rotate-mobile
Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Calcio

La favola di Beiranvand, dai pascoli iraniani al Guinness dei primati

Il portiere della nazionale iraniana, arrivato tra mille peripezie a coronare il sogno del professionismo, è entrato nel libro dei record per aver effettuato il rilancio con le mani più lungo della storia del calcio (oltre 61 metri)

In un panorama calcistico che ormai contempla in maniera quasi ossessiva la costruzione dal basso, c’è ancora chi sfrutta le abilità balistiche, più che quelle tecniche, di chi presidia la porta. Peculiarità che rese famoso, ad esempio, Michel Preud’Homme, iconico portiere degli anni ‘80 che utilizzava la precisione dei rilanci come arma offensiva volta a sfruttare la velocità – specie nelle ripartenze – del “suo” reparto offensivo. E c’è anche chi, con la potenza dei suoi rinvii, è addirittura finito nel Guinness World Record. Si tratta di Alireza Safar Beyranvand, estremo difensore della nazionale iraniana ed attualmente in forza al Boavista, che ha ufficialmente ricevuto la certificazione ufficiale di recordman per il rilancio con le mani più lungo nella storia del calcio. Un attesa durata cinque anni, visto che la partita in questione risale all’11 ottobre del 2016 (match in cui la sua nazionale sconfisse 1-0 la Corea del Sud in un incontro valevole per la qualificazione ai Mondiali 2018) e che ha visto il giocatore iraniano spedire il pallone a 61,26 metri di distanza.

L’abilità di Beiranvand deriva principalmente da un gioco molto popolare nel suo paese di origine, ovvero il Dal Pran, che consiste nel lanciare pietre a lunghissima distanza, e che da piccolo ha cominciato a praticare durante le giornate passate a portare le pecore a pascolare sui prati per aiutare nel lavoro il suo papà. Proprio il netto rifiuto del padre alla richiesta del figlio di poter tentare la fortuna nel mondo del calcio, la grande passione di Alireza, porta Beyranvand a dividersi negli anni successivi tra tanti lavori svolti per mantenersi (tra cui lo spazzino, il pizzaiolo, il sarto ed anche l’addetto al lavaggio dei Suv) e gli allenamenti in alcuni club, finendo per dormire sotto i ponti e vivendo di espedienti pur di non abbandonare il suo sogno e di emulare le gesta di Van der Sar, a cui ha dichiarato di ispirarsi.

La fortuna bussa alla porta del giovane iraniano nel 2012, con l’approdo al Naft Teheran, con cui inizia in pianta stabile la sua carriera in un club nel massimo campionato iraniano. Viene selezionato dapprima nella selezione Under 23 nazionale, viene promosso titolare in prima squadra e nel 2015 – in occasione di un’amichevole con l’Iraq – difende per la prima volta la porta della nazionale maggiore. I 12 clean sheet nelle qualificazioni garantiscono all’Iran un posto alla kermesse iridata del 2018, dove Beiranvand si concede addirittura il lusso di parare un rigore a Cristiano Ronaldo nel match del girone eliminatorio contro il Portogallo, finito 1-1. Poi, dopo un quadriennio al Persepolis, il club più prestigioso della sua nazione, lo sbarco in Europa, prima all’Anversa ed ora al Boavista. Continuando a rilanciare palloni che volano lontano come i sogni di quel bambino che, lanciando sassi e non mollando mai, si sono trasformati in realtà.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La favola di Beiranvand, dai pascoli iraniani al Guinness dei primati

Today è in caricamento