. Djokovic, alla 30esima finale slam, pare, com'è ovvio che sia, molto più a suo agio nelle battute iniziali. Berrettini si aggrappa al servizio, ma sbaglia spesso cose facili (una rovescio in rete solo da appoggiare, sull'1-1, ad esempio, grida vendetta). E' spaesato, falloso e contratto. Il primo set sembra scorrere veloce nelle mani del numero 1 del mondo, fino a che il romano non si sveglia dal torpore. Djokovic va in difficoltà e al tie-break non c'è storia: Berrettini vince 6-7 (4-7).

Nella seconda frazione il leit-motiv è simile al canovaccio del primo. Subito 2 break di vantaggio per il 34enne di Belgrado. Poi le sue sicurezze iniziano a vacillare, gioca un po' corto e l'avversario italiano sale in cattedra col dritto. Berrettini ne recupera uno con un guizzo e un incredibile tweener, ma poi soccombe: 6-4. Nel terzo c'è più equilibrio, con Djokovic che pare essere sempre un passetto in avanti a comandare le operazioni: break e si porta velocemente sul 4-2. L'italiano butta al vento qualche opportunità, non trasformando due palle per controbrekkare, sbaglia dritti semplici e si ritrova a inseguire. 2-1. Djokovic deve faticare ma mantiene la sua voce 'tennistica' un'ottava più alta: Berrettini gioca ai suoi massimi livelli, spingendo anche sul rovescio e variando gli schemi (bordate da fondo alternate a repentine discese a rete), ma contro il numero 1 del mondo non basta. Dall'altra parte della rete c'è una fortezza inespugnabile. 

Il quarto set si apre con momenti di puro nervosismo di Djokovic: prima borbotta con l'arbitro (prima volta in finale a Wimbledon per una donna), poi 'scalcia' sull'erba dopo un servizio sbagliato. Il pubblico fischia. E' raro, annotiamo, che gli spettatori di Wimbledon parteggino così smaccatamente per un giocatore, in questo caso quello tricolore. Da circoletto rosso il punto sul 30-30 del 2-3: un recupero fenomenale del serbo dopo una palla angolatissima di Berrettini. Djokovic piazza un micidiale parziale di 6-1 punti e brekka l'italiano, complice un doppio fallo. E' il sorpasso decisivo: l'ultima frazione si conclude con un 6-3 e un altro break. Qualche numerello: 145 punti a 131 per il serbo, 79% vs 76% sulle prime palle e un netto (la differenza è qui) 58% a 39% sulle seconde. Berrettini ha vinto il match degli aces, 16 a 6. Ma quando non è entrata la prima sono sempre stati scambi sofferti.

Per Berrettini c'è l'onore delle armi in un match giocato con intenso agonismo e saggezza tattica in molti punti. Ha 25 anni, ha dimostrato di poter competere con i migliori al mondo e, se non calerà di testa, lo vedremo ancora su questi palcoscenici, con la possibilità di prendersi giuste rivincite. Djokovic, dal canto suo, si è confermato clamoroso schiacciasassi, nervoso e odiato (si è preso i fischi del pubblico) ma indubitabilmente il più forte. 

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